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06-02-2011

Approvato il PGT di Milano. Italia Nostra: un cattivo esempio per l’italia

L’Amministrazione comunale di Milano blinda il Consiglio comunale e approva il controverso Piano di governo del territorio non consentnedo una discussione approfondita dei tanti punti contestati, su cui erano stati presentati centianai di emendamenti. “Il PGT di Milano è un pessimo esempio per l’Italia” ha detto la presdiente nazionale Mottola Molfino all’Assemblea sul PGT organizzata da Libertà e Gisutizia allo Spazio Krizia alla vigilia della approvazione. “Invece di attrarre i giovani e la creatività, Milano ripercorre la vecchia strada del mattone. Ma il futuro dell’Italia non sta nel mattone. Milano soffoca e l’unica risposta è il cemento”.
Ora alcune forse politiche e associazioni stanno presentando ricorsi al TAR contestando l’iter di approvazione del Piano.

Pubblichiamo di seguito l’editoriale di Stefano Pareglio, di Libertà e Giustizia, su PGT di MIlano:

MILANO – Un Piano inadeguato, anzi pericoloso che peserà sulla vita dei milanesi
STEFANO PAREGLIO (SABATO, 05 FEBBRAIO 2011 la repubblica – Milano)

Nessuno, né i curatori, né i tanti estensori, né gli sponsor politici, al di là della propaganda, è oggi in grado di prevedere quali saranno davvero gli esiti del piano e quando si verificheranno. Del resto, come potrebbero? Il Pgt innesca trasformazioni che rinuncia a governare, rimuovendo le destinazioni d´uso, i limiti massimi di edificazione, il controllo morfologico e tipologico e le dotazioni minime di servizi e di verde. Promette una «forte regia pubblica», ma eleva a regola la prassi della negoziazione tra pubblico e privato, da svolgersi caso per caso senza alcuna rete di protezione. Completando così un percorso di deregulation che da tempo è nelle corde dell´urbanistica milanese.
Il Pgt prevede quantità massicce di edificazione, ma non si preoccupa né dei luoghi di origine (non c´è alcun progetto per le aree «perequate» del Parco Sud), né dei luoghi di recapito dei nuovi diritti volumetrici, che potranno «atterrare» in quantità assai variabile sugli scali ferroviari o sulle caserme. Si disinteressa della riqualificazione degli spazi inutilizzati, e neppure considera il potenziale inflattivo rispetto al patrimonio edilizio esistente. Il Pgt mira ad accrescere il numero degli abitanti, ma non programma le infrastrutture, né i servizi, per una ragione semplice: non dispone delle risorse necessarie, né è in grado di generarle, anche perché scommette spericolatamente su una dinamica di mercato che non è all´orizzonte.
Il Pgt non ha il compito di dare lavoro, di favorire l´integrazione sociale, di garantire la sicurezza: non occuparsene, però, non contribuisce a costruire una comunità. Usa parole d´ordine che sembrano spingere Milano verso un futuro di vivibilità, di qualità ambientale e architettonica, di facilità di accesso alla casa. Nei fatti, accetta passivamente l´incremento del traffico privato. Non soddisfa la domanda attuale di case in affitto a canone moderato. Non garantisce l´intangibilità delle aree agricole, né consolida il verde esistente, né assicura la tutela dei giardini storici. Non riconosce né le porzioni di città con una specifica rilevanza storica, culturale e architettonica, né i nuclei rurali e i borghi. Insomma, è un piano inadeguato e pericoloso. Che ora, spogliato dai rendering seducenti, inizierà a pesare sulla vita dei milanesi.

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