Indirizzo/Località: Casaluce (Caserta)
Tipologia generale: edificio di culto/palazzo gentilizio/opera difensiva e di incastellamento
Tipologia specifica: in origine castello e dimora gentilizia poi abbazia dotata anche di chiesa
Configurazione strutturale: castello gotico del Trecento, poi abbazia dei Celestini
Epoca di costruzione: sec. XIV
Comprende: imponente maniero di forma quadrilatera, con torri quadrate senza scarpa, costruito per dimora signorile fortificata su progetto unitario databile al periodo del gotico al quale risalgono volte e archi acuti
Uso attuale: mentre la chiesa, parrocchiale, ricca di affreschi, è stata recentemente restaurata, il resto del castello/abazia è in totale abbandono
Uso storico: il castello, di epoca gotica, divenuto abbazia per secoli è stato il noviziato campano dei Celestini
Condizione giuridica: il castello è di proprietà della Diocesi di Aversa
Segnalazione: del 5 gennaio 2020 – segnalazione della sezione di Caserta di Italia Nostra – caserta@italianostra.org
Motivazione della scelta
Il castello di Casaluce è un imponente maniero di forma quadrilatera, con torri quadrate senza scarpa, costruito per dimora signorile fortificata su progetto unitario databile al periodo del gotico al quale risalgono volte e archi acuti.
Nel 1360 fu donato, dal feudatario Raimondo del Balzo, all’ordine monastico dei Celestini che lasciando intatto l’esterno ricavarono all’interno una chiesa, ora parrocchiale, con notevoli affreschi (da poco restaurati) e con un porticato divisero la corte del castello ricavando anche un chiostro.
Il castello divenuto abbazia per secoli è stato il noviziato campano dei Celestini e nella chiesa sono conservate due idrie di alabastro e una tavola bizantina: l’icona della Madonna di Casaluce, creazione artistica e di grande venerazione con una bellissima iconostasi in argento cesellato.
L’abbazia fu beneficata dalla Regina Giovanna I, visitata nel 1403 da Re Ladislao, dalla Regina Giovanna II nel 1433, da Re Alfonso d’Aragona nel 1444, dall’Imperatore Filippo II nel 1452 e dall’imperatore Calo V nel 1536.
L’edifico è tra i più cospicui dei rarissimi monumenti gotici sopravvissuti in Campania.
La chiesa è ben tenuta, agibile e frequentata, di recente sono stati restaurati gli affreschi, che sono quindi in buone condizioni.
Il portico invece è quasi in rovina e l’intero palazzo residenziale nobile, sito nell’angolo NO, è scoperchiato e in progressivo disfacimento. Si teme la rovina di volte e solai, altri ambienti sono in abbandono. Il fossato intorno al castello è stato in parte riempito e un rozzo deturpante edificio su pilastri di cemento è stato addossato al muro est per reggere un serbatoio che deturpa il paesaggio.
L’edificio probabilmente appartiene alla diocesi o istituto di sostentamento del clero di Aversa e non risulta alcun programma o progetto di consolidamento e restauro dell’area non utilizzata e in abbandono e rovina.
Non risulta che si programmi lo spostamento del serbatoio. Il fossato, ancora leggibile, è stato in parte riempito.
Il castello-abbazia, oggi monumento allo scempio e all’incuria, se invece restaurato ed affidato alla parrocchia e ad associazioni culturali potrebbe divenire un significativo centro di aggregazione sociale e culturale.
RIFERIMENTI STORICO-BIBLIOGRAFICI
Del Villano, Casaluce storia e civiltà nella penombra, S. Arpino 1991
http://vincoliinrete.beniculturali.it/





