Italia Nostra

Roma: Oggi una voragine si è aperta in Prati a Via Ezio, all’incrocio con Via dei Gracchi, a due passi da Piazza Cola di Rienzo

3 Settembre 2018

Tutti i territori dei quartieri costruiti nei tessuti storici sono a rischio 

E’ ormai evidente per l’opinione pubblica, anche per merito di alcuni articoli recenti sulla stampa e di trasmissioni in video, che Roma ha un gravissimo rischio di dissesto idrogeologico dovuto a numerose cause descritte  dall’Autorità di Bacino con una lettera, del 19 settembre 2017,  alla Sindaca di Roma Capitale e della Città Metropolitana Virginia Raggi  e per conoscenza al Capo del Dipartimento della Protezione civile, Angelo Borrelli, all’allora Ministro dell’Ambiente Galletti, al Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti e al Prefetto di Roma, Paola Basilone.

Nella lettera si chiede tra le altre azioni urgenti“la necessità di aggiornamento del Piano di Protezione Civile con l’inserimento delle nuove aree a rischio idrogeologico perimetrate dall’Autorità”.

L’Autorità di Bacino inoltre ha segnalato, insieme all’ISPRA, il grave rischio di voragini oltre che per la zona EST , anche per  il Municipio di Roma 1 (che comprende il Centro storico oggi “città storica”) e per il Municipio di Roma II.

In particolare presentano già forme evidenti di dissesto molte chiese del Centro storico come  già è stato reso pubblico dai media, dopo il crollo del tetto della chiesa di San Giuseppe dei Falegnami.

E’ ben noto che il Centro storico di Roma è interessato da numerose falde idriche, anche superficiali, che percorrono il territorio sotterraneo verso il Tevere .e, inoltre, intervengono a complicare la situazione le continue perdite delle condutture obsolete dell’ACEA sia dell’acqua potabile che delle fognarie rendendo il terreno sempre più fragile.

Ultimo problema importante riguarda l’aggiornamento della cartografia della “microzonazione sismica” che individua i possibili effetti di ampliamento dello scuotimento  indotti sugli edifici da un  evento sismico  a seconda della situazione del terreno sottostante. Prevede interventi di prevenzione e riduzione del rischio nelle zone più critiche. Tale strumento è stato deciso dopo la tragedia del crollo della scuola di San Giuliano di Puglia. E’ stato disposto dalla Protezione Civile Nazionale e dalla Regione Lazio fin dal 2010. Va aggiornato dopo gli ultimi fatti e redatto obbligatoriamente per i circa  10  Municipi che ne sono ancora privi.

La grave e complessa situazione che presenta Roma richiede la necessità da parte del Comune di istituire subito la struttura sovraordinata a tutti i Dipartimenti  del Servizio Geologico Capitolino come già deciso dalla Giunta.  Ma la Direzione Generale, responsabile della sua attuazione ancora non sembra comprenderne l’urgenza.

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