Non è certo rituale il saluto di Italia Nostra che l’ANAI ha voluto in apertura del suo ventinovesimo congresso. E’ il riconoscimento reciproco di un vincolo di solidarietà che anche di recente si è manifestato, e se possibile rafforzato, nella tragica occasione del terremoto che ha travolto con la città storica dell’Aquila lo stesso Archivio di Stato. Con alcuni suoi militanti (primo Giancarlo Pellagatti) Italia Nostra ha partecipato alla operazione di soccorso e messa in sicurezza del patrimonio documentario e con una iniziativa poco più che simbolica, dichiarando di adottare l’Archivio di Stato aquilano, ha inteso contribuire alla sua immediata rianimazione, primo presidio culturale ritornato prodigiosamente attivo: a garanzia di una ricostruzione della città (e del sistema territoriale con essa sconvolto) che si vuole fondata sulla traccia documentaria sicura della storia del complesso insediamento. L’Archivio, insomma, organismo vitale, messo a doveroso servizio della ricostruzione e della rinascita del territorio. Il progetto che Italia Nostra ha dedicato, nell’ambito del servizio civile, al censimento degli archivi danneggiati dal sisma ha trovato nella nuova sede dell’Archivio di Stato dell’Aquila ospitalità e assistenza scientifica.
Non può dirsi casuale la concordia di giudizio registrata tra le nostre associazioni sulle vicende istituzionali della “tutela” e sui modi di organizzazione delle relative funzioni. La storia di questa intesa risale alla stagione della Bicamerale, siamo nel 1998, e allora fu contrastato il progetto di una indiscriminata devoluzione delle attribuzioni di tutela alle Regioni, con lo smantellamento dei consolidati assetti dello stato al riguardo, quando gli esiti del trasferimento (1972) delle soprintendenze ai beni librari segnalano in pratica la quasi generale vanificazione della stessa funzione. (…)
Roma, 3 dicembre 2010
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