Italia Nostra

Data: 26 Ottobre 2011

Alluvioni in Lunigiana

“Lunigiana, 25 ottobre 2011: disastro annunciato”. Dossier a cura della Sezione Apuo Lunense di Italia Nostra

Il martirio oggi subito dal lembo di terra ligure-tirrenico di nostra competenza, parte dell’antica Lunigiana storica, quale vittima sacrificale della colpevole imprevidenza in alto e basso loco politico-amministrativo, era stato prefigurato ancor prima, già a far data almeno dagli anni ’60, per cui la natura, ricorrentemente e ancora ai giorni nostri, ha preteso di esigere il suo tragico credito risarcitorio per le ferite insipientemente e pervicacemente infertele (…) Abbiamo tutti condiviso le testimonianze personali e angosciate – mute e rassegnate o urlate rabbiosamente – di chi, impotente, ha perduto nel fango i propri congiunti e i propri averi; le speranze, le attese e i sogni per il proprio futuro. Ammirato l’immane e meraviglioso prodigarsi di centinaia di volontari fino, per uno di loro, al sacrificio della propria vita. Vissuti i resoconti encomiabili degli inviati, resi ancor più veritieri e drammatici dalle immagini in diretta. E concordato sulle spiegazioni oggettive e scientifiche dei tecnici sulle cause remote e recenti del disastro che doveva per forza succedere… (leggi l’articolo di M. Venutelli)

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L’alluvione che ha investito le contrade della nostra Lunigiana, in particolare la città di Aulla, era una tragedia prevedibile e prevista. Infatti uno studio dell’Autorità di Bacino del Fiume Magra relativo alla previsione duecentennale delle piene, considerava come altamente a rischio, zona rossa!, tutta l’area di Aulla poi interessata dall’alluvione; ma negli ultimi decenni si è continuato a costruire in modo insensato su quell’area… (leggi l’articolo di A. Mazzoni)

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La Sezione Apuo-Lunense di Italia Nostra, competente per il territorio della Lunigiana, dopo una settimana di urlato silenzio si decide ad urlare il suo: dolore, sdegno, rabbia e pretende giustizia. In questa Provincia, la più cementificata d’Italia dal dopoguerra, è in atto un proditorio, insensato e continuo attacco alla salute, all’ambiente e al territorio. È iniziato – ci mancava – anche quello ai crinali Appenninici con l’intento di istallarvi numerose pale eoliche alte anche 180/200 m. (leggi l’articolo di N. Bertoncini)

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SCHEDE

Val di Vara

Il fiume Magra

approfondimenti

Documento dell’Autorità di Bacino del Magra

Le immagini del disastro per riflettere sulla “vocazione” del fiume (note di A. Paoletti)

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DOCUMENTI

Alluvione 2003: reati prescritti, nessun colpevole (di M. Venutelli)

Considerazioni di Italia Nostra sul parco della Magra (6 giugno 1993)

Note al libro “Tra fiumi mari e terraferma” (del 1981)

Intellettuali e scrittori a bocca di Magra (dal testo di M. Morelli)

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