Italia Nostra

A Melilli: conversazione “Roma e Cartagine: due civiltà a confronto per la supremazia sul Mediterraneo”

22 Maggio 2019

Giuseppe Immè di IN Melilli conversa con gli autori dei saggi che scandagliano i rapporti tra le due città nella storia antica

Una conversazione a più voci si terrà a Melilli sabato 25 maggio, alle ore 19:00 presso l’Auditorium “E. Carta” tra Massimo Cultraro, ricercatore CNR Catania e docente università di Palermo, Massimo Frasca, docente di Archeologia classica – Università degli Studi di Catania, e Carlo Ruta, saggista e storico del Mediterraneo per la presentazione della raccolta di saggi dal titolo Roma e Cartagine: due civiltà a confronto, edito da Eds. A fare gli onori di casa Giuseppe Immè, vicepresidente di Italia Nostra Melilli, ideatore e curatore dell’evento.

«Ho fortemente voluto che Melilli ospitasse questi tre insigni ricercatori per molteplici motivi – afferma il prof. Immè – Innanzitutto perché, se il Mare nostrum è stato e resta il protagonista incontrastato dell’occidente europeo, da età preistorica fino ai nostri giorni, la Sicilia è stata la sua indiscussa regina con cui sia Cartaginesi che Romani si sono trovati a confrontarsi e a scontrarsi».

Roma e Cartagine: due città del mondo antico che si contendono l’egemonia del Mediterraneo. Nella prima fase trattano, si accordano sui commerci, cercano di stabilire una convivenza con reciprochi vantaggi. Poi si dipana una lunga vicenda di conflitti che alla fine vede Roma vincitrice e Cartagine umiliata fino alla estrema distruzione. È la vicenda di due civiltà rivali che non mancano tuttavia di similitudini e punti di contatto. Entrambe coltivano un ethos patriottico, fatto di eroismi civili e militari, ma ognuna lascia una propria impronta nella storia antica. Cartagine proietta i propri commerci oltre i confini delle Colonne d’Ercole, tenta il periplo dell’Africa e punta, dall’Atlantico, verso le coste della Bretagna. Roma conquista gran parte della penisola italica e, già con il Foedus Cassianum, stipulato nel 493 a.C. con i Latini, tesse la propria tela del diritto e delle cittadinanze. Alla fine essa conquista l’intero Mediterraneo mentre, per volere dell’imperatore Ottaviano Augusto, Cartagine risorge dalle proprie rovine, non più punica ma romana.

«In secondo luogo – continua il vicepresidente IN, Giuseppe Immè – perché i saggi raccolti in questa miscellanea scandagliano, da una varietà di prospettive e con criteri pluridisciplinari, il lungo confronto tra Cartagine e Roma che, non privo ancora di aspetti significativi in ombra, sollecita la ricerca archeologica e storiografica a sempre maggiori impegni conoscitivi».

Le due città si disputarono per parecchi decenni l’egemonia del Mediterraneo ma non si trattò di un processo lineare: si è trattato di una storia complessa e tortuosa. Lo sanno bene gli autori di questa raccolta di saggi: Maurizio Massimo Bianco, ricercatore – Università degli Studi di Palermo, Pino Blasone, filosofo ed esperto del mondo islamico, Alfredo Casamento, professore associato – Università degli Studi di Palermo, Massimo Cultraro, ricercatore CNR Catania e docente – Università degli Studi di Palermo, Rossana De Simone, ricercatrice – Università Kore di Enna, Massimo Frasca, docente di Archeologia classica – Università degli Studi di Catania, Francesco Oliveri, borsista – Università degli Studi di Palermo, Carlo Ruta, saggista e storico del Mediterraneo, Francesco Tiboni, archeologo navale, Sebastiano Tusa, archeologo e assessore alla Cultura e Identità Siciliana.

«E ancora perché – motiva Giuseppe Immè – la tragica scomparsa di Sebastiano Tusa nel disastro aereo avvenuto il 10 marzo a Bishoftu, in Etiopia, costituisce una grave perdita per il paese civile e le comunità degli studi. Io ho conosciuto Tusa personalmente nel 2004 in occasione del I Master universitario in “Archeologia subacquea”: subito ci hanno catturati simpatia e stima reciproca, al punto che Tusa mi ha voluto in una lunga serie di indagini a Monte Polizo (Salemi) e mi ha affidato la direzione di uno scavo subacqueo a Cefalù. Sono stati anni esaltanti per me. Ritornato nella Sicilia orientale non mi sono mai mancati da parte sua i consigli e anche le esortazioni a tornare a Palermo. Ricordo la sua gioia, quando parlava del rinvenimento delle “Tre teste di Pantelleria”, e l’orgoglio per la nascita della Soprintendenza del Mare, nonché i problemi legati alla giusta musealizzazione del Satiro danzante. Ho avuto anche l’onore e il piacere di conoscerne i genitori, i grandi Vincenzo Tusa e Aldina Cutroni, verso i quali Sebastiano provava una vera ammirazione; lo osservavo pendere dalle loro labbra, per gli aneddoti sull’archeologia siciliana. Ecco: credo che la scomparsa di Vincenzo Tusa sia la perdita più importante per l’archeologia siciliana, insieme a quella di Vincenzo La Rosa. A lui è stata dedicata la miscellanea e sabato sarà giustamente ricordato dai relatori, suoi affezionati colleghi».

La sezione di Italia Nostra – Melilli sarà anche orgogliosa di ospitare la cerimonia per il conferimento degli attestati di merito, per l’alto senso di responsabilità e per l’impegno profuso nel campo della cultura militante, agli alunni del I Istituto Comprensivo “G. E. Rizzo” di Melilli che hanno aderito all’iniziativa promossa dagli studiosi con un laboratorio didattico decentrato relativo all’argomento “Roma e Cartagine”.

L’evento vedrà la partecipazione del Presidente Regionale di Italia Nostra, prof. Leandro Janni.

Sono benvenuti soci, simpatizzanti e cittadini.

Roma e Cartagine: due civiltà a confronto

Conversazione con gli autori: Massimo Cultraro, ricercatore CNR Catania e docente università di Palermo, Massimo Frasca, docente di Archeologia classica – Università degli Studi di Catania, e Carlo Ruta, saggista e storico del Mediterraneo.

A cura di Giuseppe Immè, vicepresidente IN Melilli

Sabato 25 maggio 2019 – Ore 19:00

Auditorium “E. Carta”, via Iblea 27 – Melilli

Addetto stampa

Alessandra Privitera

3494620291