Italia Nostra

Data: 13 Settembre 2023

#CARASTAZIONE, 22 settembre incontro nella stazione di Santarcangelo di Romagna

STAZIONE DI SANTARCANGELO DI ROMAGNA, segnalazione della sezione di Valmarecchia

La linea ferroviaria Santarcangelo di Romagna – Urbino, doveva essere il primo tronco della linea ferroviaria Santarcangelo di Romagna – Urbino – Fabriano, progetto di una dorsale alternativa alla linea Adriatica, che aveva l’ambizione di trasformarsi nella linea Subappenninica.

Un progetto davvero complesso, dato che i tracciati passavano su percorsi impervi per lambire le montagne dell’Appennino e togliere dall’isolamento le comunità locali, che non venne mai realizzato. Tutta la linea prevedeva la costruzione di 13 gallerie, 46 viadotti, 195 ponti minori e 25 sottopassaggi, a cui occorre aggiungere 107 case cantoniere e 23 fabbricati delle stazioni.  Di essi sul versante romagnolo esistono ancora quelli di Agenzia di San Leo, Pietracuta, Torello, Verucchio, Poggio Berni e quello di Santarcangelo di Romagna che venne modificato e ristrutturato. Ancora oggi se ne possono individuare una decina sul territorio.

L’originario tracciato della ferrovia si può distinguere in tre tronchi: il primo tronco Santarcangelo di Romagna – San Leo, fu ultimato nel 1918, ma non entrò mai in esercizio. Il secondo tratto, fra la stazione di San Leo e di Auditore-Casinina, non vide l’apertura dei cantieri. Il terzo tratto fra Casinina ed Urbino fu costruito, ma non entrò mai in esercizio. A causare la fine del progetto furono lo scoppio della I guerra mondiale e una frana nel 1916. Alla fine del primo conflitto mondiale le stazioni e i caselli vennero affittati a famiglie, tra la fine degli anni venti e l’inizio degli anni trenta la stazione di Pietracuta divenne sede della locale scuola elementare e rimase tale fino agli anni Settanta. Durante la Seconda Guerra Mondiale, al passaggio del fronte a ridosso della Linea Gotica, i caselli e le stazioni vennero occupate dall’esercito tedesco. Con la ritirata i tedeschi fecero saltare tutti i ponti della linea ferroviaria e quasi tutti furono distrutti, ne risparmiarono solo 2 lungo il tratto Torello-Agenzia ritenuti piccoli e di scarsa importanza. Si arriva così al 1960 anno quando si chiuse la linea Rimini – Novafeltria e le Stazioni del breve tratto utilizzato, quelle di Torello e di Pietracuta.

Il sedime, ancora in parte demaniale si presta alla realizzazione di un percorso lineare, ciclo-pedonale collegato ala rete sia ferroviaria che alle altre ciclovie presenti nel territorio.

La Stazione di Santarcangelo di Romagna, pure servendo un territorio densamente popolato e rappresentando l’ultima stazione del tratto di pianura padana (Bologna-Rimini), prima dell’inizio del percorso parallelo al mare Adriatico fino a Lecce, è impresenziata. Realizzata nel 1922 si compone di un edificio principale e 3 fabbricati di servizio. Il fabbricato viaggiatori si presenta imponente, apparentemente sproporzionato all’importanza attuale dell’impianto, ma all’inizio del secolo scorso fungeva da capotronco della ferrovia mai ultimata Santarcangelo-Urbino-Fabriano. Si sviluppa su due piani con nove luci lato strada e lato ferrovia, nello stile architettonico è quello proprio delle stazioni costruite negli anni Dieci, che ritroviamo con analoghi fabbricati in tutta Italia.

Alcuni locali del piano terra sono occupati da una cooperativa sociale, mentre sul lato est è presente un bar, con accesso sia lato strada che lato ferrovia, attivo e frequentato. I locali di servizio lato primo binario (ufficio movimento, magazzino) sono chiusi in conseguenza dell’impresenziamento della stazione (l’intera linea Adriatica è telecomandata da Bari). Resta una piccola sala d’aspetto alla quale si accede attraverso la ex biglietteria.

Il magazzino merci che si trovava lato ovest (lato Bologna), non è più esistente ma residua un ampio piano caricatore; sullo stesso lato sono presenti gabinetti e un magazzino utilizzato dalle imprese lavori. Lo stesso piazzale merci, assai ampio e attivo come tale fino al 2010, è attualmente adibito a ricovero di mezzi operativi delle imprese lavori. Un piccolo spazio attrezzato con tavolini e sedili fissi è stato ricavato su questo lato tra il marciapiede del primo binario e la fermata autobus.

Il primo binario è binario di precedenza ed è munito di una tettoia in ferro di foggia retrò (replica post-bellica dell’originale) con il bordo impreziosito da “lambrecchini”. Nei primi anni 2000 anche il marciapiede tra i binari 2 e 3 fu dotato di pensilina in ferro (di foggia più moderna) e di sottopassaggio con ascensori.

Recentemente il piazzale esterno è stato oggetto di ristrutturazione urbanistica, con l’eliminazione di gran parte degli stalli per auto, la creazione di spazi per la sosta delle biciclette muniti di colonnine con attrezzi e pompa, la riqualificazione delle fermate autobus. Un ampio parcheggio gratuito esiste sul lato est. È presente il capolinea delle linee extraurbane in gestione Start Romagna per Bellaria e la fermata del servizio autobus a chiamata “Valmabass”. La piena realizzazione del Piano Regionale Trasporti (PRIT) postula l’intensificazione del servizio.

22 settembre, ore 10.30 – 13.30

Per la Giornata mondiale senza auto, visita guidata con le scuole del territorio interprovinciale, amministratori locali ed associazioni del terzo settore per condividere la stazione, la sua storia e il suo futuro. Organizzato con SOMS di Santarcangelo, il Comune di Santarcangelo di Romagna.

Ci daresti una mano?

Regalati la tessera di Italia Nostra e donala ai tuoi amici per proseguire una storia lunga oltre 65 anni di iniziative, progetti e battaglie per il Paese.

Italia Nostra
My Agile Privacy
Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione. Cliccando su accetta si autorizzano tutti i cookie di profilazione. Cliccando su rifiuta o la X si rifiutano tutti i cookie di profilazione. Cliccando su personalizza è possibile selezionare quali cookie di profilazione attivare.
Attenzione: alcune funzionalità di questa pagina potrebbero essere bloccate a seguito delle tue scelte privacy