Mostra I luoghi del mutamento (1988/2012) di Andrea Abati
Lungo cammino verso la libertà, autobiografia, Nelson Mandela, Feltrinelli, 1995.
Per questo in occasione dell’apertura di Giardino Melampo/Mandela Garden 1 abbiamo deciso di esporre anche uno dei lavori fra i più significativi di Abati: I luoghi del mutamento.
Una serie iniziata nel 1988 e ancora in corso, indubbiamente il suo progetto di maggiore complessità e anche il più noto: una serie di immagini di grande formato dove urgente è l’attenzione al paesaggio industriale contemporaneo e ai mutamenti della realtà sociale. In questo lavoro Abati ha voluto come luogo d’indagine Prato, la sua città natale, nella quale l’intrusione e, ora, esclusione dell’industria nel contesto cittadino è forte e evidente. Ha fotografato la demolizione e ricostruzione di edifici industriali dandone una visione lucida, serena, talvolta apocalittica, quasi rovine di guerra, creando immagini dai colori stridenti, che fanno emergere i contrasti dei volumi e danno nuova linfa agli spazi industriali. “Abati applica [..] il disagio del colore, dalle acidità virate in toni ansimanti e perplessi…”, afferma il critico d’arte Flaminio Gualdoni, sono infatti proprio i colori a caratterizzare i luoghi del mutamento. Colori notturni, acidi e abbaglianti, apparentemente artificiali.
La rapidità che le necessità della società contemporanea impongono alla produzione e al ritmo del lavoro, fa sì che la realtà industriale diventi talvolta uno specchio fedele dei cambiamenti in atto. Gli stabilimenti, colti nella dimensione di cantieri aperti o di architetture allo stato di abbandono, acquistano in tal senso una valenza particolare, sono espressione di uno stato nel quale, velocemente, passato, presente e futuro si intrecciano e si danno il passo.
Un ringraziamento a Fabio Bartolini, Paola Ballerini e Gisella Curti e a tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di Giardino Melampo/Mandela Garden 1.
Con il contributo del Centro di Scienze Naturali di Prato, di Italia Nostra Sezione di Prato e il patrocinio di Provincia e Comune di Prato.
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