Italia Nostra

Data: 4 Giugno 2018

Milano, convegno di presentazione finale della ricerca “La Città degli ORTI”

Gli orti dei 133 Comuni che costituiscono la Città Metropolitana con i 9 Municipi del Comune di Milano e altre 7 municipalità di Monza-Brianza lungo l’asta de Villoresi sono stati osservati dall’alto, mappati, è stato costruito un inedito database alimentato dalle informazioni raccolte attraverso un’ attività biennale di sopralluoghi, ricerche: il risultato di questo lavoro è “La Città degli Orti”, uno studio che per la prima volta mappa e restituisce l’entità del fenomeno degli orti urbani nella Grande Milano.

La ricerca, svolta tra il 2016 e il 2018 e sostenuta da Fondazione Cariplo, è stata proposta e sviluppata da Italia Nostra Milano Nord, la sezione nel cui ambito opera il Centro Forestazione Urbana di Boscoincittà, insieme al Dipartimento di Architettura e Studi Urbani del Politecnico di Milano, DEMM dell’Università Statale, la Scuola Agraria del Parco di Monza e lo Studio Legale Leone-Torrani.

Il lavoro capillare con decine di questionari inviati ai Comuni e centinaia di sopralluoghi agli orti di questi Comuni (le colonie ortive direttamente visitate sono ben 636 con oltre 437 schede compilate in dettaglio e altre 199 speditive), ha portato alla costruzione di un database e di un rapporto di ricerca circa 350 pagine che verrà presentato martedì 5 giugno dalle 17 alle 19,30 in cascina San Romano centro operativo di Boscoincittà, via Novara 300 (info 02 45 22 401). Alcuni numeri restituiscono la rilevanza del fenomeno:

– si è calcolato che nell’area metropolitana i terreni dedicati agli orti urbani raggiungono 850 ettari (otto milioni e mezzo di metri quadrati pari a 1700 campi da calcio). Solo una parte di questa notevole estensione ha origine da una vera e propria azione pubblica su suolo pubblico che ha prodotto orti regolari; un grande numero ha origine invece da azioni autopromosse. La produzione annua stimata di ortaggi nel totale degli orti analizzati è di 82.700 Q/a, circa metà di quanto produrrebbe un’azienda agricola intensiva sulla stessa superficie.

– Gli orti non sono mai isolati ma formano colonie condivise da molti ortisti: le colonie di orti individuate (quindi gruppi di orti di consistenza diversa) sono risultate essere 933 con una superficie di 2.681.847 mq; a queste si aggiungono 1.322 colonie di carattere più informale in cui l’attività ortiva è solo una delle molte che convivono in aree private verdi recintate con una superficie complessiva di 5.858.638 mq.

Colonie formali e informali. Nei nostri comuni esistono centinaia di casi di colonie di orti e recinti orti non formalizzati dal rapporto con gli enti amministrativi, la cui origine è spesso antica, spontanea, non organizzata e ha fatto sì che a volte si trasformassero in vere appropriazioni di suolo. Queste colonie, spesso considerate come un fenomeno periferico e di degrado, sono state studiate approfonditamente individuando caratteri specifici, qualità, problemi oggettivi e molte risorse possibili.

Una ricerca di scala metropolitana. All’origine dell’iniziativa di ricerca vi è la decennale esperienza di Italia Nostra CFU di costruzione e conduzione di orti nei terreni di Boscoincittà ma anche al Parco della Cave, in via Valla con A2A e anche in territorio di Sesto San Giovanni. Tornare ad indagare il fenomeno alla scala della Città Metropolitana è sembrato utile come lente interpretativa dei fenomeni sociali che attraversano la Grande Milano e che possono portare a sperimentare soluzioni e politiche condivise e adeguate ai nuovi tempi.

Nuovi orti e nuovi ortisti, le molte funzioni degli orti. L’orto urbano oggi non è più legato a motivazioni di sussistenza ma – come evidenzia la ricerca – ha sempre più una funzione sociale, di occupazione del tempo libero, di mantenimento fisico attraverso attività svolte all’aperto in ambiente sano, di sviluppo delle relazioni sociali, di presidio e cura del territorio … il tutto unito anche all’orgoglio di produrre verdure buone e sane per la famiglia e da regalare ad amici. Tutto ciò rende ancora e sempre più attrattiva la pratica ortiva, tradizionalmente praticata da uomini anziani, a cui subentra sempre di più una nuova leva di giovani, di donne, di nuovi abitanti della metropoli che paiono affacciarsi all’impegno dell’orticoltura amatoriale.

E’ stato inoltre valutato quanto rende un orto e quanto la sua produzione incide sul budget familiare. Dall’indagine è risultato come gli orti contribuiscono poco al bilancio delle famiglie milanesi in termini di quantità di prodotto mentre producono un alto valore di servizio rispetto alla socialità e al tempo libero. Il valore stimato dalla ricerca della produzione amatoriale delle verdure è tale da soddisfare al massimo il bisogno di circa 18/20.000 famiglie, che peraltro non possono essere tutte annoverate fra le famiglie indigenti.

Nuove regole strumenti per la gestione da parte dei Comuni. La ricerca mira a fornire ai Comuni analisi e strumenti per gestire il fenomeno come uno dei servizi fondamentali per i cittadini. Lo studio propone una precisa riflessione sui criteri di assegnazione degli orti e sulle funzioni da attribuire a tale forma di servizio e su come trattare le colonie spontanee di orti, in una logica di pianificazione. Anche dall’estero ci vengono infatti testimonianze di quanto possa essere produttivo sul piano della tranquillità sociale (meno conflitti, più accordo, meno violenza) l’impianto di aree a orto o a verde curate dai cittadini in regime di condivisione… rappresentano tutela del territorio, allontanamento del degrado e della illegalità.

 

Direttore della ricerca: Arch. Mario Cucchi Consigliere Sezione Italia Nostra Milano Nord cell 335 694 59 12

DASTU Politecnico di Milano Politecnico di Milano Prof. Antonio Longo cell. 338 387 42 88 – Arch. Daniela Gambino cell. 339 333 0977

Centro Forestazione Urbana Boscoincittà: Direttore Silvio Anderloni cell. 348 446 21 30

Coordinamento e segreteria della ricerca presso Italia Nostra CFU: Dott Gabriella Balice cell. 339 739 4576

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