Italia Nostra

Data: 27 Giugno 2018

Mirano – PaRDeS: selvaOscura. Monologo di Samuele Busolin

Giovedì 28 giugno alle ore 21 selvaOscura. Monologo di Samuele Busolin, regia di Enrico Zagni.

PaRDeS – Laboratorio di Ricerca d’Arte Contemporanea, Mirano.

Scarica il comunicato SelvaOscura

SelvaOscura intende esaminare il testo dantesco (la Divina Commedia) e quello shakesperiano (Riccardo III e Amleto), allo scopo di mostrare l’ambiguità e la complessità dell’animo umano messa in campo dalla tragedia shakespeariana e confrontarla con la ricerca filosofica e teologica proposta dalla Divina Commedia.

L’obiettivo non è di celebrare apologeticamente i testi e suoi autori, ma è quello di adoperare il testo come pre-testo per ragionare e riflettere sulle contraddizioni profonde del contesto socio-politico che quotidianamente frequentiamo. Un contesto nel quale non è difficile imbattersi in tantissimi Riccardo III: persone frustrate; rifiutate perché diverse; sfruttate perché ritenute deboli; sostanzialmente persone a cui viene negata la possibilità di essere. Persone che odiano gli altri, e pronte a qualsiasi cosa pur di raggiungere il vano miraggio di un potere creduto salvifico e definitivo. SelvaOscura mette in scena la tragedia dell’uomo nella sua fenomenologia, mette in scena il suo mostrarsi e il suo essere per tutti “problema”.

Ad essere pre-testo in questo caso non saranno solo i testi di Dante e Shakespeare ma sarà soprattutto la “scena” nella sua valenza simbolica a riproporre il problema dell’esistenza e della libertà come “nodo” essenziale. Dal primo Canto dell’Inferno si giunge direttamente XXVI Canto laddove emerge lo spaesamento dell’Ulisse dantesco mosso dall’irrefrenabile desiderio di conoscere e di tendersi al nuovo a cui si frapporrà la figura malferma e sghemba di un Riccardo III votato alla guerra e alla vendetta; mosso dalla paura, rifiutato perché malformato da una natura “perfida” e cieca; una natura, nella visione di Riccardo III, che dona la libertà e nel contempo, come nel suo caso del resto, la toglie con la sua indifferente perfidia.

In SelvaOscura a dialogare non sono solo i personaggi di Dante e Shakespeare, i veri protagonisti sono i desideri, i complessi, le virtù, le frustrazioni; l’intelligenza, la furbizia, l’odio, la vendetta, la sofferenza, la saggezza, la mitezza. Ad essere messo in scena, nel suo manifestarsi e mostrarsi è l’animo umano nella sua libertà, nel suo fenomenologico e problematico “essere – in – relazione”.

Non c’è relazione senza rapporto con il Tutto. La situazione tragica dell’uomo contemporaneo si ravvisa proprio nella perdita della dimensione religiosa nel senso etimologico del termine: ricerca della relazione e del rapporto con il tutto. La dimenticanza e la rimozione radicale di tale rapporto comporta, non solo la negazione della trascendenza e della sacralità di ogni forma di esistenza, ma soprattutto l’esaltazione di un Io (ego- centrato e narcisistico) che trasforma tutto in “cosa” e istituisce di conseguenza rapporti puramente “oggettuali” con sé e con gli altri.

SelvaOscura intende far vedere le possibilità insite nel modo che l’uomo ha di rapportarsi al mondo e ai suoi simili che insieme costituiscono quella figura simbolica dell’Alterità con la quale è necessario riconciliarsi.

SelvaOscura è messo in scena in forma di monologo, dove il singolo attore, seguendo le variazioni del copione, assume le sembianze dei diversi personaggi. Ritorna quindi il motivo centrale di questo lavoro che vuole sottolineare il rapporto dell’Uno con la molteplicità e l’inesauribilità dell’animo umano. L’Uno, il corpo dell’attore, che simbolicamente rimanda a tutti i corpi, a tutte le esistenze ed esperienze che è nella sua possibilità (perciò nella libertà di tutti: uomini e donne) esprimere in forme sempre diverse e nuove.

 

L’evento s’inserisce all’interno della mostra Natura Violata.

 

L’immagine è un’opera di Marika Vicari, In quel bosco nero presto fioriranno i bucaneve, 2017, graphite on wood, 120 x 180 cm, artista presente nella mostra Natura Violata, a cura di Maria Luisa Trevisan, allestita a Mirano presso PaRDeS – Laboratorio di Ricerca d’Arte Contemporanea e a Venezia presso l’Art Factory, dal 27 maggio al 14 ottobre 2018, con dipinti, sculture, fotografie, video, installazioni ambientali.

 

Artisti della mostra Natura Violata: Paolo Barozzi, Elena Vittoria Bevilacqua, Olimpia Biasi, Fabio Bolinelli, Alberto Burri, LeoNilde Carabba, Franco Corrocher, Stefano Cusumano, Alessandra D’Agnolo, Graziella Da Gioz, Mario De Leo, Amedeo Fontana, Jernej Forbici, Theo Gallino, Sirio Luginbühl, Uzia Ograbek, Nino Ovan, Pain Azyme, Aldo Pallaro, Tobia Ravà, Domenica Regazzoni, Raphael Reizel, Gina Roma, Alberto Salvetti, Dado Schapira, Annamaria Targher, Jean Turco, Marika Vicari, Luigi Viola, Teodoro Wolf Ferrari.

 

Luoghi della mostra:

PaRDeS – Laboratorio di Ricerca d’Arte Contemporanea, via Miranese 42 – 30035 Mirano (VE)

Periodo: dal 27 maggio al 15 Luglio e dal 20 settembre al 14 ottobre 2018

Orari: Da mercoledì a domenica 16-19 su prenotazione

 

Art Factory, Fodamenta dell’Arzere, Dorsoduro 2324 – 30123 Venezia

Periodo: dal 6 giugno all’8 luglio 2018

Orari: Da mercoledì a venerdì 15.30-19.30. Sabato e domenica 10.30-13

 

Le opere in mostra offrono uno spaccato della situazione del problema ambientale, mettendo in guardia da altri possibili disastri, ma anche celebrando la natura con le sue bellezze per renderci consci e partecipi di quello che è un dovere di tutti, da preservare per futuro per la nostra stessa sopravvivenza.

Gli effetti dei cambiamenti climatici sono molteplici e fanno prevedere un futuro carico di sconvolgimenti per il nostro pianeta, se non si adottano con urgenza le misure adeguate per ridurre il surriscaldamento globale. Gli artisti presenti in mostra denunciano questa situazione, cercando con le loro opere di sensibilizzare e di diffondere una cultura più rispettosa della natura e dell’ambiente.

 

Patrocini: Comune di Mirano Assessorato alla Cultura e alle Politiche Ambientali, Mirano Terra dei Tiepolo, FAI – Delegazione di Venezia, Legambiente del Miranese e Italia Nostra – Gruppo Soci di Mirano.

Ideazione, cura della mostra e della pubblicazione: Maria Luisa Trevisan

Testi di Maria Luisa Trevisan e Antonio Costanzo

Organizzazione PaRDeS – Laboratorio di Ricerca d’Arte Contemporanea, Mirano

Allestimenti Tobia Ravà in collaborazione con Elisa Bologna, Isabel Costanzi e Ilde Strobbe.

 

Programma eventi

 

Sabato 7 luglio alle ore 21 Davide Antonio Pio. Reading, canzoni, improvvisazioni. PaRDeS – Laboratorio di Ricerca d’Arte Contemporanea, Mirano.

 

PaRDeS – Laboratorio di Ricerca d’Arte Contemporanea, via Miranese 42, 30035 Mirano (VE) tel./fax  041/5728366 cell. 349 1240891; www.artrepardes.org; e-mail: artepardes@gmail.com

 

Immagine opera di Marika Vicari, In quel bosco nero presto fioriranno i bucaneve, 2017, graphite on wood, 120x180cm

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