Italia Nostra

Data: 19 Ottobre 2018

Paesaggi Sensibili 2018: Teramo, convegno sui paesaggi aprutini

30 ottobre ore 17.00

Biblioteca “M. Delfico” – Teramo

Tema: PAESAGGI APRUTINI: storia e cambiamenti da sviluppare sinteticamente in tre interventi di circa 20 minuti.

1° Intervento – Dott.ssa Agr. Marcella Cipriani su: I Paesaggi Agrari.

Il paesaggio agrario dell’Abruzzo teramano, un territorio caratterizzato da una morfologia complessa che dalle aspre cime del Gran Sasso e dalle arenarie dei Monti della Laga declina fino alle colline e al mare adriatico. E seguendo il percorso delle antiche transumanze il paesaggio agrario, espressione della identità culturale, della organizzazione sociale e della sensibilità  di una comunità, non è solo conservazione del passato ma dinamica azione del futuro. E più che mantenerlo inalterato sarebbe più opportuno progettarlo nella sua evoluzione”.

2° Intervento – Dott. For. Gualberto Mancini su: I Paesaggi Forestali.

L’argomento sarà affrontato con la trattazione dei cambiamenti della copertura Forestale avvenuti nel tempo in provincia di Teramo, a partire dalla fascia litoranea per risalire fino a quella montana che descrive il limite altitudinale superiore della vegetazione arborea.  Saranno commentate testimonianze cartografiche e storiche di questi cambiamenti che registrano di pari passo anche analoghi e non meno importanti trasformazioni della società, dei costumi e dei mutamenti climatici. Negli ultimi decenni, purtroppo, non sempre la spinta evolutiva impressa dalla società moderna ai nostri territori ha determinato un miglioramento sensibile dei Paesaggi.  Allora può essere utile ripercorrere le tappe dell’Archeologia Forestale aprutina quale testimone silente della nostra Ecostoria.

3° Intervento – Dott. Marcello Maranella su: I Paesaggi Montani.

Una delle meraviglie delle nostre montagne appenniniche è la copertura forestale ricca di habitat di innumerevoli specie (erbacee, fungine, ornitiche ecc) che trovano rifugio e vita nei boschi. Si tratta dei Boschi Vetusti nel versante teramano del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga: faggeta di Fonte Novello, faggeta di Aschero, frassineto di Valle Vaccaro. Sotto la lente di ingrandimento sono stati analizzati gli aspetti strutturali, compositivi, floristici, entomologici, lichenologici attraverso un’accurata ricerca bibliografica in omaggio alle popolazioni montane che hanno contribuito, nel bene e nel male, a preservare una sorta di bosco incantato. È appunto il caso del bosco vetusto di Fonte Novello, un gioiello di Biodiversità ma anche un vero e proprio museo a cielo aperto. Per finire di incuriosire si rimanda alle vicende storiche secondo cui le continue contestazioni fra i comuni sopra di Pietracamela e Fano Adriano sulla proprietà del bosco suddetto hanno dato luogo alla sospensione di ogni tipo di taglio per diversi secoli, rendendo la faggeta un biotopo di eccezionale rilevanza ambientale a livello nazionale.

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