Italia Nostra

Data: 10 Ottobre 2016

Presentazione DVD su ARCHITETTURE FEUDALI DAL MEDIOEVO ALL’OTTOCENTO NELLE LANGHE E NEL ROERO

Dvd a cura di Walter Accigliaro e Pierangelo Vacchetto
Presentazione pubblica
Alba, sala “B. Fenoglio”, venerdì 21 ottobre 2016, ore 21

Cast-conti-roero-monticello-d-albaVetuste memorie e derivazioni storiche s’esprimono nell’architettura castellana, inserita nel peculiare habitat delle Langhe fatto di rilievi variegati, di verdi declivi ed aspri borri, di torrenti, “terrazze” e brevi pianori, di coltivazioni pregiate e boschi. Così pure le modulazioni collinari del Roero, le improvvise “rocche” naturali, le ampie superfici coltivate fanno da contrappunto paesaggistico alle antiche costruzioni sulle sommità. In entrambe le zone si tratta di testimonianze remote, trasformate nel tempo, talvolta anche “perpetuate” dalla stessa tradizione locale in leggende o ritualità. Oppure ne rimangono solo ruderi, spesso soltanto citazioni nei documenti d’archivio.
Tuttavia castelli, torri isolate, case-forti, palazzi signorili sono anzitutto da interpretare quali segni emblematici nel paesaggio, quali ammirevoli impronte discernenti la storia di vari secoli. Ma qui essi assumono anche una significativa accezione popolare che si rifà, o quasi si contrappone, alle determinazioni dei tempi in cui antiche famiglie feudali dominavano dalle alte mura la vita nei borghi sottostanti. Così vestigia pregevoli e tracce storiche si ricollegano alle molte costruzioni castrensi nelle Langhe e nel Roero, rimaste (talvolta solo come ruderi oppure trasformate in palazzi svettanti) a sovrastare le valli e le colline di queste terre onuste di storia.

Con le loro torri o con le loro imponenti strutture conferiscono ai “bricchi” quella caratteristica inconfondibile di sistema difensivo nei remoti periodi di lotte e di alleanze alterne per il predominio di territori, così come di più vaste aree di influenza. Li possiamo notare in senso strategico: dislocati sulle pendici collinari delle valli del Tanaro, del Belbo, del Bormida, del Talloria, del Borbore, dell’Uzzone e di altri corsi d’acqua, comunque disposti a scacchiera verso le strade che giungevano dalla costa ligure, da Asti o da Torino. I manieri segnavano sulle alture le posizioni di difesa dei feudi, svolgevano funzioni di avvistamento e di contrasto contro l’avanzare di ostili formazioni militari, ma sovente di controllo sui traffici commerciali e di assestamento governativo per un circostanziato territorio.  castello di Prunetto
Quest’anno la Sezione di Alba di “Italia Nostra” ha inteso impegnare il proprio operato nell’ambito visivo e multimediale per documentare questa affascinante tematica, con immagini di vari fotografi attivi per l’associazione (Baricalla, Cauda, D’Amico, Giretti, Marcato, Vacchetto) e testi d’apparato, con predisposte carte d’epoca e bibliografia di riferimento (redatti da Accigliaro). Il dvd “Castelli e residenze castellane. Architetture feudali dal Medioevo all’Ottocento nelle Langhe e nel Roero” presenta ben 37 edifici storici (escludendo le torri isolate) da ricollegare alle importanti realizzazioni delle rispettive famiglie signorili o, in qualche caso, di casa Savoia. Si tratta di un agevole strumento di consultazione che, senz’altro, può interessare un vasto pubblico: gli abitanti dei luoghi, i turisti, gli studenti, i ricercatori culturali. La conoscenza, la salvaguardia e la corretta valorizzazione di questo patrimonio architettonico devono costituire uno degli impegni salienti per la più diffusa riscoperta dell’identità storica della zona e per la qualificata promozione del territorio.

 

La Segreteria della Sezione albese di “Italia Nostra”

 

 

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