Italia Nostra

Data: 10 Aprile 2012

Quale futuro per il Parco del Delta “liquidato” dalla Legge Regionale 24/2011?

TAVOLA ROTONDA

Venerdì 13 aprile – ore 15.00

Municipio di Ferrara, sala dell’Arengo

Ancora una volta Italia Nostra richiama l’attenzione dell’opinione pubblica, delle istituzioni e delle organizzazioni politiche e sociali sulla necessità di rendere adeguata la salvaguardia e la protezione del territorio del Delta del Po ancora ricco, nonostante tutto, di straordinari valori paesaggistici ed ambientali. E’ un richiamo che parte da lontano, dalla fine degli anni ’60, quando per prima l’Associazione comprese la necessità di difendere quel territorio dal prosciugamento delle zone umide e dagli attacchi dissennati della speculazione edilizia con la proposta di istituire un parco; un richiamo ripetuto nel tempo con iniziative pubbliche ogni volta che i valori di quel territorio sono stati messi in pericolo da nuovi attacchi.

Un richiamo che si è costretti a ribadire oggi che il Parco Regionale del Delta del Po dell’Emilia Romagna, istituito nel 1988, è di fatto in liquidazione a causa dell’entrata in vigore della nuova legge regionale di riorganizzazione dei parchi e delle aree protette (legge 24/2011), in una fase delicatissima in cui gestisce ingenti risorse per la realizzazione di progetti, anche con contributi comunitari. La legge è stata promulgata dalla Regione per dare un nuovo assetto istituzionale alle aree protette presenti sul proprio territorio dopo che il governo di centro-destra, con la legge n. 10/2011, aveva privato di ogni consistenza economica e giuridica i consorzi tra province e comuni, e tra essi il Parco del Delta e buona parte delle aree protette della regione. Molti sono però i dubbi e gli interrogativi che i contenuti della nuova legge suscitano. Anzitutto non sarebbe stato meglio, per gestire questa delicata fase di transizione, come altre regioni hanno fatto, procedere semplicemente alla regionalizzazione delle strutture esistenti? E ancora: l’istituzione delle macro-aree prevista dalla legge non rischia di affievolire la specificità dei singoli parchi e delle singole aree, diminuendo così l’efficacia della tutela? E sarà possibile mantenere adeguata la protezione in mancanza di organismi di gestione specifici per le singole realtà e dei relativi comitati scientifici di supporto, visto che la legge prevede un unico organismo regionale denominato “osservatorio regionale per la biodiversità”?

Italia Nostra ribadisce la convinzione che in una nazione in cui si continua a consumare  territorio a livelli vertiginosi solo elevati e articolati sistemi di protezione possono garantire di trasmettere alle generazioni future ciò che rimane dei valori culturali, naturali ed ambientali del paese. In particolare, per il Parco del Delta del Po, rilancia, in sintonia con le altre associazioni ambientaliste, le proprie proposte:

– ampliare il territorio attualmente protetto dal parco sia ad est, lungo la costa, che ad ovest con l’inserimento del Parco Urbano di Ferrara

– mantenere per il Parco del Delta organismi di gestione e di tutela scientifica specifici e adeguati

– difendere e valorizzare tutto il territorio del Delta del Po con la creazione di un unico Parco Nazionale, o quanto meno interregionale, come prevede la legge quadro nazionale fin dal ’93.

PROGRAMMA:

Dopo il saluto di CHIARA TOSCHI, presidente della sezione di Italia Nostra di Ferrara

Partecipano

MASSIMO MEDRI, ex presidente del Parco del Delta del Po dell’Emilia Romagna, attualmente funzionario incaricato alla liquidazione del Parco

GIUSEPPE BORTONE, responsabile della Direzione generale ambiente e difesa del suolo e della costa della Regione Emilia Romagna

FAUSTO GIOVANELLI, presidente del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano

TIZIANO TAGLIANI, sindaco di Ferrara

MARCELLA ZAPPATERRA, presidente della Provincia di Ferrara

MARCO BONDESAN, Italia Nostra, membro del Comitato Scientifico del Parco Regionale Veneto del Delta del Po

Introduce e coordina

ANDREA MALACARNE, Italia Nostra di Ferrara.

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