La sezione di Palermo di Italia Nostra partecipa alla VI Settimana del Patrimonio Culturale, la campagna nazionale dell’associazione dedicata alla valorizzazione del patrimonio costruito, promuovendo due appuntamenti volti ad approfondire la conoscenza degli edifici pubblici cittadini, spesso poco noti ma di fondamentale importanza storica, architettonica e culturale.
Gli eventi in programma:
- Martedì 12 maggio, ore 17,00 Spazio Italia Nostra: Le costruzioni pubbliche a Palermo tra il 1920 ed il 1940, conferenza dell’arch. Adriana Chirco, presidente della sezione che illustrerà le opere eseguite a Palermo in quegli anni, dall’ingresso monumentale della via Roma al Palazzo di Giustizia, completato negli anni ’50, dalle attrezzature per i Cantieri Navali alle chiese dei nuovi quartieri e scoprire l’iter, piuttosto complesso, per la costruzione del Palazzo delle poste.
- Sabato 23 maggio: Visita del Palazzo delle Poste, per i soci di Italia Nostra. Sarà l’occasione per ammirare, non solo la cura dei dettagli e i materiali pregiati della costruzione, ma anche le opere d’arte futurista conservate nel monumentale edificio
Il Palazzo delle Poste di Palermo
Il Palazzo delle Poste di Palermo, fu costruito tra il 1928 ed il 1934 nella centralissima via Roma su progetto di Angiolo Mazzoni. Aderendo all’architettura di regime, l’edificio ha solenne colonnato sul fronte, ma risolve con estrema funzionalità la distribuzione interna.
Negli interni, per gli arredi fissi, sono stati usati diversi tipi di marmo. Per le porte e per alcuni arredi mobili sono state utilizzate lastre in rame e legni pregiati ad intarsio. La sala del pubblico è illuminata da grandi superfici vetrate ad arco; la volta a crociera è alta 14 metri ed arredata con banconi e tavolo-fontana centrale in marmo. Il corpo scala che conduce agli uffici dei piani superiori è un volume cilindrico.
Elegantissimi sono gli arredi degli uffici in cui si fondono il gusto funzionalista dei mobili, eseguiti dalla ditta Ducrot con materiali di pregio, e le opere di insigni pittori del primo e secondo futurismo che fanno di alcune sale vere e proprie gallerie d’arte.
Nella sala del Consiglio sono esposte cinque tele della pittrice Benedetta Cappa Marinetti, ispirate ai moderni mezzi di comunicazione, e due tele di Tato, al secolo Guglielmo Sansoni. La particolare cura del dettaglio, soprattutto nella definizione degli interni e degli arredi, e l’uso di materiali pregiati, come le diverse qualità di marmi, fanno trasparire un gusto sottilmente Decò. Qualsiasi dettaglio appare studiato nei minimi particolari, perfino le tende sono in lino ricamato con motivi ispirati alla funzione dell’edificio.

