Italia Nostra

Settimana Patrimonio Culturale 2025: le Sezioni di Belluno, Bolzano e Trento insieme per le Dolomiti

9 Maggio 2025

11.05.2025 – Serravalle-Cesiomaggiore (BL) c/o Museo Etnografico della Provincia di Belluno, Conferenza del Geologo Emilio Oddone; 16.05.2025 – Sala Rosmini della Fondazione Cariplo, Conferenza-La montagna: quale tutela e valorizzazione? – Sezioni di Belluno, Bolzano, Trento 

11 maggio, Serravalle-Cesiomaggiore (BL) presso Museo Etnografico della Provincia di Belluno, Conferenza del Geologo Emilio Oddone – vedi dettagli

Descrizione: Le Dolomiti hanno ottenuto il riconoscimento UNESCO il 26 giugno 2009. Sono iscritte come Bene naturale e seriale. Quest’ultima caratteristica dipende dal fatto che il complesso vincolato è composto da una serie di aree non direttamente confinanti tra loro, una sorta di “arcipelago” che si configura comunque come un insieme unitario. Interessa infatti 9 “sistemi” montuosi, con proprie specifiche peculiarità e localizzati nei territori delle Province autonome di Trento e di Bolzano, delle Province di Belluno, Pordenone e Udine, della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia e della Regione Veneto, per un totale di 142 mila ettari, di cui il 95% in aree protette. Sono state inserite nella categoria dei beni naturali grazie alla loro bellezza e unicità paesaggistica e all’importanza scientifica a livello geologico e geomorfologico, mentre i promotori (Mountain Wilderness, Legambiente e SOS Dolomites, Cortina d’Ampezzo 7-9 agosto 1993) chiedevano il riconoscimento di bene culturale. 

Motivazione della scelta: Come riportato anche nel Dossier Italia Nostra – I siti UNESCO d’Italia del 2024 il piano di gestione approvato nel 2018, dopo ampia condivisione sul territorio, non è mai stato attuato. Continue sono le aggressioni al territorio nelle aree a valle dei massicci rocciosi, tra cui nuove funivie, piste da sci e percorsi per bike anche utilizzando le “cengie” (stretti sentieri in quota tra le rocce). Inoltre: ristrutturazione e ampliamento di rifugi con volumetrie fuori scala e tipologie fuori contesto, stanze panoramiche in quota, sovraccarico dei sistemi fognari, ecc. Tutto ciò arrecando danni all’ambiente naturale e fastidio agli animali selvatici. Nessuna regolamentazione viene posta alle pressioni antropiche che minacciano anche il Patrimonio tutelato. Vedasi in merito il convegno tenutosi a Cà Foscari (VE) 19 dicembre 2019. Ci si propone di attivare un’ampia riflessione che porti cittadini, associazioni ed istituzioni ad affrontare e risolvere con determinazione le fragilità operative della Fondazione Dolomiti Unesco. Non essendo tutelato dal sistema, il territorio a valle dei massicci rocciosi dolomitici, è oggi minacciato da un overturismo pesante. È necessario far comprendere che accerchiando i 9 sistemi montuosi con strutture invasive e un sovraccarico di presenze, si innesca una situazione di urbanizzazione della montagna irreversibile, che con il tempo squalificherà il bene intero. Non si tratta solo dell’invasiva industria dello sci, ma anche del turismo estivo con investimenti nel turismo del lusso e la sempre più diffusa motorizzazione degli ambienti, eliturismo compreso. La condivisione del progetto tra le sezioni di Trento, Belluno e Bolzano di Italia Nostra darà garanzia di pluralità di punti di vista e spunti per il raggiungimento di un’effettiva salvaguardia di tutto il complesso dolomitico.