Convegno al Castello del Valentino a Torino
14 dicembre 2012
Aula 10 (ex Audiovisivi) ore 9.00 – 13.00 / 14.30 – 18.00
Torino, nonostante le brutture che vi si sono depositate dal dopoguerra ad oggi, conserva tra i suoi pregi quello di una notevole permanenza, anche al di fuori dal centro storico, di tessuto edilizio della seconda metà del diciannovesimo secolo e sino agli anni ‘Trenta, che forma ambiti relativamente armonici, in piacevole continuità con la città barocca e col sistema dei grandi viali ottocenteschi. Persino strade pesantemente intaccate da parecchi edifici del dopoguerra massicci e stilisticamente dissonanti, come via Madama Cristina, via Cibrario e corso Vercelli, mantengono complessivamente il loro carattere, quello dato dall’edilizia umbertina e poi Liberty e “deco”, e questo anello di “architettura storica minore” dà un contributo non trascurabile all’atmosfera di eleganza discreta, di armonia, che i più riconoscono a Torino, e al piacere di abitarvi e di attraversarla.
Su questo tessuto edilizio storico “minore” ma prezioso si sta abbattendo da una decina di anni una nuova ondata di massicce intrusioni, case disegnate nel modo più vario, talora in sé interessanti, ma in totale urtante dissonanza con l’architettura storica contigua. Italia Nostra organizza questo convegno per evocare maggiore attenzione e chiedere un effettiva tutela dell’aspetto di questi ambienti finora solo teoricamente erogata dalla Commissione Edilizia del Comune.
E Italia Nostra chiede alla Soprintendenza ai Beni Ambientali Architettonici di vegliare sul vasto patrimonio di edifici dall’ottocento all’anteguerra, di proprietà pubblica, che si è in procinto di vendere per dare sollievo alle finanze, e che rischiano la demolizione per far posto a grevi ma redditizie palazzate oppure trasformazioni più o meno sfiguranti. Come è avvenuto per le storiche Officine Ferroviarie, le OGR, di cui è stata distrutta la metà, e per il Palazzo a Vela, che nella trasformazione ha perso la sua straordinaria spazialità interna oltreché la nitidezza della sua originalissima forma. Italia Nostra chiede che gli edifici pubblici annoverabili come architetture storiche minori ricevano uno studio preliminare da parte della Soprintendenza sui loro valori fondamentali e sugli elementi non alterabili per evitare che, come accaduto sinora, la tutela venga presa in esame solo al momento della dismissione, e la Soprintendenza venga sottoposta a fortissime pressioni perché consenta una trasformazione redditizia.
In particolare sono a rischio di trasformazione distruttiva le caserme centenarie attorno a Piazza d’Armi, in centro, in via Asti in precollina, in via Bologna, le palazzine ottocentesche delle Ferrovie su via Sacchi e via Nizza, l’Ospedale Militare e altri tasselli del tessuto di edifici di servizio storici. Sappiamo quanto siano limitate le risorse degli organi di tutela, ma per questa campagna di studio e di elaborazione normativa potrebbero affluire risorse significative anche da privati, se si diffondesse una adeguata percezione del valore storico di questi beni, della possibilità di utilizzarne almeno alcuni per servizi di cui la città è carente, e di pensarne per altri anche usi redditizi che non ne intacchino l’integrità fisica e l’immagine consolidata.
Scarica l’invito con il programma





