Foto del giorno

Data: 20 Gennaio 2021

Abbattimenti di alberi: segnalazioni e proteste da tutta Italia

Da Massa a Stresa fino a Roma, e ancora Vimercate, la provincia di Rieti con il Terminillo e i tagli nella pineta di Platamona in provincia di Sassari. Ma ancora Vieste, Conegliano, Montesilvano e Belluno solo di recente.

In tutta la penisola sono molteplici i casi per i quali gli alberi periscono per incuria, per malattie, per attacchi di parassiti e per tagli decisi in coincidenza o meno con l’apertura di grandi e piccoli cantieri.

La riduzione delle alberature per il futuro progetto di riqualificazione della stazione di Massa Carrara ha determinato la forte contrarietà della sezione locale di Italia Nostra che peraltro, ha inviato una lettera dettagliata alla Soprintendenza, al Ministero dell’Ambiente e alla Regione, oltre che al sindaco Francesco Persiani, evidenziando come il progetto determini «una importante riduzione delle alberature ed un grave ridimensionamento dell’area ‘a prato’. Oggi ci sono 66 piante in ottime condizioni che meriterebbero di non essere abbattute anche perché la zona della stazione risulta abbastanza inquinata dal traffico ferroviario e automobilistico. Inoltre costituiscono un habitat per alcuni volatili. Per non parlare dell’importanza del prato e della riduzione della permeabilità dell’area già caratterizzata da grave dissesto idrogeologico», ha precisato Bruno Giampaoli, presidente di Italia Nostra Massa Carrara.

A Stresa invece è la sezione Italia Nostra VCO che ha segnalato l’abbattimento di 14 grandi faggi che saranno sostituiti da alberature molto più giovani. Sul Fosso Grande, vicino Pescara, ci sarebbe la volontà di abbattere le alberature che costeggiano il fosso giudicate colpevoli delle esondazioni del corso d’acqua “inscatolato” e che, stretto dal cemento, è costretto a fluire in modo molto repentino per le copiose piogge esito dei cambiamenti climatici.

A Roma l’ultima operazione di abbattimento in ordine di tempo, quella che si è riversata su via di San Gregorio, ha destato scalpore in quanto, compiendosi su un tessuto centrale prezioso della capitale ovvero l’area a ridosso del Palatino tra il Circo Massimo e il Colosseo, non ha avuto il placet della Sovrintendenza, a quanto riportato da notizie di stampa. Eppure i pini sono stati buttati giù. E poi come dimenticare la piaga della cocciniglia tartaruga che sta attaccando furiosamente le pinete della capitale? Forse si è già persa la memoria del disastro avvenuto con l’infestazione del punteruolo rosse sulle palme che ha letteralmente cambiato il volto della città eterna e non solo?

A Oreno, le opere di riqualificazione per il Viale della Rimembranza hanno visto l’abbattimento del filare di cedri che costeggiava l’arteria e la ferma reazione dei cittadini che ne hanno condannato la triste fine con un flash mob.

E come non citare la triste vicenda del Terminillo che, per l’ampliamento delle piste da sci, vedrebbe l’abbattimento di 17 ettari di boschi. Per finire, ricordiamo gli abbattimenti nella pineta di Platamona in Sardegna, che ora, dopo la denuncia di Italia Nostra Sardegna, si è constatato essere stati compiuti senza attendere l’approvazione definitiva dell’Ispettorato del Corpo Forestale dello Stato.

E infine ad Empoli, la grande e storica battaglia intrapresa dal Comitato Alberi Empoli, è lì a denunciare quanto siano importanti per i cittadini e per la vita stessa nelle città anche gli ambiti alberati interclusi.

Cosa serve ancora affinché si prenda coscienza del fatto che gli alberi sono un tesoro da custodire? I cittadini sembrano esserne ben consapevoli. Ma le istituzioni?

photo credits by www.quinewsvaldelsa.it

Ci daresti una mano?

Regalati la tessera di Italia Nostra e donala ai tuoi amici per proseguire una storia lunga oltre 65 anni di iniziative, progetti e battaglie per il Paese.

Italia Nostra