Italia Nostra

Data: 26 Maggio 2020

Bloccata la realizzazione di 48 appartamenti in un agrumeto a Sorrento

Il Consiglio di Stato boccia definitivamente il progetto per la realizzazione di 48 appartamenti in un vasto agrumeto a Sorrento, in Via Atigliana, accogliendo il ricorso di un vicino confinante patrocinato dall’Avv. Francesco Saverio Esposito. Viene così confermata la sentenza del TAR Campania che aveva stabilito che il Piano Casa varato dalla Regione nel 2009 non si applicava al caso in questione.

Circa 12 anni fa, la cooperativa edilizia Penisola Sorrentina aveva ottenuto di destinare il terreno ad Housing Sociale per incrementare l’offerta abitativa a Sorrento. La sentenza chiarisce che il Piano Casa si può applicare solo alla riqualificazione delle aree urbane degradate e che l’intervento programmato in via Atigliana non è coerente né con il Piano Urbanistico Comunale di Sorrento, né con il Piano Urbanistico Territoriale della penisola sorrentino–amalfitana, accogliendo le tesi proposte dall’avvocato Esposito. Già Italia NostraWWF e Verdi avevano sollevato, all’inizio dell’iter autorizzativo, obiezioni circa la liceità di un’iniziativa di Housing Sociale privata. Il Comune di Sorrento nel 2014 aveva ritenuto però di procedere con l’autorizzazione paesaggistica, sulla scorta del parere favorevole rilasciato dalla Soprintendenza, rilasciando nel 2017 il permesso a costruire.

Un caso simile riguarda un altro agrumeto a Sant’Agnello, sempre in costiera sorrentina, oggetto di un progetto da parte di SHS Srl, una società con sede a Castellammare di Stabia. Anche in questo caso il progetto di Housing Sociale è stato contestato da più parti, senza però che venisse presentato ricorso ai giudici amministrativi. Di conseguenza è stato edificato un complesso immobiliare di 53 appartamenti e 67 box auto che è stato poi sequestrato a fine febbraio 2020 dalla Procura di Torre Annunziata. Tre giorni dopo, gli appartamenti avrebbero dovuto essere consegnati agli acquirenti, tra i quali anche non pochi esponenti delle forze dell’ordine, alle quali il progetto riservava una quota del dieci per cento. Risultano finora indagate quattro persone.

Luigi De Falco

Vice Presidente di Italia Nostra

Massimo Maresca

Italia Nostra Campania

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