LISTA ROSSA ITALIA NOSTRA

Castello e area archeologica di Monte Guastanella a Santa Elisabetta (AG)

Autore segnalazioneLa precedente segnalazione è avvenuta nel luglio 2017 ad opera del Presidio Italia Nostra ValPlatani – Sezione di riferimento Sciacca – sciacca@italianostra.org
Data aggiornamento15/06/2021
Denominazione beneCastello e area archeologica di Monte Guastanella a Santa Elisabetta (AG)
RegioneSicilia
ProvinciaAgrigento
ComuneSanta Elisabetta
LocalitàMonte Guastanella
IndirizzoLargo Vittoria Colonna, 11, 01100 Viterbo VT
Indirizzo di georeferenziazione (da Google MAPS) 37.428877, 13.525888
CategoriaBeni culturali
Categoria specialistica bene culturaleCastello, Parco archeologico
Inserire immagine guastanella-sciacca.jpg
Descrizione immagineCastello di Monte Guastanella
 
Descrizione generale del beneIl Monte Guastanella, collocato circa 2 km ad ovest del Comune di Santa Elisabetta e 14 km a nord di Agrigento, si eleva a circa 609 m s.l.m. e 250 m rispetto alle valli circostanti. Il suo grande interesse paesaggistico e naturalistico, legato ad una caratteristica comune con tutte le altre montagne della zona, ossia il suo stagliarsi in maniera ripida e improvvisa sul resto della valle, con il suo susseguirsi di strati in scisto gessoso, bianco e vetroso si intreccia con un grande valore archeologico.

Sul sito si trovano, infatti, i resti di insediamenti appartenenti ad epoche e fasi diverse nei quali, ai frammenti delle strutture murarie, si affiancano tombe e percorsi scavati nella roccia friabile.

Il primo insediamento, collocato sul fronte meridionale, è rappresentato da due tombe scavate nella roccia e risalenti, con buona probabilità, all’età del bronzo (1000 a.C. circa). A questi ritrovamenti se ne affiancano altri risalenti all’alto medioevo, i quali consistono in un villaggio e in una roccaforte che le fonti fanno risalire al periodo di dominazione araba e nel quale, nel XIII secolo, fu imprigionato il vescovo di Agrigento Ursone.

Del villaggio rimangono pochissime tracce, costituite in prevalenza da frammenti di tegole e di ceramica, a cui si affianca un'unica costruzione di cui rimangono creste murarie in bozze di pietra spesse circa 50 cm e alte 70 cm.

Sulla vetta più alta si trova, invece, la fortezza araba, distrutta completamente da Federico II di Svevia, di cui rimangono, sul lato est, nord e nord ovest, porzioni murarie appartenenti alle antiche mura di cinta. Al loro interno si riscontra la presenza di una serie di camere, passaggi e cisterne, perlopiù scavate nella friabile roccia scistosa della montagna, le quali dovevano costituire un complesso fortificato di notevoli dimensioni, comparabile con il castello di Sperlinga.

L’area, definita dall’archeologo Paolo Orsi “un enigma”, è aperta al pubblico e meta di percorsi di archeo-trekking. Risulta in discrete condizioni conservative, anche se bisognosa di interventi di manutenzione ordinaria che possano valorizzarla migliorandone la fruizione. L’accesso ad essa avviene, infatti, solo attraverso un ripido sentiero costituito da circa 350 gradini in pietra che conducono ad un primo terrazzamento, da cui si sale su uno stretto percorso sterrato fino alla sommità e, quindi, fino alle rovine dell’antico castello.
Presenza di elementi di pregioIl bene, in stato ruderale, non presenta particolari apparati decorativi.
Interesse culturale del bene (c.d. vincolo)No
Tipo interesseIl bene non presenta specifica "Dichiarazione di interesse", ma presenta un interesse archeologico secondo l'art. 142, comma 1, lettera m del D.Lgs 42/2004 ("le zone di interesse archeologico").
Interesse pubblico del beneIl bene presenta un notevole interesse storico e archeologico dettato dalle diverse fasi insediative che si sono susseguite nell'area e che potrebbero rappresentare un interessante punto di avvio per un'indagine volta ad un più approfondito studio della storia del territorio agrigentino.

Risulta, inoltre, interessante il sistema costruttivo dell'insediamento fortificato medievale dove ciò che rimane degli ambienti che costituiscono il castello è quasi interamente scavato nella roccia.

Possiede anche un notevole interesse paesaggistico e naturalistico legato al suo stagliarsi in maniera ripida e improvvisa sul resto della valle, con il suo susseguirsi di strati in scisto gessoso, bianco e vetroso, che la rendono un punto di riferimento estremamente suggestivo.
Periodo di realizzazioneNECROPOLI 1000 a.C. - INSEDIAMENTO E CASTELLO MEDIEVALE XI-XII secolo
Funzione in passatoIl bene, costruito e frequentato in più fasi, è composto da una parte costituita da un'antica necropoli risalente all'età del bronzo e da una porzione che, prima della sua distruzione e dismissione, costituiva una fortezza medievale con un villaggio ad essa afferente.
Elementi di rilievo dal punto di vista storico-documentaleIl bene rappresenta un interessante esempio di necropoli risalente all'età del bronzo e un sistema di fortificazione con annesso villaggio costruito durante il periodo di dominazione araba.
Nome autoreJeremy
Cognome autoreJohns
TitoloMonte Guastanella: un insediamento musulmano nell'agrigentino
Casa editriceEPT di Trapani
InSicilia Archeologica
 
Sito/URLhttps://www.academia.edu
 
Sito/URLhttp://vincoliinrete.beniculturali.it
 
Sito/URLhttps://www.fondoambiente.it
 
Sito/URLhttps://www.icastelli.it
 
Sito/URLhttps://www.turismoambientalesicilia.it
 
Stato di conservazioneBuono
Descrizione dello stato di conservazioneIl bene presenta un buono stato di conservazione, ma necessita di interventi di manutenzione ordinaria legati alla presenza di vegetazione infestante.
ProprietàSoggetto pubblico
Funzione attuale del beneIl bene è un sito archeologico visitabile la cui presenza è indicata da una serie di pannelli esplicativi.
E’ raggiungibile da una strada?No
E’ raggiungibile da un sentiero?
E’ possibile avvicinarsi?
E’ possibile accedere all’interno?
IndicazioniL'arrivo da Agrigento avviene attraverso la SS118, la quale conduce a Raffadali. Da qui si imbocca la SP17 fino a Santa Elisabetta da cui, andando verso il cimitero, si prosegue poi lungo una strada sterrata fino ad arrivare alle pendici del monte e, quindi, alla ripida scala che porta sulla cima.
E' aperto al pubblico?
Frequenza di apertura5-7 gg/sett
Ingresso a pagamento?No
Il percorso di visita presenta barriere architettoniche?
Quali?L'accesso al sito avviene solo attraverso ripidi sentieri e una scala in pietra composta da 350 gradini.
Altre notearch. Angela Lato

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