LISTA ROSSA ITALIA NOSTRA

Castello feudale di Conca della Campania

Autore segnalazioneLa precedente segnalazione è avvenuta ad opera della Sezione di Caserta di Italia Nostra caserta@italianostra.org
Data aggiornamento16/06/2021
Denominazione beneCastello feudale di Conca della Campania
RegioneCampania
ProvinciaCaserta
ComuneConca della Campania
IndirizzoVia Vittorio Veneto, 5
Indirizzo di georeferenziazione (da Google MAPS) 41.332999, 13.989795
CategoriaBeni culturali
Categoria specialistica bene culturaleCastello
Descrizione generale del beneIl Castello feudale di Conca della Campania (CE) sorge a monte del borgo medievale di Conca, in posizione elevata e di difesa, e si presenta come un imponente edificio fortificato costruito in più fasi. La prima edificazione risale, con buona probabilità, all’ anno 1000 quando i monaci benedettini dell’Abbazia di Montecassino costruirono un castello a protezione della prima fortezza da loro edificata nel VIII secolo, quando bonificarono l’area e vi costruirono i primi villaggi. Oggi, di questa fortezza si conservano, sul lato est, i resti dell’antico dongione normanno a pianta circolare, i quali tra il XII e il XIII secolo furono inglobati all’interno di una cinta muraria di forma quadrangolare segnata in più punti dalla presenza di torrette di guardia. Intorno al XIV secolo al muro fu addossata una scarpata ancora ben leggibile sul lato Est.

Al castello, a partire dal XV secolo, fu annesso il palazzo della potente famiglia De Capua collegato alla rocchetta attraverso una torre circolare. Questo risulta essere composto da tre ali poste a ferro di cavallo e presenta chiari elementi di architettura gotico “catalana”, come le cornici che segnano le bucature e la scala monumentale scoperta posizionata all’ interno del cortile che accede al primo piano. L’ala ovest adiacente la scala, fu devastata durante il secondo conflitto mondiale e successivamente ricostruita. L’ala est è quella meglio conservata e, pur con incongrui rimaneggiamenti, mantiene il portale in tufo scolpito, l’androne con un importante ciclo di affreschi raffigurante un Abate cassinese mentre riceve in udienza il clero diocesano, una magnifica scuderia voltata a crociera e il cammino di ronda con feritoie. L’ala sud è abbastanza conservata ma è stata pesantemente manomessa da lavori poi interrotti, ed è in rapido deterioramento.

La fortezza doveva avere dei passaggi segreti che lo collegavano al castello di Riardo, alle mura di cinta e al monastero domenicano poco distante. Da segnalare è anche la presenza, all’ interno del palazzo, di una cappella gentilizia che, fino al 1770 custodiva un trittico su tavola, riproducente la Madonna delle Grazie al centro, ed ai lati San Pietro e San Paolo, poi donato alla Collegiata di Conca.

Verso la fine del XVIII secolo il palazzo passò nelle mani della famiglia Invitti che governò Conca fino alla soppressione dei feudi avvenuta nel 1816. Nel 1850 il complesso diventò proprietà della famiglia Galdieri, ma i più importanti interventi e tutti gli apparati decorativi risalgono ad un periodo precedente al XVIII secolo.

Ad oggi, solo la scuderia è di proprietà del Comune di Conca, la restante parte è divisa tra privati, uno dei quali ha realizzato alcuni lavori. L’altro proprietario, dato lo stato di abbandono degli infissi e delle murature, non sembra curarsi della sorte dell’edificio.

Il castello e la rocchetta sono collocati nei pressi del Municipio e adiacenti alla principale piazza del paese, dunque ben visibili ed accessibili. Tuttavia, l’edifico è praticamente in stato di abbandono e solo una delle botteghe che affacciano a sud è stata restituita alla sua originaria funzione (anche se gli interventi messi in atto non appaiono del tutto congrui alle caratteristiche tipologico funzionali del bene in oggetto).

Il bene costituisce una rarissima testimonianza, in Terra di Lavoro, di un castello-palazzo di scuola catalana, ma a quanto risulta non è in programma alcun intervento pubblico o privato atto a fermare il suo declino. Abbandono, infiltrazioni, perdita di infissi, lavori del tutto incongrui, esposizione alle intemperie e l’essere in zona sismica, rendono imminente il pericolo di crollo. Anche gli affreschi sono in pericolo e prossimi al totale disfacimento.

Il castello-palazzo rinascimentale, gli affreschi, la rocchetta sono parte significativa della storia ed architettura del territorio. Connotano in modo rilevante il paesaggio e possono e devono essere recuperati e adibiti a funzioni utili per l’identità culturale e l’economia del territorio.
Presenza di elementi di pregioIl complesso rappresenta un importante esempio di fortezza medievale a cui si affianca una dimora gentilizia risalente al XV secolo. In particolare, si segnala la presenza di una torre fortificata normanna, risalente alla prima fondazione avvenuta nel XI secolo e la presenza di apparati decorativi tipici dell’ architettura catalana, come le cornici del palazzo gentilizio e il portale d’accesso, risalenti alla sua fondazione avvenuta nel XV secolo ad opera della famiglia De Capua. A tale epoca risalgono anche la scala monumentale posizionata all’interno del cortile, il portale scolpito in tufo e l’affresco collocato nell’androne raffigurante un Abate di Montecassino mentre riceve in udienza il clero diocesano.
Interesse culturale del bene (c.d. vincolo)
Tipo interesseBene di interesse culturale (vincolato D.M. 6.11.1952)
Interesse pubblico del beneIl Castello di Conca della Campania rappresenta una rarissima testimonianza, all’interno del territorio di Terra di Lavoro, di un castello-palazzo di scuola catalana. In particolare, sono racchiuse in un unico complesso, una serie di testimonianze che mostrano lo sviluppo dell’architettura delle dimore gentilizie dall’ XI al XVIII secolo.
Periodo di realizzazionePRIMA EDIFICAZIONE DELLA ROCCA MEDIEVALE: XI secolo d.C. - EDIFICAZIONE PALAZZO GENTILIZIO: XV secolo d.C.
Funzione in passatoDimora gentilizia fortificata abitata dalle grandi famiglie feudali del Reame come i De Capua e gli Invitti, e pertanto ricca di affreschi e di apparati decorativi. Fu sede dell’amministrazione feudale.

A piano terra presenta la scuderia, le cantine i depositi per le derrate e botteghe per lo smercio locale, mentre al primo piano si trovano i locali per il ricevimento.
Elementi di rilievo dal punto di vista storico-documentaleIl bene costituisce una rara testimonianza di architettura catalana in Terra di Lavoro affiancata ad una possente rocca medievale simbolo del potere esercitato dei monaci di Montecassino sui territori limitrofi all' Abbazia durante tale periodo.
Nome autoreLorenzo
Cognome autoreDe Felice
TitoloErchemperto e Castel Pilano
Anno1969
Nome autoreArturo
Cognome autoreCarucci
TitoloStoria dei Longobardi
Anno2002
Sito/URLhttp://vincoliinrete.beniculturali.it
Sito/URLhttps://www.fondoambiente.it
Sito/URLhttps://www.concadellacampania.info
Stato di conservazionePessimo
Motivazioni del degradoAspetti strutturali (fratture), Aspetti strutturali (crolli), Superficiali (umidità), Generali (abbandono), Uomo (finestre rotte)
Descrizione dello stato di conservazioneL’ intero complesso risulta essere prevalentemente in stato di abbandono ad esclusione di una delle botteghe che è stata restituita alla sua originaria funzione, ma che ha portato alla messa in opera di un intervento di restauro e di una superfetazione non del tutto congrui con le caratteristiche tipologico-funzionali del manufatto. Per quanto riguarda, invece, i locali in stato di abbandono questi, a causa della mancanza di infissi e della presenza di infiltrazioni, sono costantemente soggetti all’azione delle intemperie che stanno arrecando gravi danni sia all’ apparato decorativo e agli affreschi, sia alle murature. Queste ultime, segnate dallo scorrere dei secoli e dall’ incuria, rischiano subire gravi crolli che potrebbero compromettere definitivamente questa importante testimonianza storico-artistica
ProprietàSoggetto privato
Tipologia soggetto privatoPrivato cittadino
Funzione attuale del benePrevalentemente in stato di abbandono.
Eventuali progetti finalizzati al recupero/riutilizzo:Attualmente non risultano in programma, né da parte dell’Amministrazione comunale né da parte dei privati, azioni o progetti volti alla tutela di tale bene.
Eventuali proposte di riutilizzo:La prima azione da compiere è certamente l’ acquisizione, da parte del demanio pubblico, dell’ intero complesso. In secondo luogo sarà necessario agire con un progetto di recupero e valorizzazione per il quale il bene possa entrare a far parte della vita quotidiana dei cittadini di Conca della Campania. Gli ambienti del palazzo quattrocentesco, in particolare quelli del piano primo, potrebbero essere adibiti a centro polifunzionale in cui collocare, tra le altre, un’ area museale e una biblioteca comunale, mentre al piano terra, i locali un tempo adibiti a botteghe, potrebbero recuperare la loro antica funzione diventando sede dell’ artigianato locale.
E’ raggiungibile da una strada?
E’ raggiungibile da un sentiero?No
E’ possibile avvicinarsi?
E’ possibile accedere all’interno?No
IndicazioniAl castello feudale di Conca della Campania si arriva dalla strada principale che attraverso il piccolo centro. In particolare, è collocato nei pressi della principale piazza del paese ove si trovano anche il Municipio e la Collegiata.
E' aperto al pubblico?No

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