LISTA ROSSA ITALIA NOSTRA

Centrale idroelettrica di Muro Lucano (PZ)

Autore segnalazioneLa precedente segnalazione è avvenuta il 27 aprile 2020 ad opera della sezione di Vulture Alto Bradano di Italia Nostra – vulturealtobradano@italianostra.org
Data aggiornamento12/06/2021
Denominazione beneCentrale idroelettrica di Muro Lucano (PZ)
RegioneBasilicata
ProvinciaPotenza
ComuneMuro Lucano
IndirizzoVia del Pascone
Indirizzo di georeferenziazione (da Google MAPS) 40.750559, 15.492650
CategoriaBeni culturali
Categoria specialistica bene culturaleEdificio produttivo
Inserire immagine muro-lucano-1.jpg
Descrizione immagineCentrale idroelettrica di Muro Lucano: vista dello stato attuale
Inserire immagine muro-lucano-2.jpg
Descrizione immagineCentrale idroelettrica di Muro Lucano durante i primi anni del XX secolo (immagine concessa da Giuseppe Setaro).
Descrizione generale del beneLa Centrale Idroelettrica di Muro Lucano (PZ), insieme alla vicina Diga Lago Nitti, è parte integrante di un progetto di politica energetica e sviluppo economico pensato per il sud Italia da Francesco Saverio Nitti. Tale iniziativa, ideata tra il 1911 e il 1914, si concluse con la nascita della Società Lucana per le Imprese Idroelettriche.

I lavori per la costruzione della centrale iniziarono nel 1915 e costarono circa 900.000 lire. L’impianto era alimentato dall’acqua che defluiva dalla sopracitata diga e forniva energia elettrica a diversi Comuni del potentino, tra i quali: Bella Muro, Ruoti, Avigliano, Potenza, Genzano, Pietragalla, Acerenza, Banzi, Muro Lucano, Castelgrande, Pescopagano e Calitri.

L’impianto fu messo in funzione nel 1920 e continuò la sua attività fino al 1970 quando, in seguito ad alcuni danni subiti, venne parzialmente chiuso e, poco dopo, definitivamente dismesso. La diga, invece, seppur a regime ridotto, rimase in funzione fino al terremoto del 1980 quando la già compromessa struttura fu definitivamente abbandonata.

Da un punto di vista architettonico e distributivo l’impianto si componeva di due distinte parti funzionali: la sala macchine e la stazione di trasformazione. Entrambe, seppur divise, per motivi di sicurezza, erano contenute all’interno di uno stesso edificio coperto da un tetto a capanna a due falde la cui parte portante è costituita da una serie di capriate metalliche di tipo Polonceau. Accanto al corpo principale si trova un piccolo edificio, più basso, il quale ospitava parte dell’attrezzatura e fungeva da officina. L’intero complesso, progettato dall’ingegner Angelo Omodeo, è risolto, da un punto di vista architettonico, attraverso grandi vetrate ad arco a tutto sesto, impreziosite da cornici in malta di cemento e finite con intonaco in malta di calce, che forniscono all’edificio un’articolazione funzionale ma, allo stesso tempo, fortemente armonica.

Ad oggi l’impianto della centrale idroelettrica risulta in stato di abbandono e circondata da una folta vegetazione che impedisce di avvicinarsi all’edificio, le cui murature risultano essere ancora in discrete condizioni, nonostante i danni riscontrati sulla copertura e sulle superfici esterne.

Al fine di non perdere per sempre questo importante e ben conservato sito di archeologia industriale, il quale costituisce un’opera ingegneristica di inizio Novecento, tra le prime in Europa di questa tipologia, appare necessario un intervento di recupero e di valorizzazione dell’intero complesso. Questo, dato anche il grande interesse naturalistico dell’area in cui si colloca, oltre che il suo ingente valore storico e culturale legato, ad esempio, alla presenza degli antichi mulini medievali, potrebbe diventare il punto di avvio di un ben più ampio intervento incentrato intorno ad un unico filo conduttore, ossia l’acqua che, da sempre legata alla vita sociale ed economica di queste terre, ne costituisce una preziosa risorsa.
Presenza di elementi di pregioL'edificio in cui era collocata la centrale idroelettrica è ancora oggi caratterizzato da grandi vetrate con terminazione ad arco a tutto sesto sottolineate da cornici in malta di cemento rifinite superficialmente da intonaco in malta di calce.
Interesse culturale del bene (c.d. vincolo)No
Tipo interesseL'edificio non presenta specifica "Dichiarazione di interesse culturale".
Interesse pubblico del beneIl bene, parte integrante di un progetto di politiche energetiche voluto da Francesco Saverio Nitti per il rilancio del Sud Italia, è stato, a partire dal 1915, data dell'inizio della sua costruzione, un luogo strettamente legato agli interessi sociali ed economici del territorio potentino.

Inoltre, sorge in un luogo dal grande interesse ambientale e paesaggistico, poiché incontaminato e ricco di biodiversità, oltre che caratterizzato dalla presenza di altri manufatti che presentano un importante valore storico e culturale, come i mulini medievali, simbolo del ruolo che l'acqua, motore dell'antica centrale, ha sempre svolto per questi luogo e per il loro sviluppo.
Autore/iAngelo Omodeo
Periodo di realizzazioneXX secolo
Funzione in passatoL'edificio dalla sua edificazione, avvenuta tra il 1915 e il 1920, e la sua dismissione (anni '70 del Novecento) è stata una centrale idroelettrica afferente alla Diga Lago Nitti di Muro Lucano che alimentava con l'energia elettrica da essa prodotta numerosi comuni del potentino, tra i quali: Bella Muro, Ruoti, Avigliano, Potenza, Genzano, Pietragalla, Acerenza, Banzi, Muro Lucano, Castelgrande, Pescopagano e Calitri.
Elementi di rilievo dal punto di vista storico-documentaleL'edificio, oltre ad essere uno dei primi esempi di centrale idroelettrica europea, è parte di un più ampio progetto di politiche energetiche che Francesco Saverio Nitti, economista e uomo politico di origini potentine, aveva messo in campo per il rilancio e la ripresa economica del Sud Italia. Tale iniziativa, ideata tra il 1911 e il 1914, si concluse con la nascita della Società Lucana per le Imprese Idroelettriche.
Nome autoreAlfredo
Cognome autoreNardiello
TitoloDiga di ritenuta e centrale idroelettrica di Muro Lucano: ipotesi di recupero
Anno2012
Casa editriceConsiglio Regionale della Basilicata
Sito/URLhttps://www.academia.edu/
Sito/URLhttp://vincoliinrete.beniculturali.it/
Sito/URLhttps://www.visitmurolucano.info/
Sito/URLhttps://www.progettodighe.it/
Sito/URLhttps://www.lecronachelucane.it/
Sito/URLhttps://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/
Sito/URLhttps://www.regione.basilicata.it/
Stato di conservazioneMediocre
Motivazioni del degradoSuperficiali (umidità), Superficiali (vegetazione), Superficiali (mancanza di intonaco.), Generali (abbandono), Uomo (finestre rotte)
Descrizione dello stato di conservazioneIl bene in oggetto presenta un degrado superficiale dovuto essenzialmente alla presenza di vegetazione infestante e di umidità che ha compromesso la tenuta di alcune porzioni di intonaco portando al loro distacco o caduta. Inoltre, il tetto appare danneggiato e mancano alcune porzioni vetrate delle grandi aperture ad arco.
ProprietàSoggetto privato
Tipologia soggetto privatoAltro
Funzione attuale del beneIl bene è in stato di abbandono.
Eventuali proposte di riutilizzo:La sezione di Vulture Alto Bradano di Italia Nostra, in sinergia con alcune associazioni locali, propone un intervento di recupero e valorizzazione della Centrale idroelettrica di Muro Lucano volto alla predisposizione di una nuova destinazione d'uso. In particolare, si propone il riutilizzo della struttura come Museo dell'acqua, riportando in loco gli oggetti, le attrezzature e gli arredi, in passato sottratti e oggi ubicati altrove. Questo potrebbe essere un punto di svolta verso uno sviluppo sostenibile dell'intera area nel segno del cosiddetto oro blu di Muro Lucano.
E’ raggiungibile da una strada?
E’ raggiungibile da un sentiero?
E’ possibile avvicinarsi?
E’ possibile accedere all’interno?
IndicazioniLa centrale è raggiungibile dal centro storico di Muro Lucano percorrendo la Strada Statale 7 in direzione sud-est e immettendosi su di un sentiero che arriva direttamente all'edificio.
E' aperto al pubblico?No
Altre notearch. Angela Lato

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