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Chiesa di San Salvatore (Sannicola – LE)

Autore segnalazioneSezione Sud Salento - segnalazione Luglio 2020
Data aggiornamento04/02/2022
Denominazione beneChiesa di San Salvatore (Sannicola – LE)
RegionePuglia
ProvinciaLecce
ComuneSannicola
LocalitàSan Salvatore
Indirizzopresso Strada Statale 101 – Lecce Gallipoli
Indirizzo di georeferenziazione (da Google MAPS) 40.078226, 18.025110
CategoriaBeni culturali
Categoria specialistica bene culturaleEdificio adibito al culto
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Descrizione immagineChiesa San Salvatore e annessa masseria, ripresa aerea con drone di Paolo Emiliano Dolce, marzo 2019.
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Descrizione immagineChiesa San Salvatore e annessa masseria, veduta da nord, gennaio 2022.
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Descrizione immagineparte del ciclo pittorico dell’abside
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Descrizione immagineChiesa San Salvatore, intradosso volta navata centrale, gennaio 2022.
Descrizione generale del beneAbbazia del XIII sec. che nel XIX sec. inglobata nel complesso di una masseria, oggi quasi totalmente crollata. La chiesa, interamente affrescata, è a pianta basilicale, come tutte le chiese greco-bizantine, ed è orientata sull’asse est-ovest.

Questa abbazia, quasi coeva con quella di San Mauro (ubicata a circa due chilometri a nord nel territorio dello stesso comune) faceva parte di quella diffusa rete di abbazie, cripte e romitori, testimonianza della lunga presenza dei monaci basiliani che - tra il X e il XV secolo - si è sviluppata nel Salento e nell’Italia meridionale. L’abbazia è ubicata su una piccola altura al confine con il territorio Gallipoli (cui l’abitato di Sannicola apparteneva prima di diventare comune autonomo), in prossimità del canale naturale detto “Lo Canale” in cui convogliano le acque piovane provenienti dalle Serre dell’entroterra e in prossimità dell’asse viario che collegava Otranto con Gallipoli e con Nardò e di cui ne sono ancora testimonianza i profondi solchi (carrarecce) su cui transitavano i carri. Nella parte retrostante l’abbazia sono presenti alcune tombe scavate nella roccia affiorante ed inoltre - nelle vicinanze - alcune fosse granarie scavate nella roccia ed una grande cisterna per la raccolta dell'acqua piovana.
Presenza di elementi di pregioImportante ciclo pittorico (in parte ancora visibile anche sotto gli strati di calce) che rivestiva l’interno dell’edificio
Interesse culturale del bene (c.d. vincolo)
Tipo interesseDecreto ministeriale del 09 gennaio 1979 del Ministro per i beni culturali ai sensi della Legge 1°giugno 1939 n. 1089
Interesse pubblico del beneNumerose sono state nel corso degli anni le iniziative di associazioni (tra cui quelle della Sezione Sud Salento di Italia Nostra) e di cittadini volte a recuperare e valorizzate questa importante testimonianza, ma ancora nessuna azione concreta è stata posta in essere da parte della civica amministrazione e da parte dei proprietari.
Periodo di realizzazioneXIII – XIV secolo
Funzione in passatoabazia
Riferimenti BibliograficiDa notizie documentate la chiesa risalirebbe al 1310 anche se molti storici fanno risalire la sua fondazione non molto dopo la fondazione dell’altra comunità basiliana di San Mauro e da cui la chiesa di San Salvatore doveva dipendere. Da documenti storici risulterebbe che nel 1310 un suo abate partecipò al Concilium Ydruntinum e che l’abate Niceforo, nel 1347, venne nominato abate a S. Nicola di Casole ad Otranto, importante centro culturale dove era presente una delle più grandi biblioteche d’Europa, dove si insegnava la lingua greca e venivano ricopiati testi greci e latini.

Marina Falla Castelfranchi - Pittura monumentale bizantina in Puglia – 1991

Sergio Ortese (a cura) - Sannicola, Abbazia di San Mauro. Gli affreschi sulla Serra dell’Altolido presso Gallipoli – Lupo Editore – 2012

Andrea Vaglio – La chiesa monastica bizantina di San Salvatore – Edizione Esperidi 2019

Manuela De Giorgi - Interazioni del sacro, Forme e modelli di culto nella pittura bizantina di Puglia
Stato di conservazionePessimo
Motivazioni del degradoAspetti strutturali (crolli), Superficiali (umidità), Superficiali (vegetazione), Generali (abbandono)
Descrizione dello stato di conservazioneLa chiesa, insieme al monastero che la affianca, risulta del tutto abbandonata ed è stata utilizzata fino agli anni ’80 come rifugio di greggi e per deposito di legna; lo stato di conservazione dell’edificio risulta estremamente precario per il totale abbandono, per il crollo della masseria, per la vegetazione infestante e per le infiltrazioni di acqua (favorite dal trafugamento degli originali mattoni in terracotta presenti sulla copertura della chiesa) che hanno compromesso l’importante ciclo pittorico (in parte ancora visibile anche sotto gli strati di calce) che rivestiva l’interno dell’edificio e di cui si sono interessati numerosi studiosi.
ProprietàSoggetto privato
Funzione attuale del beneFino agli anni ’80 del XX secolo è stata utilizzata come annesso ad una masseria come rifugio di greggi e deposito di legna. Ora è in abbandono
Eventuali progetti finalizzati al recupero/riutilizzo:Per il recupero di questo bene risulta prioritario che il Comune di Sannicola si adoperi ad acquisirlo al patrimonio comunale insieme alle aree di pertinenza (visto che l’attuale proprietà non intende intervenire), così come è avvenuto con l’abbazia di San Mauro, per farlo diventare una delle tappe di un ampio percorso storico-artistico sulla presenza dei monaci basiliani nel Salento. Unitamente al recupero strutturale dell’edificio e dell’importante ciclo pittorico, è necessario anche recuperare, predi-sponendo un vero e proprio piano di risanamento e di riqualificazione, tutte le aree circostanti, in ragione delle loro valenze naturalistiche, storiche e paesaggistiche e in cui veda il coinvolgimento anche del Comune di Gallipoli
E’ raggiungibile da una strada?
E’ possibile avvicinarsi?
E' aperto al pubblico?No
Altre notescheda revisionata a febbraio 2022

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