LISTA ROSSA ITALIA NOSTRA

Mura civiche di Alife

Autore segnalazioneLa precedente segnalazione è avvenuta il 15 Settembre 2020 ad opera della Sezione di Caserta di Italia Nostra caserta@italianostra.org
Data aggiornamento16/06/2021
Denominazione beneMura civiche di Alife
RegioneCampania
ProvinciaCaserta
ComuneAlife
LocalitàCentro storico di Alife
IndirizzoVia delle Mura Romane
Indirizzo di georeferenziazione (da Google MAPS) 41.329989, 14.327955
CategoriaBeni culturali
Categoria specialistica bene culturaleCinta muraria
Inserire immagine Porta-Fiume-Mura-civiche-di-Alife-3-scaled-1.jpg
Descrizione immaginePorta Fiume
Inserire immagine Alife-Porta-nord-fili-e-case-addossate-2-scaled-1.jpg
Descrizione immaginePorta Piedimonte
Inserire immagine Alife_Mura-sud-ad-ovest-di-porta-fiume-in-alto-restauro-in-asso-abusi-edilizi-2-scaled-1.jpg
Descrizione immagineTratto Sud-Ovest: cortina in opus incertum
Inserire immagine Alife-foto-3-angolo-sud-est-mura-invase-da-infestanti-2-scaled-1.jpg
Descrizione immagineTratto Sud-Est: presenza di vegetazione infestante
Descrizione generale del beneAlife è un' antica città sannitica che, già a partire dal V secolo a.C. batteva monete d’argento di grande valore, ed inumava i suoi defunti in ricche necropoli.

Tuttavia, tra la metà del IV e l'inizio del III secolo a. C., la sua egemonia fu messa in crisi dalle cosiddette guerre sannitiche combattute contro i Romani. In questo periodo l'abitato si arroccò, in cerca di sicurezza, sul colle che si erge tra i due comuni di Raviscanina e Sant'Angelo di Alife, nei pressi del luogo ove ora sorgono i ruderi del Castello normanno di Rupecanina.

Fu solo nel corso del I secolo a.C. che i Romani conquistarono definitivamente la fortezza sannitica e fondarono, a valle, la nuova città di Alife. Questa, ricalcando la struttura interna dell’oppidum, presentava quattro porte poste agli estremi del cardo e del decumano che definivano la struttura interna. In particolare, sul lato Nord era posta la cosiddetta Porta Piedimonte, ad Est la Porta Napoli, a Sud la porta Fiume e ad Ovest la Porta Roma. Le scanalature che caratterizzano le superfici interne di alcune delle porte (P. Roma, P. Fiume e P. Piedimonte) permettono di ipotizzare la presenza di una chiusura a saracinesca tipica delle porte a cavedio. Alle porte si alternano torri quadrangolari e circolari posizionate in corrispondenza delle arterie urbane, mentre ai quattro angoli del perimetro murario, sorgono torri a pianta esagonale. All' interno della città sono ancora presenti i resti dell' antico foro, posizionato presso l'incrocio delle due strade principali, le terme e il teatro, mentre fuori dal perimetro delle mura di riscontra la presenza di un antico mausoleo e di un anfiteatro.

Da un punto di vista delle tecniche costruttive, le porzioni datate al I secolo a.C. presentano un nucleo interno in cementizio costituito da calce, sabbia e ciottoli di fiume, mentre le cortine sono realizzate in opus incertum con blocchetti in calcare locale di medie dimensioni, appena sbozzati e di forma irregolare.

Numerosi risultano essere gli interventi di restauro avvenuti tra la seconda metà del VIII secolo e il XV secolo a testimonianza di una necessità di continuare a difendere la città nonostante i periodi di forte crisi economica e demografica attraversati in alcuni secoli alto-medievali. In particolare, tra gli interventi più significativi ricordiamo quelli avvenuti tra l' VIII e l' IX secolo e riguardanti la Porta Piedimonte, la Porta Fiume e la Porta Napoli. I materiali utilizzati sono quasi interamente di recupero e provengono dall' anfiteatro romano di Alife. Si tratta, essenzialmente, di blocchi squadrati di grandi dimensioni, bozze, bozzette e scapoli in calcare, nonchè laterizi, frammenti di cocciopesto legati da malte ricche di sabbia di fiume. Inoltre, in epoca Normanna, sull’ angolo nord-est fu eretto un poderoso castello la cui torre è ancora parte integrante della cinta.

Attualmente, oltre al sopracitato castello, si conservano la Porta Fiume e la Porta Roma ed alcune delle torri, oltre che diversi tratti delle mura stesse.

Il castello e le mura rimasero efficienti sino all’età aragonese, mentre nel ‘500 la città era semideserta e in rovina.

Nell’800, quando dovunque in Europa si abbattevano mura e castelli, la Commissione Conservatrice di Terra di Lavoro consolidò il mastio del castello.

Grandi danni al castello e alle mura li subirono durante un terribile bombardamento americano nella seconda guerra mondiale che fece anche centinaia di vittime civili.

Nella fame di ricoveri il castello fu occupato da sfollati che, usando materiali poverissimi ricavarono tuguri, adducendo che il castello era stato lasciato ai poveri dal Conte Rainulfo grande guerriero e cognato di Ruggero il Normanno.

Danni più gravi fece anche la speculazione edilizia che seguì nel dopoguerra: una torre della porta ovest fu abbattuta con la dinamite perché pericolante, le case dilagarono sulle mura o all’esterno in adiacenza impedendone la vista.

Non sono mancati parziali tentativi di restauro dei paramenti, non sempre felici.

Oggi una rarissima cinta urbana del I secolo a.C. versa in sostanziale abbandono, soverchiata da abusi o da erbe e cespugli, con evidenti danni in più settori ma alcuni tratti conservano imponenza e bellezza.
Presenza di elementi di pregioTra gli elementi di pregio si riscontra la presenza dell' antico paramento murario di I secolo a.C. in opus incertum e le tre porte urbiche ancora esistenti (P. Piedimonte, P. Fiume e P. Roma). Si segnala, inoltre, la presenza, all' interno della cinta muraria, della Rocca del Castello Normanno, tra i primi in Italia con impianto a cittadella.
Interesse culturale del bene (c.d. vincolo)
Tipo interesseBene di interesse archeologico (vincolato D.M. 1.4.1912)
Interesse pubblico del beneIl bene rappresenta un raro esempio di cinta muraria in opus incertum risalente al I secolo a.C.

Presenta, inoltre, importanti testimonianze risalenti all' età longobarda e normanna, come il castello.
Periodo di realizzazioneI secolo a. C.
Funzione in passatoCinta muraria costruita a difesa della città ed utilizzata dal I secolo a. C. fino all' età aragonese (XV secolo)
Elementi di rilievo dal punto di vista storico-documentaleL'opera è testimonianza dell' architettura difensiva romana e, grazie ai rimaneggiamenti subiti soprattutto tra l' VIII e l' XI secolo, delle opere di fortificazione costruite nel territorio di Terra di Lavoro ad opera dei Longobardi prima e dei Normanni poi.
Stato di conservazionePessimo
Motivazioni del degradoAspetti strutturali (crolli), Superficiali (vegetazione), Generali (abbandono)
Descrizione dello stato di conservazioneIl bene risulta essere in forte stato di abbandono e fortemente segnato dalla presenza di vegetazione infestante e superfetazioni che ne hanno fortemente compromesso la struttura e l'immagine.
ProprietàSoggetto pubblico
Funzione attuale del beneIn stato di abbandono
Eventuali progetti finalizzati al recupero/riutilizzo:Nell’agosto del 2020 si è dato avvio ad un intervento di somma urgenza a tutela del mastio del castello normanno. Manca però un piano organico di tutela, restauro eliminazione di abusi e superfetazioni, mentre il centro storico progressivamente perde popolazione.
Eventuali proposte di riutilizzo:Si propone un intervento generalizzato di restauro delle superfici della cinta muraria e del castello normanno, oltre che interventi localizzati di consolidamento ed eliminazione delle superfetazioni.

E', inoltre, auspicabile l' avvio di una campagna di scavo che potrebbe interessare l' area del castello e le aree limitrofe agli antichi resti della città romana presenti all' interno del perimetro murario.
E’ raggiungibile da una strada?
E’ raggiungibile da un sentiero?No
E’ possibile avvicinarsi?
E’ possibile accedere all’interno?No
IndicazioniDa Caserta si procede lungo la strada statale 87 sino a Caiazzo, poi sulla statale 158 per circa 8 km, dopo di che si prosegue con la Statale Telesina. Alife dista dal suo capoluogo di Provincia poco meno di 30 km.
E' aperto al pubblico?No

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