LISTA ROSSA ITALIA NOSTRA

Quattro castelli nel Cuneese: la Torre di Santo Stefano Belbo (CN)

Autore segnalazioneLa precedente segnalazione è stata effettuata il 6 dicembre 2016 dalla sezione di Alba di Italia Nostra – alba@italianostra.org
Data aggiornamento09/10/2021
Denominazione beneQuattro castelli nel Cuneese: la Torre di Santo Stefano Belbo (CN)
RegionePiemonte
ProvinciaCuneo
ComuneSanto Stefano Belbo
LocalitàLocalità Santa Libera
IndirizzoStrada Torre
Indirizzo di georeferenziazione (da Google MAPS) 44.70527419340722, 8.233771424497299
CategoriaBeni culturali
Categoria specialistica bene culturaleCastello, Rudere, Torre
Inserire immagine Torre-Santo-Stefano-Belbo2.jpg
Descrizione immagineLa Torre di Santo Stefano Belbo all'interno del contesto paesaggistico
Inserire immagine Torre-Santo-Stefano-Belbo.jpg
Descrizione immagineVista della Torre e del borgo di Santo Stefano Belbo
Descrizione generale del beneI ruderi della torre di Santo Stefano Belbo rappresentano l’ultima testimonianza dell’antico castello medievale che si ergeva, a controllo del territorio, sulla collina di Santa Libera, a sud est dell’attuale centro abitato.

Il castello, sorto intorno all’anno Mille, fu edificato su un’area frequentata fin dall’epoca tardo antica (IV secolo), mentre la torre, comparabile con quelle fatte erigere nell’astigiano nel XIII secolo, risalirebbe proprio a questo periodo.

L’intero complesso fu distrutto nel Seicento e, ad oggi, rimangono solo alcune porzioni murarie del mastio a pianta quadrangolare e alcune tracce della cinta muraria.
Presenza di elementi di pregioIl bene è ormai un rudere privo di particolari apparati decorativi.
Interesse culturale del bene (c.d. vincolo)
Tipo interesseIl bene presenta una specifica dichiarazione di interesse (vincolo) secondo le diposizioni degli art. 2 e 3 della L. 1089/1939. Il vincolo è stato apposto in data 22-08-1944 e trascritto in conservatoria il 22-09-1944 al n. 2291.
Interesse pubblico del beneIl bene, insieme alla Torre di Montaldo Roero, il Castello di Cortemilia e quello di Gorzegno, rappresenta un interessante esempio di fortezza medievale e si inserisce in quel circuito costituito da una serie di torri e castelli, oggi, in stato ruderale, edificati tra il XII e il XIII secolo e poi abbandonati a partire dal XVII secolo. Inoltre, stagliandosi sull'altura che domina il centro storico, costituisce uno dei simboli di Santo Stefano Belbo, oltre che un elemento estremamente caratterizzante del territorio.
Periodo di realizzazioneXIII secolo
Funzione in passatoIl bene era la torre maestra del Castello di Santo Stefano Belbo dismesso e definitivamente distrutto nel Seicento.
Elementi di rilievo dal punto di vista storico-documentaleIl bene rappresenta uno dei tanti esempi di torri costruite nei territori di Asti e Cuneo tra il XII e il XIV secolo.
Sito/URLhttp://vincoliinrete.beniculturali.it
Sito/URLhttp://www.santostefanobelbo.it/Home/Guida-al-paese?IDPagina=21858
Sito/URLhttps://www.langamedievale.it/monumenti-medievali-langhe/torre-di-s-stefano-belbo/
Stato di conservazionePessimo
Motivazioni del degradoAspetti strutturali (fratture), Aspetti strutturali (crolli), Superficiali (vegetazione), Generali (abbandono)
Descrizione dello stato di conservazioneIl bene è un rudere in pessimo stato di conservazione e con forti problemi strutturali. Sulle creste murarie si manifestano una serie di fessurazioni e alcune porzioni sono interessate da crolli. La situazione è aggravata dalla vegetazione infestante.
ProprietàSoggetto privato
Tipologia soggetto privatoPrivato cittadino
Funzione attuale del beneIl bene è in stato di abbandono.
E’ raggiungibile da una strada?No
E’ raggiungibile da un sentiero?
E’ possibile avvicinarsi?No
E’ possibile accedere all’interno?No
IndicazioniIl bene si colloca su di un'altura a sud di Santo Stefano Belbo, all'interno di un terreno di proprietà privata. Esso è raggiungibile da un sentiero, anch'esso di proprietà privata, dalla Strada Torre ma, proprio a causa della sua condizione giuridica l'accesso all'area è interdetto da una recinzione.
E' aperto al pubblico?No
Altre notearch. Angela Lato

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