Le campagne

Data: 2 Dicembre 2020

La Laguna di Venezia: segnalazione per la lista rossa

La Laguna di Venezia

La Laguna di Venezia

Indirizzo/Località: Laguna di Venezia

Tipologia generale: altro

Tipologia specifica: ecosistema lagunare

Configurazione strutturale: ulteriori manomissioni sull’ecosistema lagunare con progetti di nuovi terminal croceristici sul Canale dei Petroli, a Marghera e a Fusina; l’escavo e prevedibile raddoppio del canale dei Petroli (canale che ha causato erosione e sta facendo sparire la morfologia della Laguna Centrale); il rialzo dell’isola artificiale delle Tresse (realizzata in spregio delle leggi speciali) per stoccarvi i fanghi tossici escavati dai canali; la svendita di intere isole per farne alberghi; il compimento del Mose senza alcuna verifica delle criticità emerse. Alcune ricadute deleterie (subsidenza indotta alle bocche e maggior officiosità delle stesse per gli escavi realizzati) già sono visibili e probabilmente sono fra le concause dei recenti, drammatici picchi mareali.

Condizione giuridica: disposizioni per la salvaguardia di Venezia e della sua laguna A.C. 1428, A.C. 2358

Segnalazione: del maggio 2020 – segnalazione della Sezione di Venezia di Italia Nostra – venezia@italianostra.org

La Laguna di Venezia

Motivazione della scelta

La Laguna ha subito nel tempo devastanti manomissioni che hanno profondamente scardinato gli equilibri idro-morfologici e concorso nel determinare gli straordinari picchi di marea del novembre 2019.

L’idea corrente, sostenuta da Stato, Regione, Comune e Autorità portuale di fare della Laguna stessa un porto diffuso.

Altre manomissioni dunque si profilano. Le più gravi: i progetti di nuovi terminal croceristici sul Canale dei Petroli, a Marghera e a Fusina; l’escavo e prevedibile raddoppio del canale dei Petroli (canale che ha causato erosione e sta facendo sparire la morfologia della Laguna Centrale); il rialzo dell’isola artificiale delle Tresse (realizzata in spregio delle leggi speciali) per stoccarvi i fanghi tossici escavati dai canali; la svendita di intere isole per farne alberghi; il compimento del Mose senza alcuna verifica delle criticità emerse. Alcune ricadute deleterie (subsidenza indotta alle bocche e maggior officiosità delle stesse per gli escavi realizzati) già sono visibili e probabilmente sono fra le concause dei recenti, drammatici picchi mareali.

Si può agire ancora, tuttavia, per cercare di arrestare e invertire questi processi. 

La nostra segnalazione ha questo fine.

BREVE PERCORSO DEL RECUPERO al fine di riequilibrare la Laguna (come previsto dalle leggi speciali tuttora vigenti).

Interventi di lungo periodo:

  • ricostituzione del Magistrato alle Acque come autorità tecnica indipendente per la gestione della Laguna (Mose compreso) e del suo bacino scolante, incardinata nel sistema nazionale delle Autorità di bacino distrettuale e riferita ai Ministeri dell’Ambiente e dei Beni culturali;
  • ripensamento della portualità veneziana e la riconversione della Marittima in un terminal di qualità per crocierismo di piccole dimensioni e non inquinante;
  • pianificazione portuale in una prospettiva di sinergie con gli altri porti alto adriatici;
  • aggiornamento del Piano Morfologico della Laguna, anche per parti, a cominciare da quelle, autonome, più avanzate nella elaborazione dei materiali, come ad es. il piano delle azioni per il riequilibrio e riduzione dell’officiosità idraulica alle bocche di porto e nel tratto iniziale del Canale dei Petroli e per il contrasto al moto ondoso;
  • nessun ulteriore scavo in Laguna di canali o bacini lagunari.

Interventi immediati e possibili prima della prossima stagione delle acque alte:

  • approfittando della sospensione della croceristica per l’emergenza sanitaria, si possono ridurre i dissesti, le erosioni e le acque alte in Laguna e in città rialzando sperimentalmente e provvisoriamente i fondali del porto di Lido. La proposta, sostenuta dal nostro consigliere prof. Stefano Boato e avanzata da più associazioni, prevede il posizionamento di “cassoni auto affondanti” riempiti d’acqua e appoggiati sul fondale, in grado di ridurre di oltre 20 cm le medie acque alte e di ridurre l’altezza e la pericolosità delle acque alte eccezionali (come dalle relazioni del Ministero dell’Ambiente del 2000 e del prof. D’Alpaos). I cassoni possono essere costruiti in pochi mesi da un cantiere navale, sono velocemente installabili e eventualmente rimuovibili in breve tempo cessata l’emergenza. Prima della prossima stagione delle acque alte potremmo sperimentare finalmente una delle azioni di riequilibrio, prescritte sin dal 1973, ma fino a oggi disattese.

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