Le campagne

Data: 6 Giugno 2019

Fontana ‘’La Sorgente’’ a Bagaladi: segnalazione per la Lista Rossa

Indirizzo/Località: Piazza della Libertà – Bagaladi (RC)

Tipologia specifica: Artistica – Fontana

Configurazione strutturale: Il gruppo scultoreo che orna la fontana ‘’La sorgente’’, è un’opera in marmo artificiale, realizzata nel 1955 dallo scultore locrese Pasquale Panetta, su commissione dell’allora Sindaco del Comune di Bagaladi, Giuseppe Iacopino.

La collocazione della fontana al centro di Piazza Libertà, la qualificò come elemento artistico di rilievo per il decoro urbano di Bagaladi e contribuì a definire armonicamente il contesto scenico della stessa piazza.

Uso attuale: Oggi, la stessa fontana è stata ricollocata malamente ai margini della piazza e gli artistici pannelli che rivestivano le pareti esterne della vasca sono stati eliminati. Evidenti i segni di degrado.

Condizione giuridica: bene pubblico

Segnalazione: di giugno 2019 – segnalazione della sezione di Reggio Calabria di Italia Nostra – reggiocalabria@italianostra.org

Motivazione della scelta

La fontana è un bene pubblico. Essa consta di una vasca di forma ottagonale, già ornata da garbati bassorilievi riproducenti dei cervi in movimento, e di un gruppo scultoreo centrale, che, come evidenziato, è opera di Pasquale Panetta, scultore di origine locrese, che visse e operò a Reggio Calabria.

La scultura di Panetta si rivela di fattura garbata ed equilibrata. Rappresenta una figura femminile nell’atto di versare dell’acqua entro una grande conchiglia poggiata a terra, posta accanto alla testa di un giovane, anch’egli poggiato a terra, quasi raggomitolato attorno alle gambe della donna che di fatto cinge con il suo corpo, nascondendo uno dei suoi piedi, mentre attinge alla conchiglia per dissetarsi.

Le due figure, simbolicamente congiunte dalla stessa acqua, sono scolpite senza soluzione di continuità, in un tutt’uno   emblematico che le lega e le fa apparire in stretta continuità l’una rispetto all’altra.

Mentre la giovane, slanciata nel suo lieve movimento di torsione del busto, si erge verso   l’alto e solleva le braccia nell’atto di reggere la brocca cilindrica inclinandola lievemente, la figura maschile si avvolge, attorno alle gambe di lei e ne blocca il passo, quasi in segno di possesso, e da lei riceve ristoro stendendo il braccio sinistro a trattenere  la conchiglia da cui beve e il destro accanto.

Le gambe del giovane, muscolose e ben modellate, sono piegate e accostate all’himation che copre la parte inferiore del corpo femminile e fanno da contrappunto alla gamba di lei, tonica, leggermente flessa in una posa plastica che mette in evidenza uno splendido ginocchio, mentre l’altro, coperto e retrostante, equilibra la composizione.

La simbiosi tra l’elemento maschile e quello femminile è totale, l’acqua è l’elemento fecondo che       genera la vita, e il messaggio che deriva dalla contemplazione dell’opera è benefico ed esaltante, perché esprime la forza dell’unione di due corpi che, pur occupando due diverse dimensioni, quella orizzontale e quella verticale esprimono la fusione ideale tra   l’uomo e la donna.

Panetta predilesse sempre le forme e i temi cari alla cultura classica propria della sua terra di origine, Locri.

Nella sua opera, la rappresentazione della figura muliebre, fortemente idealizzata, costituì una costante. L’artista ha sempre riprodotto modelli femminili ritratti in età giovanile, ispirandosi ai dettami della scultura classica e neoclassica.

Elvira Natoli, nel commentare l’opera di Pasquale Panetta, verso la fine degli anni ’80 del 1900, così scriveva:

In Pasquale Panetta i modelli di un moderato classicismo sono rivissuti nel segno di una grazia serena con sapienza tecnica..”[1]

Andreani e Alberti, ancora, negli anni ’90 del 1900, scrivevano:

E il percorso artistico di Panetta mi appare costellato, meglio, accompagnato da questo irrefrenabile bisogno di dar consistenza scultorea alle figure femminili, ciascuna estratta dalla materia con un proprio modo originale di essere, con una peculiare situazione storica ed esistenziale, con una specifica impronta poetica.”[2]

E infine Gaudio Incorpora, alla morte dell’artista, dichiarava:

Dalle sue mani sono nate mille creature tutte soffuse di una dolcezza classica e moderna insieme, musicale e trasparente. Dal ritratto di Ebe, la dea della giovinezza, al cacciatore di pescespada per la fontana di Scilla, dal monumento a Renato Macrì, alle fanciulle nude accovacciate e a cento altri capolavori, felicemente operando lontano da ogni falso richiamo o contaminazione, Pasquale Panetta profuse a piene mani, e a gloria nostra, la bellezza della sua arte venuta da lontano.”

Il posizionamento originario della fontana risultava in perfetta armonia con l’ambito urbano di riferimento e consentiva un equilibrato inserimento della stessa nel contesto paesaggistico locale. Oggi, il bene appare maltrattato e deturpato nella sua fisionomia originaria poiché è malamente addossato ad  abitazioni presenti ai margini della piazza, pertanto compresso e sacrificato.

Le condizioni in cui versa sono critiche: l’impianto idrico non è funzionante, la vasca è attaccata da muffe, la statua della fanciulla è circondata da elementi elettrici natalizi che ne alterano la bellezza e la piccola  montagna che sorregge la stessa  statua evidenzia cedimenti. Per quanto concerne la vasca, si segnala l’eliminazione dei gradevoli  pannelli scolpiti che costituivano il rivestimento esterno.

Ci si augura che la rivalutazione del bene sia resa possibile dalla locale Amministrazione, anche in virtù del fatto che Pasquale Panetta risulta essere una delle massime espressioni scultoree locali del ‘900.

L’attuale posizionamento della fontana. Si rileva, nel bordo vasca esterno l’assenza dei pannelli scolpiti già presenti

 

NOTE

[1] Elvira Natoli in “ Figurazioni del Sacro, otto scultori del territorio reggino tra ‘ 8oo e ‘900”, Reggio Calabria, 1988

[2] G. Andreani Pasquale Panetta – Omaggio alla scultura in G. ANDREANI  R. ALBERTI, Pasquale Panetta, Omaggio alla scultura , Siena, 1990.

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