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29-07-2010

Cartelloni pubblicitari nel nuovo Codice della Strada: qualche limite in più

La modifica del Codice della strada approvata il 29 luglio contiene alcune correzioni all’art. 23 in materia di pubblicità stradale: con novità in parte positive.
Molto positive, per esempio, le modifiche al comma 13 bis e 13 quater, che vengono incontro a due richieste avanzate da tempo da Italia Nostra nell’ambito della campagna “Spazio Libero” contro la pubblicità stradale extraurbana: le modifiche consentono a tutti gli organi di polizia l’accesso ai fondi privati per la rimozione dei cartelloni pubblicitari abusivi e limita a 60 giorni l’obbligo di custodia degli impianti rimossi. Si tratta di due armi fondamentali per la lotta contro i cartelloni abusivi lungo autostrade e tangenziali, sempre più numerosi nonostante il divieto assoluto previsto dal codice della strada. Un piccolo ma importante passo verso la legalizzazione del settore della pubblicità stradale extraurbana, oggi nelle mani di un nutrito numero di ditte che operano sistematicamente nell’abusivismo (l’80% della pubblicità stradale in provincia di Milano è abusiva).
Di segno opposto invece la prima modifica, riguardante il comma 6 dell’ art 23, che estende le possibilità di deroga offerte ai comuni all’interno dei centri abitati, per quanto riguarda le distanze minime tra impianti pubblicitari. Se prima la deroga era ammessa solo per le strade di tipo E e F, oggi è estesa a tutte le tipologie: si allarga quindi anche alle strade di tipo D-Strade urbane di scorrimento (per intendersi quelle con due corsie per senso di marcia con carreggiate separate), per le quali la distanza minima prevista dal CdS è di 50 metri. Da oggi sarà possibile ai comuni ridurre tale distanza. Una modifica non drammatica, ma comunque non positiva in quanto prelude a un possibile incremento della pubblicità urbana.
Dubbia e meritevole di attenzione la modifica al comma 7, che consente l’installazione lungo le autostrade di cartelli con indicazione di siti di interesse turistico e culturale e indicanti “servizi di interesse pubblico”, questi ultimi da precisare meglio con apposito decreto: ci sarà da tenere gli occhi bene aperti.
Ma il ritorno alla legalità è solo il primo passo: Italia Nostra chiede la graduale abolizione della pubblicità stradale al di fuori dei centri abitati, in linea con quanto avviene nella maggior parte dei Paesi europei, tra cui Francia, Spagna, Inghilterra e Germania. Si può fare: in Provincia di Bolzano è già così. Si deve fare: lo scempio del paesaggio dovuto (anche) alla pubblicità stradale è una vergogna tutta italiana, che lascia increduli e irritati i turisti stranieri. La prossima occasione è l’Expo di Milano: Italia Nostra chiede che la Regione Lombardia e la Provincia di Milano si facciano promotrici da qui al 2015 di un processo di eliminazione della pubblicità dal paesaggio lombardo. Cominciando fin da subito a sospendere le concessioni vigenti alle ditte sistematicamente abusive.

Giovanni Micheloni
Campagna “Spazio Libero” contro la pubblicità stradale – Sezione di Milano

Commenti

Un commento a “Cartelloni pubblicitari nel nuovo Codice della Strada: qualche limite in più”

  1. ciccio riccio ha detto:

    Se gli enti vigilassero non esisterebbe la pubblicità abusiva. Eliminare in toto la pubblicità stradale vuol dire privare le piccole aziende della possibilità di farsi conoscere, dato che la cartellonistica è la “pubblicità dei poveri” in quanto i costi elevati di altre forme di pubblicità non sono alla portata del piccolo negoziante o artigiano .

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