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23-09-2019

Catanzaro – Chiesa Osservanza: recuperare facciata e torre campanaria

Le associazioni Catanzaro in Movimento, Catanzaro nel Cuore, Petrusinu ogni minestra, Cara Catanzaro, Catanzaro è la mia città e Italia Nostra, Osservatorio Decoro lanciano un appello perchè siano recuperate facciata e torre campanaria della chiesa di Santa Teresa dell’Osservanza

Secondo le associazioni in un comunicato  congiunto: l’avvio del recupero strutturale del complesso monumentale di Santa Teresa dell’Osservanza è un momento importante per la nostra città. Si restituirà a Catanzaro uno dei suoi gioielli storico-artistici seppur la destinazione di cittadella giudiziaria ne limiterà l’utilizzo culturale ma quanto meno si salverà dall’oblìo parte della chiesa e del monastero quattrocentesco realizzato con i resti del castello normanno di Catanzaro. Un complesso monumentale devastato nel corso dei secoli e che era tra i più belli di tutto il sud Italia.

La tradizione vuole che la chiesa e l’annesso convento, siano sorti nel luogo dell’antica cappella della Madonna  della Ginestra, ed è proprio a questa iconografia che nel 1508 Antonello De Saliba di Messina realizzerà uno splendido quadro oggi custodito presso il “Marca”.

L’opera del De Saliba non solo ha un grande valore artistico ma anche storico in quanto ci riporta ai giorni nostri una “fotografia” di com’era Catanzaro e il Complesso monumentale dell’Osservanza nel cinquecento prima che terremoti e l’avvento del genio militare ne modificassero le strutture. Scriveva Mons. Domenico Mazzocca in occasione di una sua visita il 21 agosto 1921 “Il frontespizio della Chiesa, il ribassamento del sagrato col relativo selciato fu fatto anche a mie spese nel 1910 essendosi l’attiguo Ospedale Militare abusivamente impossessato delle due navate detta Chiesa rimase col solo Sancta Sanctorum e quindi il sottoscritto parroco notando l’esiguità dello spazio disponibile per i fedeli, buttò giù l’altare enorme in legno e gesso, ribassò di 5 gradini il Sancta Sanctorum, riempì le 4 fosse sepolcrali; aprì un arco ed unì l’antica sagrestia  (quella che era la Cappella della Madonna della Ginestra) al vano della Chiesa medesima, rifacendo a nuovo il lastricato in cemento dopo aver rinforzato le fondazioni perché  rimaste scoperte e costruendo l’altare in marmo di Carrara con sopra il grande scarabattolo tutto cesellato pel SS.mo Crocefisso”.

Da questa descrizione si capisce che le strutture della chiesa e del convento furono in gran parte modificate tra la fine dell’ottocento e l’inizio del novecento. Come si evince dal quadro della Madonna della Ginestra il Complesso dell’Osservanza era protetto sul lato nord da un muro merlato e composto da una grande chiesa la cui facciata si trovava proprio di fronte a quella che oggi è piazza Stocco,  e si caratterizzava da un alta torre campanaria con cuspide e diverse strutture tra le quali si intravede una struttura circolare (in quella che oggi è piazza Osservanza) che molto probabilmente era un antico battistero. Gran parte di tutto questo non c’è più, anche se è auspicabile che  in occasione di questi lavori siano fatte indagini approfondite da parte della Soprintendenza e che non si alterino le strutture che altre costruzioni “ultramoderne”.

Ma se quello che è andato perso non è più recuperabile, gran parte di quello che vediamo oggi è stato alterato e nasconde quanto di bello e antico era stato realizzato dalla metà del quattrocento in poi. Osservando il quadro della Madonna della Ginestra si può comprendere che la perimetrazione della chiesa originaria è rimasta inalterata e che l’antico campanile è ancora esistente anche se monco del cuspide.

Così come la facciata, se pur non visibile nel quadro del De Saliba, è visibile in alcune cartoline d’epoca. Pur non essendo la facciata quattrocentesca, caratterizzata molto probabilmente da un grande rosone, quella “moderna” è facilmente rintracciabile e recuperabile. A tal fine chiediamo allo stesso Procuratore Gratteri e al Sindaco Abramo di restituire alla città la facciata della chiesa e l’antica torre campanaria (stessa cosa andrebbe fatta per la facciata  della Questura, un tempo Chiesa di Santa Caterina, interessata da lavori di recupero).

Un gesto, questo, di grande sensibilità e che, quanto meno, restituirebbe a Catanzaro parte del suo grande patrimonio storico-artistico disperso o distrutto più dall’ignoranza degli uomini che dalle catastrofi naturali”.

Italia Nostra Onlus