Appelli

20-02-2017

Costruire il nuovo municipio di Nardò: un parco periurbano al posto dello scheletro di cemento

La notizia comparsa in questi giorni sulla stampa locale sul fatto che l’amministrazione comunale di Nardò stia pensando alla demolizione dello scheletro di cemento abbandonato e degradato e costruendo un nuovo municipio, ci sollecita ad intervenire per stigmatizzare l’opportunità e la necessità che tale “rottamazione” abbia a realizzarsi quanto prima per alcune ragioni che qui riteniamo opportuno specificare.

1) E’ doveroso considerare che le risorse economiche necessarie per completare quell’opera mastodontica (si parla di almeno 8 milioni di euro) non sarà facile e possibile reperirle a breve/medio termine e che – comunque – ciò andrà ad incidere significativamente sul bilancio del Comune e dei cittadini di Nardò per i prossimi vent’anni.

2) Quel progetto ipotizzato oltre 40 anni fa oggi più di ieri  non risulta compatibile con il territorio per un evidente e rilevante e contrasto con il complesso monumentale della Chiesa dell’Incoronata che – se pur lentamente – si sta cercando di recuperare perché sia essere opportunamente valorizzata;

3) L’area ove insiste lo scheletro di tale manufatto merita di avere una diversa destinazione urbanistica per creare nell’immediata periferia di Nardò un grande polmone verde di cui la città è sprovvista e che invece, proprio sul versante sud della città storica, ha registrato  nel corso degli ultimi 40 anni un’enorme espansione urbana con un rilevante consumo di suolo a discapito dell’agricoltura e del paesaggio e della qualità urbana.

Per questi motivi riteniamo che l’Amministrazione comunale abbia ben valide ragioni per programmare a breve l’intervento di demolizione di quello che è stato definito un ecomostro e sul cui argomento la Sezione Sud Salento di Italia Nostra, il 27 giugno del 2015 (in occasione dell’anniversario della scomparsa del compianto Presidente di Italia Nostra Avv. Salvatore De Vitis) ha voluto dibatterne con esperti del settore e con la cittadinanza.

Di tale argomento non sono mancati nel corso degli anni articoli e servizi su vari organi di informazione locale e nazionale (tra questi la trasmissione “L’aria che tira” de La 7) in cui si evidenziata l’incongruenza di tale manufatto e l’opportunità di demolire la struttura in cemento armato ormai obsoleta per riqualificare e rinaturalizzare quest’area del territorio di Nardò.

L’auspicio e l’appello che Italia Nostra intende esprimere alla nuova Amministrazione comunale è quello di non desistere e di avviare – da subito –  un percorso condiviso con le diverse realtà poltiche, sociali e culturali di Nardò e del Salento in grado di dare segnali concreti di inversione di tendenza per quello che è stato il processo degli ultimi trent’anni in cui spesso sono state dilapidate ingenti risorse economiche e arrecando danni irreversibili al patrimonio ambientale e culturale per realizzare mastodontiche strutture invasive che oggi risulta difficile gestire.

Marcello Seclì

Presidente Italia Nostra –  Sezione Sud Salento

Italia Nostra Onlus