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17-07-2015

Fino a ottobre ad Atri, mostra “Vincenzo Rosati eclettico abruzzese”

Le fotografie che raccontano un educatore, archeologo e commissario alla conservazione dei Monumenti e gli oggetti d’arte e antichità

Atri (Teramo), Museo archeologico civico capitolare De Galitiis De Albentiis Tascini dal 26 luglio al 4 ottobre 2015 (salvo proroghe) – dalle 19.00 alle 23 (mesi di luglio e agosto). Ingresso alla collezione permanente del museo e alla mostra: gratuito

a cura di Davide De Luca

 

La mostra è dedicata a Vincenzo Rosati, vengono esposte 37 riproduzioni a grandezza maggiore rispetto alle dimensioni delle fotografie originali, per permettere una fruizione più comoda. Questa scelta curatoriale evita che gli originali siano danneggiati da un’eccessiva esposizione alla luce. Le fotografie selezionate provengono dal fondo Rosati, donato nel 1943 alla Biblioteca provinciale “M. Dèlfico” di Teramo. Alcune fotografie non sono state mai né edite né mostrate al grande pubblico. Inoltre sarà possibile vedere una rara fotografia proveniente dall’archivio privato della signora Brunilde Anelli Marucci, una delle ultime eredi dei proprietari della Torre del Cerrano.

Vincenzo Rosati (1859 – 1943) frequentò le lezioni del grande pittore Gennaro Della Monaca, a Teramo. Poi ha compiuto un robusto percorso di studi universitari a Napoli (Falcoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali presso la Regia Università, Accademia di Belle Artie e la Regia Scuola di Applicazione per gli Ingegneri nel 1886). Rosati, ritornato in Abruzzo, dopo aver constatato lo scadimento della produzione artigianale di quel periodo, decise di dedicarsi all’insegnamento delle arti, sia maggiori sia quelle applicate. Ha fondato e diretto  Scuole di Arti e Mestieri in Abruzzo: a Penne, dal 1866 al 1894, ed a Atri, dal 1894 al 1904. Il suo obiettivo era creare nuove maestranze caratterizzate da alte conoscenze tecniche, ma anche dotate di una marcata conoscenza stilistica, orientata al rinnovamento. Rosati ottenne grandi riconoscimenti da parte dello Stato. Infatti fu chiamato a dirigere la Regia Scuola Industriale di Catanzaro, dal 1904 al 1920 (grazie al suo impegno quell’istituto scolastico vinse la medaglia d’oro all’Esposizione nazionale delle Scuole Industriali di Torino, 1911). La sua carriera raggiunge l’apice con la richiesta da parte del Ministero delle Colonie di andare a dirigire la Scuola di Arti e Mestieri di Tripoli (dal 1920 al 1923). Nonostante le critiche fatte alla classe dirigente della colonia, l’ingegnre Rosati venne nominato Ufficiale dell’Ordine della corona d’Italia nel 1922. Benchè avesse raggiunto la pensione per limiti di età, Rosati chiese di esssere riammesso nell’organico delle Scuole Industriali. Fu chiamato a Roma, nel 1923 è nominato presidente alla sezione artistica della Scuola d’Istruzione Professionale di Roma, dirige anche  Laboratori annessi al Regio Museo Industriale di Roma, e dal 1925 al 1928 ne divenne direttore. Tornato in Abruzzo, creò una Scuola Industriale a Castellamare (l’odierna Pescara), dirigendola dal 1930 al 1933). Ma Rosati è stato anche un brillante archeologo, il cui talento è stato già riconosciuto dall’archeologo Edoardo Brizio, all’epoca direttore degli Scavi d’Antichità per l’Emilia e la Romagna (comprendeva anche il territorio della provincia di Teramo). Rosati, dopo la prima esperienza di scavo a Penne, ha eseguito gli scavi nelle necropoli protostoriche della Pretara (1898) su Colle della Giustizia (1900). In questa occasione sarà possibile vedere i materiali archeologici trovati ma anche le fotografie che documentano le attività di ricerca archeologica.  Infine Rosati, dal 1894 al 1903  ha ricoperto l’incarico di commissario alla conservazione dei Monumenti e degli oggetti d’arte e d’antichità per la provinicia di Teramo, fra i suoi meriti ricordiamo l’attribuzione degli affreschi del coro della cattedrale di Santa Maria Assunta di Atri, al pittore Andrea De Litio. Alla sua passione per l’arte e al suo impegno per la tutela vanno ricondotti una serie di scatti che documentano il notevole patrimonio artistico della città di Atri.  Ma Rosati è stato anche ingegnere, intorno al 1889 ha ideato la sopraelevazione della Torre del Cerrano, ma anche lo splendido bassorielievo in terracotta  per la stanza della sopraelevazione. Fra le sue opere si ricorda anche la tomba di famiglia nel cimitero di Santa Eurosia di Civitella del Tronto. Negli ultimi della sua eclettica esistenza, Vincenzo Rosati riscoprì il suo amore giovanile: la pittura.

 

La mostra è stata promossa da Italia Nosta Onlus “Giorgio Bassani” sezione di Atri, la quale ha fra i suoi obiettivi la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio culturale, in particolare quello della città di Atri. L’iniziativa è stata possibile, grazie al sostegno economico e organizzativo dell’Amministrazione comunale di Atri e della Riserva Naturalistica Regionale Oasi WWF Calanchi di Atri. I soggetti istituzionali coinvolti sono da un lato la Provincia di Teramo e la Biblioteca provinciale “Melchiorre Dèlfico”. La provincia di Teramo ha dato l’assenso per la digitalizzazione e la riproduzione delle fotografie provenienti dal fondo Rosati. Inoltre, l’Ente ha dato il patrocino a questa iniziativa. La Biblioteca “M. Dèlfico”, invece si è occupata materialmente della digitalizzazione. L’altro soggetto istituzionale coinvolto è la Soprintendenza Archeologica dell’Abruzzo, ha messo a disposizione le sale del Museo archeologico civico capitolare “De Galitiis De Albentis Tascini” di Atri, dove sono esposti i materiali di scavo trovati da Rosati. Questa mostra è un’occasione unica per poter conoscere un protagonista della scena culturale abruzzese.

Organizzazione e Ufficio Stampa: Davide De Luca – cellulare: 333-6180869

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Alcune immagini della mostra:

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tomba romana trovata dall’ingegnere Rosati nelle vicinanze di Penne

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Porta Macello, demolita nel 1895, permetteva ingresso alla città di Atri dal fronte meridionale

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facciata principale della Cattedrale di Santa Maria Assunta di Atri

Italia Nostra Onlus