Rassegna stampa

14-02-2012

FONTEGO, LA TERRAZZA SCOTTA SEMPRE DI PIU’. ORSONI ATTACCA SETTIS

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di Alberto Vitucci

da “La Nuova di Venezia e Mestre” (del 14.02.2012)

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FONTEGO, LA PAROLA PASSA AL MINISTRO

di Paolo Navarro Dina

da “Il Gazzettino” (del 14.02.2012)

VENEZIA – Grandi navi nuovi canali. Un danno per la laguna
di Galileo Guadagnin
da “La Nuova Venezia”

Da tempo si parla di spostare il traffico delle navi passeggeri lontano dal bacino di San Marco. Tra le proposte che ho riscontrato nei vari quotidiani , ne ho notata una che mi ha lasciato particolarmente perplesso, owero l’escavo del canale Contorta aumentandone la profondità fino a – 2.00/-10.00 metri così da permettere che queste navi da crociera possano transitare ed arrivare in Maritima. A seguito di tale operazione, e con il conseguente transito di questi giganti del mare, mi domando se vengono calcolate tutte le conseguenze presenti, ma sopratutto future, sull’ambiente lagunare. Basta fare un giro lungo il Canale dei Petroli, per rendersi conto dello stravolgimento che è stato apportato all’ambiente negli ultimi 40 anni, come è stata ridotta questa parte della laguna: il passaggio delle navi commerciali a pieno carico, causa risucchi ed onde, con le quali hanno distrutto una parte delle rive lungo le casse di colmata, facendo cadere centinaia di piante ed alberi. Io appartengo ad una antica famiglia di pescatori di piccola pesca in laguna. Fin da piccolo, mio padre e mio nonno, mi portarono a pesca con loro, non come “turista”, ma, in qualità di aiuto attivo. Ricordo che fino agli anni ’60, quel tratto di laguna, dall’isola di Fisolo all’isola Sant’Angelo, con bassa marea, poteva essere attraversato a piedi. Noi in quelle paludi pescavamo le vongole veraci con le mani e andavamo a “busi de gò” con le braccia!!!! A quei tempi, la pesca veniva effettuata solo con imbarcazioni a remi o a vela in quanto i motori erano ancora una rarità. Durante le battute di pesca, nei canali (“ghebi”) tra la paludi, quando ci sorprendeva un temporale, erano proprio queste paludi, che affiorando con la bassa marea, a darci riparo dalle intemperie. All’inizio degli anni ’60 è stato escavato il già citato Canale dei Petroli, con l’intesa di eliminare il traffico commerciale dal bacino di San Marco. Il canale è stato abbandonato a se stesso, diventando”terra di nessuno”, senza alcuna infrastruttura capace di arginare tutti i danni causati da decenni di transito navale di grosso tonnellaggio, dilavamento degli argini, inquinamento. In quei tratti di laguna dove si poteva transitare a piedi, ora ci sono oltre due metri di profondità: si potrebbe chiamare “Golfo di Marghera”. A questo punto, dopo tanto aver fatto in danno alla laguna, per portare le navi da crociera in marittima, senza transitare per il bacino di San Marco, si pensa di poter continuare le opere di scavo nel Canale di Contorta, aggravando ulteriormente la situazione ambientale, già attualmente situata ad un livello, che possiamo definire critico. Queste opere andrebbero a distruggere anche quella piccola parte di laguna, che finora era stata risparmiata dal moto ondoso, dal passaggio di questi giganti che creerebbero re-sue e risucchi d’acqua che si estenderebbero lungo la palude dell’isola di Sacca Sessola, fino addirittura all’isola delle Grazie. Tutto questo danno ambientale andrebbe a sommersi al terribile disagio a cui andrebbero in contro tutti quei circoli, società remiere tra le più storiche, quelle della Giudecca e Sacca Fisola), che da secoli continuano a mantenere vive le antiche tradizioni di voga veneta, anche attraverso le scuole pubbliche. Tutto ciò considerato, chiedo che chi ha il compito, il dovere di vigilare, di assicurarsi che la laguna Veneta, oggetto di studi per le sue particolari caratteristiche, possa rimanere tale, affinchè anche le generazioni a venire possano entrare in questo ambiente unico al mondo, e poterlo osservare, tale e quale a quello che ha affascinato i nostri padri, e convinto i primi abitatori della laguna a fermarsi in questa zona.

Italia Nostra Onlus