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Data: 13 Aprile 2022

Esposizione della copia dell’antico “Trittico del Rocciamelone” a Monteu Roero

L’associazione culturale e turistica “Bel Monteu”, con la consulenza ed il co-patrocinio della Sezione albese di Italia Nostra, ha allestito nel castello di Monteu Roero (CN) l’esposizione “Monteu Roero – Rocciamelone. Sulle tracce del trittico di Bonifacio Roero”. È incentrata su una copia ottocentesca dell’opera medievale, temporaneamente concessa dal Museo Diocesano di Susa (TO), dove dal 2000 è conservato l’originale. Con l’autorizzazione della competente Soprintendenza statale, la mostra presenta una replica dell’immagine votiva che venne commissionata da un esponente del casato Roero, del quale un ramo familiare per secoli ha avuto in feudo il maniero di Monteu.

Il milite astigiano Bonfacio Roero (o Rotario), con un gesto inusuale ed élitario considerando l’epoca e la circostanza, nel 1358 commissionò e provvide alla collocazione del prezioso trittico figurato sul monte Rocciamelone in Valle di Susa (metri 3.538 s. l. m.), in un piccolo antro scavato nella roccia (oggi inglobato nel rifugio/cappella mariana a quota 2.800 metri). Secondo la tradizione, è lo stesso nobile Roero a salire personalmente sulla montagna per portarvi l’opera (ex voto), esaudendo così un suo impegno devozionale in funzione del suo anelato rientro dall’esilio a Susa, durante un conflitto in Piemonte. A ricordo dell’origine astigiana del donatore (egli è cittadino di quella città ed esponente di quella famiglia patrizia di casanieri, soldati, feudatari) la località montuosa viene denominata “Ca’ d’Asti”.

L’opera, commissionata a Bruges da Bonifacio Roero, venne realizzata da un non identificato bronzista franco-fiammingo nel 1358. Si tratta di un’elaborazione di pregio (incisa a bulino su bronzo dorato), in stile gotico. Nei tre scomparti decorati sono raffigurati San Giorgio, la Madonna col Bambino, San Giovanni Battista ed il committente.

L’apertura dell’esposizione, inaugurata il 26 marzo con la partecipazione di un numeroso pubblico, è stata distinta dagli interventi introduttivi del Presidente dell’associazione “Bel Monteu” e, brevemente, dal Presidente della Sezione di Alba di Italia Nostra. S’è incentrata sulla relazione storico-artistica del prof. Walter Accigliaro e sul concerto del Coro Stella Alpina di Alba. L’esposizione rimane aperta nel castello (visitabile anch’esso) dal 26 marzo al 29 maggio 2022.

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