I disegni di Fulco Pratesi, la bellezza della natura per i ragazzi del Beccaria di Milano. La mostra dedicata alle opere del fondatore del WWF Italia sarà presto al carcere minorile della città meneghina. Per presentare questa iniziativa, ha avuto luogo alla Galleria Nazionale di Arte Moderna di Roma, un evento culturale in cui l’affabulazione, la musica, l’arte visiva e l’intento sociale si sono fuse mirabilmente. Ad organizzarlo, la sezione di Italia Nostra Maremma Toscana con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e di Roma Capitale, con il sostegno di Italia Nostra Roma. 
Ad introdurre la serata, i saluti di benvenuto della Direttrice della GNAMC, Renata Cristina Mazzantini, e di Francesco Pratesi, figlio di Fulco Pratesi e Presidente CR Toscana di Italia Nostra, che ha ringraziato gli intervenuti per la loro partecipazione al ricordo del padre permettendo al pubblico di entrare nella magica atmosfera dell’evento.
La tutela della Riserva di Monte Arcosu
Francesco Petretti, noto divulgatore scientifico, ha sottolineato quanto sia stato deciso l’impegno di Fulco Pratesi nella salvaguardia di tante aree e di tante specie animali. “Non ti vergognare di parlare degli animali – ha detto Petretti – con queste parole Fulco insegnava a tutti noi come si potesse entrare in tutte le tematiche, anche le più complesse. Alla base della sua azione infatti c’è sempre stato un grande amore per gli animali. Tutti”.
Petretti ha ripercorso alcune delle battaglie intraprese da Pratesi già dagli anni ’60 volte alla salvaguardia degli habita sia terrestri che marini. Battaglie compiute con grande coraggio e capacità di coinvolgimento. Il popolare divulgatore televisivo ha più volte ricordato la vicenda dell’acquisto dell’area di Monte Arcosu, ora riserva di proprietà del WWF Italia, operazione che ha avuto il contributo di tante persone, dalle scuole, ai dopolavori dei ferrovieri ed addirittura dalle carceri. Una grande opera di tutela e salvaguardia di un ambiente intatto che si integra in un’arera di 30000- 35000 ettari che ospita la più vasta estensione di macchia, macchia-foresta e foresta mediterranea d’Europa.
Gli ha fatto eco Sabrina Alfonsi, assessore all’ambiente di Roma Capitale, evidenziando come Fulco Pratesi abbia anticipato tanti temi che oggi sono sotto gli occhi di tutti. “Fulco Pratesi fu all’avanguardia. Se avessimo seguito le sue idee oggi non ci troveremmo con gli effetti del cambiamento climatico con esiti tanto pesanti”, ha sottolineato la Alfonsi.
La condivisione della bellezza della natura
Don Gino Rigoldi, per 50 anni cappellano del carcere Beccaria di Milano e fondatore della Comunità Nuova onlus, intervistato da Francesca Fagnani, ha esplicato quali siano le azioni da compiere per poter condividere la bellezza della natura con i ragazzi che più di tutti soffrono, quelli rinchiusi in carcere. “Dobbiamo fare una rivoluzione, ma una rivoluzione in questo senso – ha detto Don Rigoldi – Conoscere bene la natura, gli animali, fa scattare un’emozione enorme. E questo è fondamentale. Perchè senza un legame ed una visione comunitaria nonsi può riuscire a farli evolvere”. Lo sguardo e le parole sono i due elementi formativi nella vita di un giovane. Abituare i ragazzi ad una bellezza mai immaginata e ad un linguaggio ricco di emozioni e di sentimenti può permettere loro di crescere in modo sano, lontano dalle tentazioni che spesso li guidano verso un baratro senza fondo.
Il progetto di far approdare la mostra nel carcere Beccaria è dunque un vero e proprio esempio concreto di come effettuare una “riabilitazione” che prenda le mosse proprio da un nuovo sguardo e da un nuovo modo di parlare e di pensare.
La narrazione di una vita intensa
A seguire il monologo dedicato al rapporto tra Fulco Pratesi e gli animali, intepretato da Massimiliano Finazzer Flory, meravigliosa rilettura di una vita intera consacrata alla missione di salvare l’ambiente e tutte le creature che lo popolano.
L’esecuzione di arie classiche e contemporanee da parte di Elena Somaré, una delle rare interpreti di musica per fischio, e Mats Hedberg, chitarrista, con melodie delicatissime ha accompagnato il pubblico in un viaggio sognante.
A chiudere l’evento, i saluti ed i ringraziamenti al pubblico di Alessandra Fenizi, moglie di Francesco Pratesi, che hanno commosso gli intervenuti per la sua delicata capacità di offire un ricordo multiforme e denso di emozioni.




