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Il patrimonio dei tratturi tra i Monti Simbruini e Tivoli: intervista a Carlo Boldrighini, Italia Nostra Monti Lucretili

20 Aprile 2026
transumanza

In seguito alla mostra sugli itinerari culturali del Consiglio d’Europa che si è tenuta a Tivoli nel luglio 2024, Italia Nostra Aniene-Monti Lucretili ha svolto un intervento nell’ambito dell’itinerario Culturale Vie della Transumanza per il tratto da Jenne a Tivoli, territorio di competenza della sezione. Jenne, peraltro, ospita a tutt’oggi anche un centro di documentazione dedicato alla Transumanza. Rivolgiamo alcune domande a Carlo Boldrighini, Presidente della sezione Italia Nostra Monti Lucretili, che può chiarire meglio il quadro in cui si inscrive questa interessante proposta.

Intervista a Carlo Boldrigini

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D. Italia Nostra è da sempre attenta alle reti dei tratturi lungo la penisola. Quali sono le caratteristiche precipue della rete tra i Monti Simbruini e Tivoli?

R. Dai Monti Simbruini, al confine con l’Abruzzo, partivano, fin dall’antichità romana, vie di transumanza che conducevano in diversi modi alla Campagna Romana. La caratteristica forse più rilevante del cammino che conduce a Tivoli è che percorre la valle dell’Aniene lungo il tracciato dei maggiori acquedotti antichi di Roma: Anio Vetus, Aqua Marcia, Anio Novus e Aqua Claudia, i cui resti appaiono qua e là.

D. Potremmo considerare le reti della transumanza ed i suoi cammini come una particolare testimonianza archeologica. Ma il patrimonio culturale immateriale che essa veicola deve essere ancora scorto chiaramente. La sezione Aniene Monti Lucretili quali piani ha per divulgarne la ricchezza?

R. La nostra sezione si occupa della rete dei tratturi in collaborazione con la sede italiana dell’Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa Vie di Transumanza, istituito nel 2023 con sede ad Jenne, nel Parco Regionale dei Monti Simbruini, e nel territorio della nostra sezione. Lavoriamo in collaborazione con il centro di Jenne nell’ambito dell’associazione Vie di Transumanza Italia, alla quale partecipano associazioni, privati cittadini, amministrazioni comunali ed altri enti.

D. I tratturi assommano in loro stessi una ricchezza multiforme: ambientale, faunistica, archeologica, sociale, occorrono competenze trasversali per comprenderne appieno il portato. Siamo in grado di analizzarla appieno? E quali sono le azioni da portare avanti per tutelarla?

R. Tutela e apprezzamento vanno di pari passo. Le azioni in programma riguardano studi archeologici e ambientali, il coinvolgimento dei comuni e degli operatori turistici, e l’organizzazione di mostre e visite guidate. Il patrocinio del consiglio d’Europa è un elemento importante per poter accedere a finanziamenti pubblici.

D. Trasmettere la conoscenza alle giovani generazioni è fondamentale come estenderla alle generazioni adulte. La scoperta di reti di tratturi che diventano reti di cammini, può costituire l’elemento centrale di una strategia di divulgazione?

R. Nei comuni interessati si registra un certo interesse per la riscoperta dei tratturi. Purtroppo i giovani presenti sono pochi, ed è in programmazione lo sviluppo di contatti con istituti scolastici delle città, come Subiaco, Tivoli e soprattutto Roma.

 

Per la foto in evidenza: http://Di Marica Massaro – Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=151505009

Intervista a cura di Matilde Spadaro