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Data: 6 Aprile 2022

La politica a scuola di natura. Valentino Valentini

L’amico professor Franco Tassi, ecologo di fama, getta un grido d’allarme. Come la recente pandemia e l’attuale guerra sta dimostrando, il rapporto tra Uomo e Ambiente si va sempre più deteriorando per colpa dell’uomo, che con i suoi eccessi non solo inquina e danneggia la Natura, ma nuoce sempre più a sé stesso con una condotta sempre più incosciente e irresponsabile.

Attualmente nel mondo spesso non è l’energia a diventare limitante, ma alcune risorse naturali fondamentali, come in molte zone del Pianeta adesso sembra sia l’acqua: piove sempre di meno, persino al nord della nostra Penisola. E’ allarmante che oltre la metà del Pianeta si presenti già fortemente antropizzata, e questo grava pesantemente sulle risorse di cui l’Uomo necessita per la vita e la sopravvivenza, vale a dire che oltre all’acqua e all’energia bisogna a tutti i costi preservare anche aria, clima (fondamentale), flora, fauna, ecosistemi e biodiversità. Per cui appare sempre più urgente tutelare gli ecosistemi dell’altra metà, ove domina la Natura, se si vuole veramente garantire la disponibilità di tutte le risorse fondamentali alla vita.

Oggi viviamo infatti una realtà estremamente complessa, in cui tutto è “interconnesso”: uomo, piante e animali condividono lo stesso Pianeta, gli stessi ecosistemi e le stesse risorse: dobbiamo capire una buona volta che la salute dell’uomo, quella degli animali e delle piante, degli ecosistemi e dell’ambiente dipendono esattamente gli uni dagli altri. Le nostre società e le nostre economie sono radicate nella Natura, non esterne ad essa, Da quanto è dato riscontrare, invece, l’abito dell’attuale politica è ridotta a gestire il quotidiano o al massimo il “breve termine”, per cercare risposte e soluzioni immediate a problemi immediati. Grande iniziativa quella del WWF, che da gennaio sta lanciando un corso gratuito “One Planet, One Health”, un corso online che ha come scopo precipuo quello di comprendere meglio il legame profondo tra la Natura e la nostra salute, un efficace mezzo per comprendere meglio la complessità in cui siamo immersi e che serva ad evidenziare quanto il nostro benessere sia strettamente collegato alla salute del Pianeta, in particolare dagli ecosistemi da cui tutti dipendiamo.

Tanto per fare alcuni esempi che siano calzanti, durante il corso la psicobiologa Gemma Calamandrei ci sprona a dirigere la nostra attenzione sugli effetti benefici degli alberi sullo sviluppo della nostra mente e su quella dei nostri bambini, soprattutto sull’importanza di vivere immersi in un ambiente sano, e Renato Bruni, partendo dall’etnobotanica, analizza quale legame esista tra ricerca e società su tutti i temi legati alle piante: natura, sostenibilità, benessere, farmacia e verde urbano. E parlando di verde urbano e delle nostre città che diventano sempre più “Antropo-sistemi” ad alta energia e con altissimi consumi, è fondamentale che vanno protette, costi quel che costi, le restanti estensioni di ambienti naturali, perché gli agglomerati urbani richiedono “un forte aiuto” da parte della Natura per il sostentamento della vita, e quindi bisogna mantenerla “integra” questa benedetta Natura, perché ecosistemi sani e integri, in equilibrio dinamico, sono gli unici in grado di perpetuare la vita su questo Pianeta.

Per quanto precede, quindi, andrebbero curate e ricostituite quelle che Tassi chiama “risorse interne” delle nostre città, salvaguardando quello che già esiste di “verde urbano”, ma rigenerando vieppiù la Natura con “viali e aiuole, prati e giardini, terrazze e balconi fioriti, orti urbani e verde ripario” per offrire benefici non solo estetici, ma anche alla qualità di vita dei cittadini, alla loro salute e alla biodiversità. Attualmente la cosiddetta Transizione Ecologica paradossalmente non fa che continuare a sortire sfruttamento, prelievo indiscriminato, inquinamento della Natura, e di conseguenza la carenza delle risorse non farà che aumentare crisi, conflitti e guerre col risultato di impoverire gran parte dell’umanità a vantaggio di pochi: perciò è di primario interesse che la politica, quella seria e responsabile, sia chiamata oggi come non mai a perseguire il patto di lavorare per l’interesse, il benessere e lo sviluppo delle comunità che amministra, agendo sempre e comunque con sobrietà, onestà e trasparenza, per costruire un futuro per tutti. E se poi avesse anche l’umiltà di seguire corsi del tipo “One Planet. One Health” di cui dianzi, accelerando così, per esempio, l’approdo a piani energetici che abbiano al centro le fonti rinnovabili e garantire in tal modo migliaia di posti di lavoro, sarebbe il “top” per un futuro energetico che chiediamo a gran voce, e che sia finalmente rispettoso dei cicli naturali.

Valentino Valentini

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