Foto del giorno

Data: 3 Febbraio 2022

Per un nuovo paesaggio della mobilità in Valle Camonica

Immaginate un giardino presso l’Ospedale di Esine, immaginate dei silos grigi che improvvisamente si animano di volti e colori trasformandosi in tele gigantesche per street artists armati di vernici spray, immaginate ancora sottovie di cavalcavia di cemento pronte ad ospitare palestre all’aperto per arrampicata, questo e altro ancora è il prezioso contenuto elaborato da Luca Dorbolò e Dario Furlanetto in collaborazione con “Comunità Montana di Valle Camonica”, “Italia Nostra sezione di Valle Camonica” e “Consorzio Comuni B.I.M di Valle Camonica” nel “Quaderno degli interventi integrati per una riqualificazione paesaggistica e rigenerazione ambientale diffusa del corridoio infrastrutturale di fondovalle”.

Qui di seguito si riproducono le premesse al progetto e in chiusura il link utile per consultare l’intera pubblicazione.

 

Le premesse

Lo studio commissionato dalla Comunità Montana di Valle Camonica nel 2017 all’Università di Firenze, Dipartimento di Architettura del Paesaggio e pubblicato nel 2018 con il titolo “Paesaggi della Valle Camonica: trasformazioni e permanenze”, ha effettuato una precisa ricognizione delle principali caratteristiche del paesaggio della Valle Camonica, delle sue risorse, articolazioni e trasformazioni. Ciò è avvenuto attraverso una serie di letture, interpretazioni e strategie progettuali su macro-scala, dalle quali sono poi emerse una serie di esplorazioni progettuali – sottolineano gli autori nella premessa – Il lavoro che qui presentiamo parte da quelle esplorazioni ed analisi e le amplifica per propone alcuni “temi/progetto” che potrebbero, se attuati, “cambiare il volto” della Valle Camonica, ricucendo alcune lacerazioni, restaurando alcuni paesaggi, ristorando alcuni ecosistemi. I “temi/progetto” si rivolgono ad Enti ed Amministrazioni Pubbliche (Comunità Montana e BIM in primis), ma anche ai professionisti camuni che operano nel settore urbanistico – edilizio, agli imprenditori che volessero cimentarsi attraverso le loro imprese in interventi di responsabilità sociale, ai cittadini tutti. Quelle che proponiamo sono una serie, non esaustiva, di proposte di interventi strategici per ricostruire il volto “amato” della Valle, in alcuni luoghi lacerato dal tempo, dall’incuria e dalla sciatteria.  Il lavoro è imperniato sulla centralità della SS42 nel creare o meno una percezione positiva del paesaggio camuno, ritenendo tale arteria fortemente condizionante l’attrattività o la repulsività della valle nel suo insieme.

Sono quindi state proposte azioni per migliorare l’attuale qualità estetica del percorso stradale: dai guardrail in CorTen all’arredo verde di contorno, dal miglioramento percettivo di ponti e coni panoramici alla segnaletica stradale e pubblicitaria. Affrontare questi “temi/progetto” risulta fondamentale per ridisegnare la strada nel suo inserirsi tra paesaggi di grande valore che oggi, anziché essere valorizzati, vengono spesso marginalizzati e dispersi.

Accanto al ruolo centrale rivestito dalla SS 42 (e quindi dell’ANAS che la gestisce) è stato ragionato il contesto complessivo della mobilità di fondovalle: strada statale, ferrovia, pista ciclabile. Quest’ultima, è stata pensata non solo come oggetto turistico ma come vera e propria infrastruttura di mobilità a corto raggio.

La “Ciclovia del Fiume Oglio” nel tratto che attraversa la Valle Camonica (oltre 80 Km), realizzata nel corso di oltre un decennio da numerosi attori pubblici e privati, rappresenta la “terza arteria” di penetrazione nel tessuto urbano della Valle Camonica, dopo la SS42 e la Ferrovia Brescia – Iseo – Edolo. Anzi, secondo alcuni recenti studi del Politecnico di Milano, la pista ciclabile rappresenterebbe la “seconda arteria” per importanza di uso se, come accertato, tra il 5 e il 10% dei cittadini di Valle Camonica usa la pista ciclabile per i propri spostamenti intervallivi, mentre solo l’1 -2 % usa la ferrovia.

La ciclabile camuna ha conosciuto negli ultimi anni grande successo di pubblico e si è dimostrata una infrastruttura urbana che ha saputo suscitare interesse e apprezzamento sia locale (quasi 200.000 transiti a Darfo Boario Terme nel 2019) che generale, avendo ricevuto, nell’ambito della riqualificazione paesaggistica del Fiume Oglio, una menzione speciale del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo (Roma, 14 marzo 2017) e il primo premio quale migliore pista ciclabile d’Italia all’ “Italian Green Road Award” (Verona, 16 febbraio 2019).

Ciò nonostante, molti sono ancora gli interventi che all’infrastruttura necessitano per raggiungere, da un lato, standard europei di sicurezza e percorribilità, dall’altro, un generale miglioramento della qualità, reale e percepita. In tal senso servirà un miglior collegamento con i paesi di versante, ma anche nuovi arredi a verde e di carattere artistico che ne arricchiscano la percorrenza e che richiamino e valorizzino i territori attraversati ed i beni che gli stessi racchiudono e che possono offrire a visitatori e cittadini.

Molte delle proposte progettuali che in questo lavoro presentiamo hanno anche questa ambizione: migliorare e arricchire la percezione della ciclabile e dei territori attraversati, lenendo gli elementi di potenziale attrito e potenziando gli elementi di valore.

E con le infrastrutture di fondovalle dedicate alla mobilità si interseca e interagisce costantemente il Fiume Oglio, vero grande ecosistema che rappresenta quello che amiamo definire il “Giardino dei camuni”, il Central Park della grande città lineare che nasce sul lago di Iseo, tra Pisogne e Lovere, per proseguire senza discontinuità sostanziale sino a Breno. È questa una città di oltre 80.000 abitanti che racchiude in sé tutti i problemi di un centro urbano di medie dimensioni (si pensi anche solo alla mobilità, giusto per restare in tema) senza peraltro averne i vantaggi, priva com’è di una pianificazione unitaria, frammentata in decine di amministrazioni diverse che spesso non si parlano, ma soprattutto priva di una visione e coscienza del proprio ruolo, della propria forza e dei propri punti di debolezza.

Ecco perché, lungo l’asse prioritario della SS 42, abbiamo lavorato tenendo ben presente questa rappresentazione del “fondovalle – città lineare” per proporre progetti emblematici di miglioramento percettivo dei paesaggi creati dai complessi industriali, artigianali e commerciali, di rafforzamento del corridoio ecologico del Fiume Oglio, di cucitura tra la pista ciclabile e il suo intorno.

Non solo, abbiamo anche osato spingerci sino a esplorare “paesaggi della salute” come per gli interventi pensati nell’intorno dell’Ospedale di Esine che, simbolicamente e materialmente, rappresenta uno dei luoghi emblematici della valle sul quale porre una affettuosa e riconoscente attenzione: luogo di nascita, luogo di cura e riabilitazione, e per alcuni anche luogo di morte.

La realizzazione degli obiettivi strategici e degli interventi delineati, ha bisogno di un forte afflato e della partecipazione di privati, imprenditori, associazioni, cittadini. Senza tale apporto/coscienza anche le migliori azioni proposte dalla Pubblica Amministrazione rischiano di essere svilite dalla disattenzione, impreparazione o dalla sciatteria di quanti non sono in grado si recepirne l’importanza e la bellezza.

Occorre quindi, ed è questo l’ultimo obiettivo del nostro lavoro, educare: proponiamo per tutti, per noi stessi innanzitutto, un percorso continuo di miglioramento collettivo e di emulazione reciproca per tendere virtuosamente al meglio e per rendere sempre più bello il territorio camuno per chi ci vive, innanzitutto, e per chi attraversandolo, anche solo occasionalmente, non possa che innamorarsene.

 

Per continuare a leggere la pubblicazione: cliccare qui

Foto_Archivio fotografico Parco Adamello 

 

 

 

 

Italia Nostra