Foto del giorno

Data: 8 Giugno 2022

Restituzione e cura del territorio agricolo

L’8 febbraio 2022 sono state approvate le modifiche agli articoli 9 e 41 della Costituzione, che introducono la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli animali tra i principi fondamentali della Carta costituzionale, in quanto, nel complesso, sempre più indispensabili  alla salute fisica e mentale dell’uomo e delle varie comunità da lui fondate.

I dati ARPAV ottobre 2021  “Consumo di suolo in Veneto” – Rapporto ISPRA 2020

Il consumo del territorio italiano ha subito nell’ultimo decennio un’accelerazione drammatica: nuove costruzioni e infrastrutture di pesante impatto (alta velocità, autostrade, impianti per la produzione energetica, ecc.) hanno devastato (e continuano farlo) quello che è un “bene comune” fragile e irriproducibile: il paesaggio e il territorio.

Il consumo di suolo nelle province del Veneto Complessivamente nel Veneto il consumo ammonta a 217.811 ha, pari al 12,55% della superficie totale regionale, escluse le superfici occupate da acque (quasi il doppio rispetto alla media nazionale – 7,11% – e circa il triplo della media UE – 4,2%).

In Veneto si contano più di 92mila capannoni industriali (32mila a Padova e Treviso), sparsi in 5.679 aree produttive (per 41.300 ettari di terreno), che coprono il 18,4% della superficie ‘consumata’, molti dei quali (11mila, il 12% del totale) dismessi e inutilizzati. La provincia di Vicenza ha il 12,62 di consumo di suolo e a  Bassano del Grappa nel 2020 (dati ARPAV/2021) ha già consumato 1.191,98 ettari di territorio per gli usi antropici!

L’azzeramento del consumo di suolo

Nella visione di Italia Nostra territorio e paesaggio coincidono: difendere il territorio significa quindi tutelare uno dei paesaggi più complessi e preziosi, quali è quello ereditato dalle generazioni che ci hanno preceduto e che rischiamo di non riuscire più a trasmettere nella sua integrità, alle generazioni future.

Italia Nostra con la campagna “Paesaggi sensibili”, dedicata negli ultimi anni al paesaggio agrario, ha rafforzato e specializzato la sua azione nella direzione della  difesa di quanto rimane di non urbanizzato del suolo italiano. Qui la tutela dello Stato può essere esclusiva, se un paesaggio agricolo o rurale è individuato come bene culturale.

Ambiente ISPRA (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale):

Il consumo di suolo in Italia è cresciuto, negli ultimi cinque anni, al ritmo di oltre 8 metri quadrati al secondo, pari al 6,9% del territorio.

Questo significa che per ogni italiano sono andati persi più di 340 mq all’anno. Questo quanto emerge da uno studio dell’Istituto superiore per la ricerca e la protezione ambientale (Ispra).

Ogni 5 mesi, dice l’ISPRA, viene cementificata una superficie pari a quella del comune di Napoli, mentre il suolo che se ne va ogni anno è pari all’estensione dei comuni di Milano e Firenze messi insieme.

La speculazione edilizia, prodotta dal rapporto tra il potere politico/amministrativo e quello economico, ha determinato la cosiddetta città diffusa; che ha saturato i pochi vuoti urbani rimasti, originato l’allargamento del confine urbano edificato e favorito la proliferazione di capannoni, di centri commerciali e direzionali, collegati tra loro da strade, tangenziali, bretelle, svincoli e rotonde.

Il valore della partecipazione

La partecipazione delle comunità locali alle scelte di governo del territorio costituisce un punto qualificante delle comunità e delle nazioni. Una partecipazione reale da rendere obbligatoria, effettiva e strutturata attraverso la codificazione di metodologie in parte già sperimentate con successo in molte regioni italiane.

In altri termini, al dilagare di pratiche insediative che consumano suolo si contrappongono un richiamo alla partecipazione di tutti i suoli all’eccezionalità del paesaggio, e un monito sulla necessità delle funzioni ecologiche di ogni suolo…. riconoscimento della funzione sociale dei suoli ordinari.

Così un progetto come quello proposto, e condizionato al cambio di destinazione urbanistica di 160 mila mq di area agricola, che risulta stravolgente l’intero territorio comunale di Bassano per favorire solo interessi economici, non può essere solo a conoscenza esclusiva di poche persone, ma deve invece coinvolgere tutta la cittadinanza attraverso un confronto di partecipazione attiva tra amministratori e tutti i cittadini.

Il progetto conosciuto da un anno

Un progetto così dettagliato non può essere stato eseguito in poche settimane!

Infatti dalle “carte” del CONCORDATO PREVENTIVO Campagnolo Commercio  N. 84/2014 Cron. Giudice Borella commissario Caldana, poi dalla relazione di stima ottobre 2015, e successivamente dalla consulenza CG Investa per Area Trasformazione Urbana, (giugno 2021) a pag 29 si legge: 

Lo studio qui esposto, sintesi delle concertazioni preliminari con la PA di Bassano del Grappa, sia con la parte politica e tecnica, può fornire un indirizzo generale dell’iter, delle difficoltà nonché degli esiti economici che possono derivare dalla vendita/sviluppo del comparto”.

Come a dire che l’amministrazione comunale è più di un anno che è a conoscenza delle richieste e delle ipotesi di trasformazioni in quell’area!

E  dopo si legge ancora:

“Si è pertanto iniziata ad orientare l’analisi su uno sviluppo artigianale / industriale / logistico, destinazione sicuramente maggiormente richieste anche in correlazione alla forte crescita dell’e-commerce e per le quali non solo la PA non ha espresso diniego, ma che ha addirittura trovato terreno fertile sia tecnicamente che politicamente, non prescindendo dalle necessarie concertazioni/perequazioni. Si deve inoltre enfatizzare che sarebbe molto gradita la collocazione o riposizionamento di aziende già presenti nel tessuto produttivo ed economico del bassanese”.

Come a dire, non vi preoccupate per la trasformazione da agricolo a industriale che ci pensiamo noi! 

E ancora appresso:

“Per sopperire all’insormontabile impossibilità di ottenere la destinazione urbanistica artigianale/industriale attraverso uno strumento di programmazione intercomunale / comunale con relative varianti PAT e/o P.I., il Comune di Bassano del Grappa ha condiviso la ns. idea della potenziale attuazione di uno o più sportelli unici – S.U.A.P., di cui al D.P.R. 07/09/2010 n.160, che però si vincolano indissolubilmente al fruitore finale” Come a dire ecco trovata la strada!

Ma sviluppo e sostenibilità vanno contemperati insieme, e gli amministratori molto spesso usano a sproposito queste parole, attribuendone solo un mero valore economico finanziario! Anzi  si ha la netta sensazione  di trovarsi di  fronte ad una situazione di Green Washing  una strategia di comunicazione perseguita da  istituzioni ed enti che presentano come ecosostenibili le proprie attività, cercando di occultarne il reale negativo impatto ambientale.

E’ innegabile che il patrimonio culturale costituisce un insieme di risorse ereditate dal passato, e una “comunità patrimoniale” (come la definisce la Convezione di Faro del 2005) è costituita da persone che attribuiscono valore agli aspetti specifici nel quadro di una azione pubblica per sostenere e trasmetterle alle generazioni future: questo fanno i comitati locali e le associazioni!

NO quindi ad ecomostri e nuove costruzioni in area agricola.

Sì invece a progetti di recupero e riqualificazione dei tanti capannoni esistenti e vuoti.

E come ci ha insegnato Eugenio Montale, possiamo dire:

“… in certe circostanze della vita e della storia, l’unico sì possibile  è il NO!”

Bassano del Grappa 08/06/2022

ITALIA NOSTRA

Sezione di Bassano del Grappa

IL Consiglio Direttivo

 

Italia Nostra
My Agile Privacy
Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione. Cliccando su accetta si autorizzano tutti i cookie di profilazione. Cliccando su rifiuta o la X si rifiutano tutti i cookie di profilazione. Cliccando su personalizza è possibile selezionare quali cookie di profilazione attivare.
Attenzione: alcune funzionalità di questa pagina potrebbero essere bloccate a seguito delle tue scelte privacy