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18-05-2020

Grandi opere? No, grazie.

La pandemia ha messo a dura prova il sistema-Paese. Per superare la crisi economica che ne è derivata, si riparla di “grandi opere”, non considerando l’urgenza di opere pubbliche ormai indifferibili, non “grandi” ma “diffuse”.

Si dice sempre: “l’acqua è un diritto, un bene prezioso”. Ne discende che, come tale, andrebbe trattata. Invece, le reti idriche comunali, ridotte ormai a veri e propri colabrodo, disperdono lungo il loro percorso una considerevole quantità del prezioso liquido. Ma non solo; le continue rotture delle tubazioni provocano ulteriori, consistenti  perdite e frequenti interruzioni dell’erogazione.

Emblematica la cronaca di Siracusa della settimana appena trascorsa che ha registrato cedimenti della stessa condotta in due punti diversi, in due giorni diversi della settimana, con perdita di centinaia di mc di acqua potabile e relativa, prolungata interruzione della erogazione, che altro non è che l’ultimo di una serie di cedimenti delle tubature, ormai a cadenza quasi regolare! Ma non è finita qui! All’ottavo giorno terza rottura della stessa tubazione, sempre in Via Trapani.
Dal 18 Maggio scorso Siracusa detiene il record, difficilmente eguagliabile, di 3 rotture
in 8 gioni, in 3 punti diversi,  della stessa condotta idrica. Primato di cui andare veramente fieri!!!

Episodi del genere non sono certo un’esclusiva della mia città.

Le “reti” sono dei Comuni. Ma quanti sono i Comuni che provvedono alla loro sistematica manutenzione, o al rifacimento in situazione di fatiscenza? Quanti attingono a misure europee per progetti del genere? O si preferisce sostituire qualche metro di tubo, alla bisogna, un pò qua e un pò la? Pare proprio così. Ed è bene anche accennare alla sicurezza idrogeologica del territorio gravemente compromessa da decenni di cementificazione selvaggia, di manomissione di fiumi e di torrenti, di abbandono delle campagne, di mancati interventi regolatori, di indiscriminate autorizzazioni a prelievi di inerti e di materiali lapidei e di tanto altro.

Dal Sud al Nord. Sempre la settimana scorsa, la torrenziale pioggia di una notte ha fatto straripare il Seveso ed il Lambro a Milano ed ha  provocato la caduta di una consistente frana su una strada del  comasco.

Sono le “ultime di cronaca” che segnalano quanto urgente sia un piano nazionale per la sicurezza del territorio.
Dove ci sta anche la questione antisismica, che è forse la partita più consistente, già trattata dal gruppo di Consiglieri che si occupano di una  proposta  legge sui borghi. La consistente liquidità in arrivo (?) ci impegna tutti a far sì che non venga riversata su opere di indiscriminata cementificazione del territorio che sono l’ultima cosa di cui l’Italia ha bisogno.

Liliana Gissara – CDN

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