Nazionale

08-05-2018

I Fori e l’area archeologica centrale di Roma: la “madre” di tutte le questioni

Era il 1996 quando Antonio Cederna ricordava a tutti che la priorità per Roma era… “attivarsi per i Fori Imperiali, per la loro riunificazione e per l’acquisizione del cinquecentesco Palazzo Silvestri-Rivaldi … da destinare a complesso dove sistemare ed esporre tutto quanto potrà servire di introduzione e guida al Parco dei Fori”. Purtroppo, sono passati vent’anni e questo appello è rimasto inascoltato.

vai alla risoluzione votata all’Assemblea https://www.italianostra.org/risoluzione-dellassemblea-cittadina-sui-fori-e-sullarea-archeologica-centrale-di-roma/

vai al video – trailer https://www.youtube.com/watch?v=yeDG5GC3D2o&feature=youtu.be

L’ultima elaborazione di un piano di armonizzazione tra città moderna e Fori Imperiali risale ai piani dell’era Petroselli, negli anni ‘80. Soprintendenza di Stato e Comune di Roma avviarono un piano di riordino dell’Area Archeologica Centrale che prevedeva la messa in luce dell’antico contesto e la costituzione di un grande parco di collegamento con l’Appia Antica. Dopo studi, dibattiti, progetti e libri il sipario sembra inesorabilmente calato sul piano che, mai come oggi, sarebbe necessario per rilanciare la città eterna come meta turistica capace di reggere l’impatto pervasivo dei flussi turistici futuri.

Dagli anni ‘80 intere classi politiche si sono succedute producendo il nulla, se non interventi estemporanei e disorganici: la pedonalizzazione dei Fori, priva di ogni visione, ha trasformato tutta l’area in una sorta di sagra paesana per vu’ comprà e camioncini per bibite; gli scavi realizzati sul lato nord est di Via dei Fori Imperiali giacciono privi di senso mentre la Via Alessandrina viene inopinatamente demolita. Un elenco demoralizzante che però è poca cosa rispetto alle tante perplessità sollevate dal prolungamento della Metropolitana C fin dentro l’area monumentale. L’impatto degli enormi volumi cementizi interrati, devastanti già ora che l’opera non è ancora conclusa, e le molte difficoltà e sorprese che quotidianamente si verificano in cantiere richiedono un ripensamento e variazione del percorso previsto, con una diversa soluzione, più funzionale e rispettosa del delicatissimo tessuto monumentale degli antichi Fori Imperiali.

Nei progetti era previsto di destinare la Villa Silvestri-Rivaldi, vasto complesso quattrocentesco nel cuore dell’area, a sede del Museo dei Fori, capace di accogliere i reperti dell’Antiquarium Comunale, un patrimonio di grandissima importanza tutt’ora chiuso in casse sigillate e negato alla fruizione collettiva. La creazione di questo museo (sull’esempio del bellissimo Museo dell’Acropoli di Atene) dovrebbe essere una priorità assoluta per la città e solo un classe politica miope può pensare che questa iniziativa possa essere sostituita dall’esposizione di pochi pezzi negli arredi antiquari all’interno della futura stazione della metropolitana, mera integrazione per orientare i turisti verso la fruizione delle collezioni comunali e statali che dovrebbero essere, queste sì, la vera meta dei visitatori.

Per rilanciare la questione e rinnovare la richiesta di Antonio Cederna di riassetto dell’Area Archeologica Centrale e la realizzazione del Museo dei Fori, il 10 maggio 2018 alle ore 15.00 presso la sede nazionale in Viale Liegi 33, Italia Nostra incontra tutte le componenti sociali in assemblea cittadina.

 

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