Nazionale

24-04-2019

Il marcio che si annida negli incentivi per la produzione di energia da fonti rinnovabili

Il caso Siri ripropone alla pubblica attenzione il problema di come vengono spesi i tanti soldi prelevati dalle bollette degli italiani per incentivare la produzione di energia da fonti rinnovabili. Per Italia Nostra e le altre associazioni ambientaliste italiane, affrancare in tempi ragionevoli il nostro Paese dalle fonti fossili è questione prioritaria ma, nel contempo, si deve fermare l’assalto della speculazione di alcuni gruppi della Green Energy che vogliono realizzare grandi impianti per la produzione di energia dall’eolico industriale e il fotovoltaico a terra.

Questo tipo di impianti, con le vaste estensioni di pannelli solari a terra e le gigantesche torri eoliche, sta irrimediabilmente distruggendo una delle più grandi risorse italiane: il Paesaggio. Come sottolinea la Rete della Resistenza sui Crinali: «I 230 miliardi (attualmente ne vengono assegnati 12 ogni anno) già assegnati per incentivare la produzione da Fonti Energetiche  Rinnovabili (FER) elettriche sono troppi e concentrati in poche mani». Una delle conseguenze di questa concentrazione è quanto da tempo segnalato dalle testate giornalistiche, a partire dal Finantial Times: il malaffare. Dove c’è denaro a fiumi là piombano i corvi. Italia Nostra lo segnala da sempre, indipendentemente dai singoli fatti di cronaca, alimentati o meno da faide politiche. Gli incentivi hanno prodotto un mercato “drogato” dell’energia che non fa bene al Paese.

Così come da sempre l’Associazione propone alternative alla limitata produzione di energia realizzata in Italia dall’eolico: un misero 1,5% sul fabbisogno energetico totale. È anche un problema di equità sociale. Il fiume di denaro prelevato dalla bollette energetiche va indirizzato verso tutti cittadini per la produzione diffusa di energia, con l’effetto di alleviare la crisi economica e la creazione di lavoro vero e duraturo. Ma evidentemente, indipendentemente dai colori politici dei governi, questa soluzione non piace, non essendo “pilotabile” o adatta agli amici degli amici.

Mariarita Signorini – Presidente Nazionale Italia Nostra

Vitantonio Iacoviello – Consigliere Nazionale Italia Nostra

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