News dal territorio

29-06-2020

Il mare è una riga lunga e blu

La Riviera di Rimini è bella, anzi bellissima! Ed è per questo che è dopo Bolzano la prima provincia in Italia per Pil turistico pro capite, calcolato in oltre 16 miliardi di euro in Regione, 9 dalle province della Romagna, 3,5 miliardi di euro, due terzi dei quali di valore diretto e un terzo sull’indotto. Un comparto d’assoluto valore dovuto proprio alla bellezza del proprio territorio e del proprio mare capace di convincere milioni di turisti ogni anno a scegliere la Riviera di Rimini e non altre destinazioni, perché è chiaro che se non avessimo questo valore aggiunto fatto di bellezza, servizi, offerte, il nostro territorio non avrebbe mai potuto raggiungere questi risultati.

Ora, di fronte alla minaccia per la bellezza del nostro mare – quella che alla fine di una giornata sulla spiaggia ti fa sentire felice e in pace con il mondo – rappresentata dalla realizzazione dell’impianto industriale eolico sul tratto frontistante il litorale da Bellaria a Cattolica – 59 aerogeneratori alti 235 metri posti a 680 metri l’uno dall’altro, 114 Km2 di concessione demaniale come due volte lo Stato di San Marino – scendono in campo i pezzi da 90 di Legambiente che, uno di Palermo, uno di Roma, nel loro lungo commento sul Corriere di Romagna ci fanno notare nella riga e mezzo scarsa con cui stralciano il tema: “difficile immaginare anche un solo turista che evita la Romagna per dei mulini a vento quasi invisibili dalla spiaggia

Scrivono proprio così Roberto della Seta e Francesco Ferrante, per lungo tempo rispettivamente Presidente e Direttore generale di Legambiente nazionale per poi proseguire nelle file del PD una carriera come senatori. Delle due: o non conoscono il progetto e il territorio – ma come si fa ad affermare in tutta coscienza che dalla spiaggia non si vedono 59 strutture in perenne movimento alte 235 metri, come e più del promontorio di Gabicce – ed allora ha pienamente ragione il Presidente della Regione Stefano Bonaccini quando in altro contesto ha recentemente affermato “ho l’impressione conosciate molto poco il progetto e conosciate molto poco il territorio riminese” – oppure si mettono in campo da bravi comunicatori professionisti quali sono quelle tecniche (“mulini a vento”, hanno il coraggio di chiamare così questi mostri incombenti) che non affrontano la vera domanda, quella che tutte le persone di buon senso e che amano il territorio riminese non possono non porsi: “quanto degrado questa struttura industriale apporterà al paesaggio e all’ambiente del nostro territorio.” Gli elementi ci son tutti, basta guardare la pianta e le dimensioni dell’impianto per rendersi conto del dramma incombente, ma ancora qualcuno colpevolmente tergiversa, forse aspettando di realizzare in maniera irreversibile un mostro che avrà effetti negativi e senza dubbio sul paesaggio e che ricadranno sulle generazioni future.
E così, mentre i nostri competitor come la Regione Trentino Alto Adige promuove il proprio appeal turistico acquistando sul Corriere della Sera una doppia pagina in cui con montagne, laghi, ciclisti tocca il desiderio di immersione nella natura e nella bellezza del paesaggio, qualcuno lavora affinché il nostro mare, quella “riga lunga e blu” di Tonino Guerra, diventi come ha detto l’assessore al Turismo dell’Emilia Romagna Andrea Corsini“ più che un mare una foresta ma di ferro e carbonio.
Dovrebbe ben saperlo il senatore Ferrante di origini palermitane quanto sia importante il paesaggio visto che il progetto per la realizzazione della prima centrale eolica galleggiante del Mediterraneo potrebbe essere costruita al largo della Sicilia prevedendo che le 25 turbine eoliche galleggianti siano poste a più di 35 km al largo di Marsala “e gli stessi tecnici promettono che non saranno visibili da terra e dunque non potranno “inquinare” il bel panorama che si può vedere da questo spezzone di costa siciliana.”

Un sospetto ci attanaglia. Non vorremmo che qualcuno consideri il nostro territorio così fortemente compromesso e così degradato da essere irrilevante la presenza del più grande impianto industriale eolico del Mediterraneo come sembra avanzare, sempre sulle pagine del Corriere di Romagna il romagnolo ma di Lugo Paolo Galletti, della Federazione dei Verdi di Romagna, che candidamente, dopo aver ricordato la genesi del verbo “riminizzare”, il traffico automobilistico caotico della riviera, le piattaforme a mare, l’erosione delle spiagge, il traffico navale di idrocarburi, le fogne che scaricano in mare e l’inquinamento dall’agricoltura, afferma letteralmente “sembra invece che la proposta di installare pale eoliche avvenga in una specie di eden incontaminato, quasi in un film di Walt Disney.”

Non saremo un eden incontaminato ma neppure un immondezzaio dove fare affari che nessuno vuole perché noi, con le parole di Tonino Guerra, crediamo che tutti “abbiano bisogno di nutrirsi d’infinito e l’infinito di tutti noi romagnoli è il mare”.

Rimini, 29 Giugno 2020

Italia Nostra Rimini

Cs 29 GIUGNO 2020

 

Italia Nostra Onlus