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28-10-2020

In ricordo di Giovanni Cialone (1950-2020)

Giovanni Cialone, esponente di punta di questa Sezione di Italia Nostra e della locale condotta di Slow Food, è scomparso improvvisamente e prematuramente nel giugno scorso, nel pieno della sua vulcanica attività.

Laureatosi in Architettura nel marzo 1977 presso l’Università degli Studi “G. D’Annunzio” di Pescara, nel giugno 1985 entra in ruolo nel Ministero per i Beni culturali e ambientali presso la Soprintendenza dell’Aquila con la qualifica di Architetto direttore.

Dopo aver collaborato alcuni anni con l’UCCR Ufficio Consulenza e Controllo sulla Riattazione istituito a seguito del terremoto del 1984 nel Parco Nazionale d’Abruzzo, nel gennaio1994 si trasferisce presso il Servizio per la Protezione civile della Regione Abruzzo e nel 1996 prende servizio presso il GNDT/CNR GruppoNazionale per la Difesa Terremoti del Consiglio Nazionale delle Ricerche confluito poi nell’ITC Istituto per le Tecnologie della Costruzione dove rimane sino al pensionamento avvenuto nell’agosto 2014.

Molteplici i suoi interessi che si dividono tra quelli lavorativi legati alla mitigazione del rischio sismico anche partecipando attivamente senza risparmiarsi e ben al di là dei doveri d’ufficio alle emergenze dei post terremoti da quello del 1984 a quello dell’Aquila del 2009, alla difesa dell’ambiente, dei beni culturali -primi fra tutti quelli archeologici- e ai beni comuni in generale.

Appassionato naturalista, conoscitore della montagna appenninica e grande escursionista, è stato consigliere del Parco Nazionale Gran Sasso-Monti della Laga dall’aprile 1996 al maggio 2001, quindi vicepresidente per due mandati dal gennaio 2002 al gennaio 2007. Di recente era stato nominato componente del comitato di gestione della Riserva naturale regionale delle sorgenti del fiume Vera a Tempera nel Comune dell’Aquila.

Come assessore al Comune dell’Aquila nella giunta di centro-sinistra del Sindaco Antonio Centi negli anni novanta ha tra l’altro promosso la valorizzazione dell’area archeologica di Amiternum, a lui tanto cara essendo di San Vittorino, mediante concerti ed eventi culturali estivi nel teatro romano. Impegno profuso anche negli ultimi tempi come esponente di Italia Nostra nell’organizzazione di conferenze e visite guidate relative alle catacombe paleocristiane in S. Michele di San Vittorino e a quell’inedita Amiternum medievale emergente dagli scavi dell’Università dell’Aquila in corso presso Campo Santa Maria con la basilica di S. Maria in Civitate.

Iscritto alla Sezione aquilana di Italia Nostra sin dal gennaio 1987 entra prima nel Collegio dei Revisori e poi, dal novembre 1990, nel Consiglio direttivo. Proprio in qualità di componente del direttivo ha promosso in questo decennio post sisma 2009 energiche battaglie per la salvaguardia del territorio e dei centri storici. Dalla denuncia delle superfetazioni incongrue negli edifici del centro storico dell’Aquila all’opposizione vittoriosa contro le progettate varianti Anas delle strade statali 17 e 80 nella Valle dell’Aterno, dall’invito all’amministrazione comunale dell’Aquila ad avere coraggio nel liberare le Mura urbiche, ora in corso di restauro, dagli edifici addossativi negli anni Sessanta-Settanta, all’opposizione al nefasto disegno di legge regionale per la riduzione della superficie del Parco regionale Sirente-Velino. Tra i progetti di valorizzazione dei nostri territori montani cui stava lavorando meritano di essere ricordati il Cammino dei Normanni e il Cammino della Baronia, entrambi da lui ideati e in via di realizzazione.

Delle sue varie ricerche e pubblicazioni possiamo ricordare gli importanti volumi curati insieme all’ing. Giandomenico Cifani, anche questi storico esponente della Sezione di Italia Nostra, su Archeologia e Terremoto e su Le Terre della baronia, quest’ultimo con il rilievo sistematico degli edifici ecclesiastici in sei comuni pedemontani del Gran Sasso e la valutazione della loro vulnerabilità sismica. E ci piace ricordare che uno dei suoi ultimi contributi scientifici è stato accolto proprio su questa Rivista Abruzzese lo scorso anno (n. 3/2019), ossia lo studio delle antiche, imponenti, strutture murarie poligonali di contenimento idraulico in area Amiternina.

In sua memoria la condotta cittadina di Slow Food gli ha intitolato la neonata Comunità del pane casereccio aquilano di grani di montagna, e questa Sezione di Italia Nostra ha deciso di intitolare al suo nome la biblioteca.

 La Sezione di Italia Nostra “CarloTobia” L’Aquila

Italia Nostra Onlus