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18-05-2019

#INheritageweek – Gita a Vipiteno. Un’altra città di confine in primo piano

In sintonia con le tante iniziative che si sono svolte in occasione della settimana dedicata da Italia Nostra al Patrimonio Culturale, continua il nostro viaggio ai confini di questa provincia di confine, autonoma e trasnazionale per necessità, europea per vocazione.

Dopo Dobbiaco a est e Glorenza a ovest, eccoci a Vipiteno (Sterzing), alta valle del fiume Isarco, Vallis Vipitina o Wipptal, 15 km dal passo del Brennero, confine nord dell’Alto Adige e dell’Italia, un confine che non si vede più, se non per qualche cartello e per estemporanee iniziative politiche. A quasi 1.000 mslm, incastonato tra alte montagne e famosi campi da sci, Vipiteno è uno dei borghi più belli d’Italia (uno dei cinque in Alto Adige) e ha molto da offrire ai suoi quasi 7.000 abitanti e ai turisti, ma anche orgogliosamente alla sua provincia autonoma.

A Vipiteno abbiamo visto la storia attraverso opere spesso letteralmente stratificate e talvolta stravolte nei secoli, rifacimenti e restauri, tracce culturali dell’interesse per questo luogo strategico per i romani fin dal 14 a.C. e successivamente snodo di scambi commerciali importanti, così come di redditizie miniere, cui è stato dedicato un museo.

Ad accoglierci in città la visione della Torre delle Dodici, che dal 1472 divide la Città Vecchia dalla Nuova, e la signora Norma Corti dell’Ufficio Turistico, davvero straordinaria interprete del patrimonio culturle. A lei dobbiamo la nostra visita all’antico Municipio, che si fregia in particolare della sala consiliare più bella della provincia. La sala custodisce di fatto splendidi dipinti su tela e incisioni ligneee, ma soprattutto un sorprendente quanto celebre lampadario, da scoprire e interpretare (il gesto di Lucretia, 509 a.C.).

E poi la Chiesa di Santo Spirito, del 1399, dove sono riemersi affreschi del primo ‘400, e la parrocchiale Madonna della Palude, edificata sui resti di una chiesa romanica accanto ad un cimitero romano (lo testimonia la lapide mortuaria di Postumia Victorina ora incastonata nella parete nord della navata, testimonianza del non indolore passaggio dal gotico al barocco. Infine Herr Messner, un brillante custode-guida, ci ha dischiuso il mondo – e l’arte – nel palazzo dell’Antica Commenda dell’Ordine Teutonico, che comprende il Museo Civico, il Museo Multscher, l’Istituto Musicale e la sede della Bürgerkapelle Sterzing e la piccola Chiesa di Santa Elisabetta a pianta ottagonale, con volta affrescata da Matthäus Günther (1730).

Pierfrancesco Cegna

Segretario-coordinatore e addetto stampa

ITALIA NOSTRA – Bolzano

 

Italia Nostra Onlus