News dal territorio

03-03-2017

Interconnector Italia/Svizzera

Un grande impianto di distribuzione dell’energia elettrica che dal confine con la Svizzera attraverso la Valle Ossola e il Lago Maggiore dovrebbe arrivare nei pressi di Milano

Mentre si aspettano novità dal sito del Ministero Ambiente che gestisce la procedura di VIA di Interconnector, l’attenzione è diretta, ancora una volta, alle intenzioni dei Sindaci dei Comuni Ossolani, ma non solo, che oltre che essere interessati dal passaggio della grande opera, possiedono anche una parte delle chiavi che dovrebbero, o almeno potrebbero, aprire o chiudere definitivamente la questione. Anche l’Ente Provincia, rinsaldato dall’esito referendario, sembra ora interessato ad assumere un ruolo di maggior protagonismo, almeno a livello di coordinamento degli Enti Locali del Territorio, questo a sentire o meglio a leggere alcune considerazioni che il Presidente del VCO ha, recentemente, reso. Si profila dunque una nuova stagione di interesse per la vicenda, cui il Comitato costituito nelle valli interessate al passaggio, non manca di dare nuovo stimolo, programmando nuove azioni e incontri sul tema. Mentre dunque a livello locale si riaccende la discussione, si incominciano ad esaminare le controdeduzioni che Terna ha prodotto a fronte delle tante osservazioni da più parte prodotte. Nel complesso le controdeduzioni non sembra che spostino di molto, anzi molto poco il problema, ossia non introducono quelle modifiche sostanziali al progetto che avrebbero potuto attenuare l’opposizione che sta avendo . La centrale di smistamento magari troverà una diversa collocazione, ma non certo una diversa soluzione realizzativa, cosa che invece è stata fatta su di un altro impianto transfrontaliere; gli interramenti verranno limitati a poca cosa, mentre in val di Susa saranno 150 chilometri di linea quelli interrati. Si potrebbe continuare così per capire che i 10 mesi di di sospensione chiesti da Terna, non sono serviti a cambiare il quadro strutturale del progetto, semmai a cercare, con i buoni uffici della Regione, di strappare un assenso preventivo ai Comuni dei territori interessati. Poca cosa anche questa se è vero che molti non hanno firmato quel protocollo di intesa, ma nel frattempo dagli altri Comuni, i non firmatari, ci si sarebbe aspettato qualche cosa di più. Ora si muoveranno e come ? Lo vedremo presto, ma il dubbio è che la politica abbia già fatto una sua scelta e che l’attivismo regionale in proposito non si stato vano. Si vedrà anche se il neo attivismo prospettato dal Presidente Provinciale non sarà vano. Giustamente egli ha posto l’accento sulla questione della razionalizzazione delle linee esistenti dell’ alta Formazza. Era questo un impegno di Terna assunto con la Regionale Piemonte già nel 2012, a prescindere dall’Interconnector, ma con l’avvento di quest’ultimo progetto, Terna ha fatto confluire la razionalizzazione dentro un unico grande progetto, quasi a voler legare la realizzazione del primo impegno al secondo. Con la stessa moneta non è possibile pagare la stessa merce; bisognerebbe essere chiari su questo punto. Gli impegni precedenti andavano e vanno rispettati e fatti rispettare comunque. Se poi l’avvento dell’Interconnector avesse comportato modifiche anche alla razionalizzazione, questo sarebbe stata un’altra questione che avrebbe avuto modo di essere risolta a suo tempo. Il fatto è che con l’avvento dell’Interconnector Terna ha rinviato o subordinato i suoi impegni precedenti e su questo fatto occorrerebbe che la Regione dicesse qualche cosa di chiaro e definito. Questo dunque sembra essere ora il punto della questione.

 

Italia Nostra Onlus