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06-07-2015

L’Assemblea Regionale Siciliana approva il nefasto ddl sui centri storici

Con 51 voti a favore e nessun voto contrario, l’Assemblea Regionale Siciliana ha approvato ieri, martedì 7 luglio 2015, il nefasto disegno di legge sui centri storici. “Il voto conferma la validità del lavoro portato avanti prima in commissione poi in Aula”, commenta Anthony Barbagallo, deputato del Pd. “E’ stato un lavoro di squadra che ha coinvolto ordini professionali, università e rappresentanti degli enti locali. Quella che abbiamo appena approvato – conclude Barbagallo – è una legge che restituisce vita ai centri storici aprendo la strada ad una fruizione intelligente e agevole, basti pensare alla prevista possibilità di prevedere all’interno del centro storici interventi di edilizia economica e popolare per le giovani coppie”.

Cosa possiamo dire noi di Italia Nostra, dopo quello che abbiamo già detto, affermato nei giorni e nei mesi scorsi? La Regione Siciliana ha approvato un disegno di legge che favorisce la distruzione dei centri storici dell’Isola. Di questo ddl Pier Luigi Cervellati ha scritto: “Questa legge annienta le città storiche della Sicilia e ci farà apparire tutti come seguaci dell’Isis”. Insomma: come il crollo di Agrigento e il “sacco” di Palermo furono il nefasto “esperimento” di una politica urbanistica e territoriale che intaccò quasi subito le altre Regioni, così questa legge – anticostituzionale, fuorilegge rispetto al decreto legislativo 42/2004 – può pericolosamente diventare riferimento politico-amministrativo per altre regioni e città metropolitane del nostro Paese. Di certo in Sicilia le contraddizioni tra proclamate politiche di tutela e valorizzazione dei territori, del patrimonio storico, artistico e paesaggistico da un lato, e realtà dei fatti, degli atti politici e amministrativi dall’altro, sono sempre più insostenibili. Insopportabili. Tragica, evidente è l’inadeguatezza culturale e politica di una classe dirigente incapace di governare la Sicilia contemporanea. Incapace di governare la complessità. Che dire, poi, riguardo agli attuali deputati dell’Assemblea Regionale Siciliana? In un modo o nell’altro, essi devono giustificare la loro presenza, la loro azione a Palazzo dei Normanni (Palazzo Reale), sede dell’Ars. Di certo essi devono contenere, in un modo o nell’altro, la gravissima crisi politica e istituzionale che sta attraversando i palazzi del governo e del parlamento siciliano.

Di certo noi di Italia Nostra continueremo la nostra battaglia a difesa dei valori del territorio, del paesaggio, del patrimonio storico-artistico. A difesa dei centri storici. Nell’interesse dei cittadini e dell’Isola più bella e importante del Mediterraneo.

Leandro Janni – Presidente regionale di Italia Nostra Sicilia

Vai al documento: “Centri storici siciliani. Attualità e valore della Carta di Gubbio”

Nota di Leandro Janni – Presidente regionale di Italia Nostra Sicilia   Legge regionale sui centri storici siciliani e medaglie al disonore

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CENTRI STORICI SICILIANI, ITALIA NOSTRA: “NO AL NEFASTO DDL IN APPROVAZIONE DOMANI”

Domani martedì 7 luglio 2015 l’Assemblea Regionale Siciliana esprimerà il voto finale sul DDL relativo ai centri storici siciliani, una legge che Italia Nostra non esita a definire “pessima” perché la sua approvazione rischia di cancellarli definitivamente. «Un attacco speculativo senza precedenti” lo definisce Leandro Janni, presidente Italia Nostra Sicilia “che arriva proprio nel momento in cui la Sicilia riceve il settimo riconoscimento Unesco per il suo speciale patrimonio arabo-normanno».  Dopo la sconcertante decisione di appena un mese fa di riaprire una sanatoria edilizia che apre la strada a migliaia di nuovi condoni in Sicilia, l’Assemblea Regionale Siciliana sferra un altro pesante attacco al patrimonio architettonico e paesaggistico dell’Isola. «Mi chiedo come mai tutto ciò possa ancora accadere” afferma il presidente Nazionale di Italia Nostra, Marco Parini. Le nostre sezioni siciliane e Italia Nostra tutta si stanno impegnando in una campagna di sensibilizzazione sulla popolazione, nonchè con appelli verso i politici locali e ha già ricevuto l’appoggio di importanti urbanisti».

Nel corso della seduta di mercoledì 1 luglio scorso, l’Assemblea Regionale Siciliana ha approvato l’intero articolato del disegno di legge n. 602 denominato “Norme per favorire il recupero del patrimonio edilizio di base dei centri storici”, con gli ultimi, irrilevanti emendamenti. Manca soltanto il voto finale al disegno di legge, che sarà dato domani. «Nei primi giorni di marzo 2015, l’iter del DDL, a causa delle aspre critiche delle associazioni culturali e ambientaliste e del mondo universitario, fu sospeso, tornando in IV Commissione Ambiente e Territorio, dove siamo stati riascoltati. Tutto ciò non è servito a nulla. Alla luce di quanto letto nel testo finale dell’articolato di legge, non possiamo che confermare le nostre critiche e osservazioni in ordine al nefasto provvedimento legislativo» sottolinea Janni.

Esso, infatti, appare conforme alla logica rozza e sbrigativa dello “Sblocca Italia”. In ossequio ai dettami contemporanei del “fare”, proponendosi di rilanciare l’asfittico comparto edilizio e invogliando i cittadini a effettuare interventi di ristrutturazione negli antichi fabbricati, il disegno di legge intenderebbe superare le note “difficoltà di elaborazione e approvazione dei piani particolareggiati”, consentendo interventi diretti e immediati sulle singole unità edilizie, bypassando dunque i tradizionali, imprescindibili strumenti urbanistici e pianificatori. Per raggiungere tali obiettivi, la proposta legislativa si fa portatrice di una preoccupante e sconcertante serie di “semplificazioni”, ricorrendo a regole generiche e sommarie, uguali per tutti i comuni dell’isola – da Siracusa a Ragusa Ibla, da Catania a Palermo, da Trapani a Caltanissetta. E’ evidente che in tal modo si considera secondario, assolutamente marginale, l’obiettivo basilare della tutela e della conservazione del patrimonio storico e artistico, indicato chiaramente dall’art. 9 della Costituzione, dal Codice dei beni culturali e del paesaggio e persino dalla legge urbanistica regionale del 27 dicembre 1978, n. 71 (vedi Titolo V, art. 55).

«Per Italia Nostra tutto questo è inaccettabile. Noi, semmai, riteniamo che le cosiddette “Norme per favorire il recupero del patrimonio edilizio di base dei centri storici” possano rappresentare lo strumento funzionale per aggirare piani e regole fondamentali, per rimuovere quelle analisi storiche e urbanistiche imprescindibili per comprendere le diverse, specifiche realtà territoriali. Pertanto, manifestiamo la nostra più decisa opposizione, richiamando i principi della carta di Gubbio, a cominciare dalla pianificazione preventiva. Chiediamo quindi, ancora una volta, che si respinga in Aula tale provvedimento legislativo che, di fatto, costituisce un grave pericolo per la sopravvivenza dei centri storici siciliani» conclude Janni.

 

ITALIA NOSTRA – ufficio stampa

Maria Grazia Vernuccio tel. 335.1282864 – mariagrazia.vernuccio@gmail.com

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Nel corso della seduta di mercoledì 1 luglio 2015, l’Assemblea Regionale Siciliana ha approvato l’intero articolato del disegno di legge n. 602 denominato “Norme per favorire il recupero del patrimonio edilizio di base dei centri storici”, con gli ultimi, irrilevanti emendamenti. Manca soltanto il voto finale al disegno di legge, che sarà dato martedì prossimo, 7 luglio 2015. Nei primi giorni di marzo 2015, l’iter del ddl, a causa delle aspre critiche delle associazioni culturali e ambientaliste e del mondo universitario, fu sospeso, tornando in IV Commissione Ambiente e Territorio, dove siamo stati riascoltati. Tutto ciò non è servito a nulla. Alla luce di quanto letto nel testo finale dell’articolato di legge, non possiamo che confermare le nostre critiche e osservazioni in ordine al nefasto provvedimento legislativo.

Esso, infatti, appare conforme alla logica rozza e sbrigativa dello “Sblocca Italia”. In ossequio ai dettami contemporanei del “fare”, proponendosi di rilanciare l’asfittico comparto edilizio e invogliando i cittadini a effettuare interventi di ristrutturazione negli antichi fabbricati, il disegno di legge intenderebbe superare le note “difficoltà di elaborazione e approvazione dei piani particolareggiati”, consentendo interventi diretti e immediati sulle singole unità edilizie, bypassando dunque i tradizionali, imprescindibili strumenti urbanistici e pianificatori. Per raggiungere tali obiettivi, la proposta legislativa si fa portatrice di una preoccupante e sconcertante serie di “semplificazioni”, ricorrendo a regole generiche e sommarie, uguali per tutti i comuni dell’isola – da Siracusa a Ragusa Ibla, da Catania a Palermo, da Trapani a Caltanissetta. E’ evidente che in tal modo si considera secondario, assolutamente marginale, l’obiettivo basilare della tutela e della conservazione del patrimonio storico e artistico, indicato chiaramente dall’art. 9 della Costituzione, dal Codice dei beni culturali e del paesaggio e persino dalla legge urbanistica regionale del 27 dicembre 1978, n. 71 (vedi Titolo V, art. 55).

Per Italia Nostra tutto questo è inaccettabile. Noi, semmai, riteniamo che le cosiddette “Norme per favorire il recupero del patrimonio edilizio di base dei centri storici” possano rappresentare lo strumento funzionale per aggirare piani e regole fondamentali, per rimuovere quelle analisi storiche e urbanistiche imprescindibili per comprendere le diverse, specifiche realtà territoriali. Pertanto, manifestiamo la nostra più decisa opposizione, richiamando i principi della carta di Gubbio, a cominciare dalla pianificazione preventiva. Chiediamo quindi, ancora una volta, che si respinga in Aula tale provvedimento legislativo che, di fatto, costituisce un grave pericolo per la sopravvivenza dei centri storici siciliani.

Un attacco speculativo senza precedenti, nel momento in cui la Sicilia riceve il settimo riconoscimento Unesco per il suo speciale patrimonio arabo-normanno.

 

Arch. Leandro Janni – Presidente del Consiglio regionale di Italia Nostra Sicilia

 

 

 

 

 

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