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25-09-2019

Italia Nostra fortemente contraria al prestito dell’Uomo Vitruviano di Leonardo al Louvre

“Italia Nostra ha forti perplessità – dichiara Mariarita Signorini, Presidente nazionale di Italia Nostra –  sulla legittimità del Memorandum d’Intesa per lo scambio di opere d’arte tra Roma e Parigi firmato ieri a Parigi dal ministro Dario Franceschini e dal suo omologo francese, Franck Riester, perché include anche il contestatissimo prestito dell’Uomo Vitruviano di Leonardo Da Vinci, conservato presso le Gallerie dell’Accademia di Venezia.

Mentre fuori dall’Italia la concessione dei prestiti è molto oculata, ai nostri musei spesso arrivano richieste che non andrebbero neppure prese in considerazione, politicamente e scientificamente inammissibili, come la richiesta dell’Uomo Vitruviano di Leonardo per una mostra a Parigi, inizialmente respinta da Alberto Bonisoli e ora accolta da Dario Franceschini. Lo scorso anno la Francia lo aveva richiesto ma l’ex Direttrice, Paola Marini, aveva dato parere contrario, anche su indicazione del responsabile del Gabinetto delle Stampe delle Gallerie. Negli scorsi mesi l’ex segretario generale del MiBAC, Giovanni Panebianco, ha chiesto di riconsiderare il prestito e l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze e l’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro di Roma hanno dato parere positivo allo spostamento del disegno. Italia Nostra, pertanto, chiede di sapere quali siano le motivazioni tecnico-scientifiche ed oggettive che hanno portato alla modifica del provvedimento.

Infatti, si ricorda che, ai sensi dell’art. 66, comma 2, del Codice dei beni culturali, non possono uscire dal territorio della Repubblica “i beni che costituiscono il fondo principale di una determinata ed organica sezione di un museo, pinacoteca, galleria, archivio o biblioteca o di una collezione artistica o bibliografica”. E l’Uomo Vitruviano appartiene al fondo principale delle Gallerie dell’Accademia, in base all’identificazione fatta con nota del 23 ottobre 2018 (Prot. 2470) dell’ex Direttrice del Museo, Paola Marini.

Sempre in base all’art. 66, comma 2, del Codice dei beni culturali, non possono uscire dal territorio della Repubblica “i beni suscettibili di subire danni nel trasporto o nella permanenza in condizioni ambientali sfavorevoli”. Nei mesi scorsi l’Uomo Vitruviano è stato esposto nella mostra “Leonardo da Vinci. L’uomo modello del mondo” alle Gallerie dell’Accademia. Il funzionario responsabile del Gabinetto Disegni e Stampe delle Gallerie dell’Accademia a tal riguardo scrive: “L’ipotesi di mostrare il foglio nell’autunno prossimo dello stesso anno al Louvre, quindi in un arco temporale brevissimo, contravvenendo alle norme tecniche e conservative, sottopone il disegno a un rischio elevato ed eccessivo non giustificabile e sostenibile per un’opera di tale rilevanza. Per compensare la doppia esposizione, le Gallerie dell’Accademia si vedrebbero costrette a non rendere visibile il disegno per molti anni, con grave pregiudizio per le proprie collezioni”.

Viste tutte queste perplessità, Italia Nostra verificherà che tutte le procedure siano state seguite correttamente e che l’Uomo Vitruviano non abbia a subire spostamenti che ne mettano a rischio la conservazione, riservandosi eventuali ricorsi al TAR in caso contrario.

Siamo assolutamente contrari, perché si va a prestare un’opera dal valore inestimabile – spiega la presidente Signorini  – senza tenere in debita considerazione quanto prescritto dal Codice. Bene aveva fatto l’ex ministro Bonisoli a bloccare anche il trasferimento delle “Sette opere di Misericordia” del Caravaggio all’interno della stessa città di Napoli.”

ITALIA NOSTRA

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