News dal territorio

19-11-2019

Italia Nostra Genova: no alle grandi opere, sì alla cura del territorio

In questi giorni molte voci in Italia sono tornate a invocare l’accelerazione dei cantieri delle cosiddette ‘grandi opere’.

Italia Nostra respinge l’idea che al Paese serva lo sblocco delle grandi opere: ben altre sono le necessità di un territorio fragilissimo che deve essere preservato da ulteriori aggressioni.

La Legge Obiettivo, varata sotto il Governo Berlusconi, con la scusa di favorire la speditezza dei cantieri ha scardinato le procedure per assentire le grandi opere, privando gli enti locali della possibilità di interlocuzione, e secondo Raffaele Cantone, ex presidente dell’Autorità Anticorruzione, è stata “criminogena”.

Solo una prudente analisi dei vantaggi e delle criticità ambientali, ivi compresa la sostenibilità economica, può permettere di selezionare quali opere siano necessarie al territorio, prevedendo, comunque, misure di mitigazione degli effetti negativi e di adeguata compensazione.

Lo scandalo del MOSE a Venezia costituisce un fulgido esempio di nefasto indirizzo politico, che non ha considerato le ripercussioni ambientali, gli esorbitanti costi, non ha vigliato sulla puntuale esecuzione della grande opera e non ha evitato le malversazioni.

Dopo 30 anni di promesse e tangenti, un’opera altamente impattante sotto il profilo ambientale non è neppure stata terminata e quindi non ha contenuto alcun effetto dell’inondazione di Venezia.

Il territorio e il patrimonio artistico e culturale di Venezia sono da preservare e difendere. Le criticità ambientali sono sotto gli occhi di tutti: molte derivano dai cambiamenti climatici di cui l’uomo è il maggior responsabile, altre da scelte di politica del territorio che hanno portato conseguenze negative come frane, inondazioni, alluvioni e terremoti.

Per evitare di ripetere decisioni scellerate è indispensabile una puntuale analisi critica del passato: riduzione degli alvei dei fiumi, tombamento dei torrenti, cementificazione delle colline, costruzioni sugli arenili, impermeabilizzazione dei suoli, sbancamenti ed escavazioni delle montagne, disboscamenti selvaggi, senza alcun criterio di sostenibilità ambientale, hanno portato ai risultati che sono sotto gli occhi di tutti, ovvero distruzione di paesaggio, di bellezze naturali, di ecosistemi, danni economici ingenti e disagi alla popolazione.

Italia Nostra chiede una legge contro il consumo del suolo.

Ritiene che le manutenzioni siano essenziali per prevenire e contenere gli eventi naturali, che una seria pianificazione urbanistica e paesaggistica sia ineludibile, che la partecipazione informata della popolazione sia doverosa.

Chiede, con forza, che la tutela dell’ambiente e la salute dell’uomo siano i criteri primari a cui uniformare le scelte politiche per rendere il nostro Paese più vivibile, nel rispetto della natura.

Italia Nostra Onlus