Comunicati

01-10-2019

Italia Nostra in 7a Commissione Cultura del Senato per relazionare su “Volontariato e professioni nei beni culturali”

A ormai quasi due anni dalla promulgazione del Codice per il Terzo Settore, riscritto in ragione delle diverse istanze di rinnovamento e della notevole crescita del volontariato, Italia Nostra presenta oggi alla 7a Commissione Cultura del Senato le proprie osservazioni sulle implicazioni che le attività dei volontari possono avere nella Valorizzazione e nella Tutela dei Beni Culturali. Al documento hanno collaborato Michele Campisi, Agostino Burreca, Ebe Giacometti, Maria Rosaria Iacono, Mariarita Signorini e Irene Ortis.

Scarica il documento completo AUDIZIONE 7 COMMISSIONE SENATO 1 ottobre_2019

Vai alla diretta dell’Audizione http://webtv.senato.it/webtv_comm?video_evento=25601

Il binomio terzo settore e valorizzazione culturale risulta ancora concettualmente fermo al campo economico, con la prevalenza delle istanze di occupazione, sviluppo e redditività a discapito della Promozione dello Sviluppo Culturale dell’intera Repubblica. A tale sviluppo dovrebbero partecipare, con finalità di Solidarietà Sociale, i soggetti privati, singoli o associati – cioè consorzi non imprenditoriali e associazioni culturali o di volontariato, dotate di adeguati requisiti che abbiano per statuto finalità di promozione e diffusione della conoscenza dei beni culturali.

Se questi sono i principi base, negli ultimi anni ci pare di poter asserire il fallimento del tentativo di chiamata a cooperazione delle associazioni senza fini di lucro. Allo stato delle cose qualsiasi progetto di valorizzazione che coinvolga il Terzo settore richiederebbe una riorganizzazione delle strutture centrali e periferiche del Ministero, di non facile attuazione considerato il poco tempo trascorso dalle ultime riforme che hanno stressato in particolare modo le Soprintendenze. Un auspicabile coinvolgimento del Terzo settore non potrà avere effetti positivi ed evitare storture già emerse in altri contesti, senza la risoluzione delle permanenti criticità di un vasto ventaglio di riforme della P.A. attinenti in particolare alle professionalità del settore (vedi c.d. Legge Bassanini n.59 del 15.03.1997 – D. Lgs 165/2001) e di leggi dello Stato rimaste incompiute.

In questo quadro la definizione di assegnazione attraverso bandi deve essere adeguata alle caratteristiche dei soggetti del Terzo settore e del loro ruolo di attivatore delle comunità. In ragione di ciò, l’affidamento della gestione diviene non il fine, ma lo strumento di attivazione dei soggetti no profit, nel contesto di una più vasta azione di valorizzazione non esclusivamente economica degli stessi.

Su questo tema, Italia Nostra ha sperimentato diverse modalità di gestione – come nel caso degli Eremi della Majella – nel recupero dei siti culturali minori o meno conosciuti, riattribuendo alle comunità locali il ruolo di “gestori” del proprio patrimonio monumentale, spesso con il coinvolgimento delle generazioni più giovani, attraverso modelli di gestione partecipati e condivisi con finalità attrattive verso i territori. In quest’ottica, si inserisce pure l’attuale recupero dell’area dei Bagni di Petriolo in provincia di Siena, che pone in essere un sistema di relazioni e di rete tra vari soggetti (proprietà, no profit, regione, comuni e università) e mette, anche qui, il territorio come “committente” principale, attivando investimenti privati coerenti con gli obiettivi di conservazione. Altra buona pratica ormai consolidata da anni di esperienza è la raccolta di fondi per finanziare il restauro di beni culturali minori, azioni che Italia Nostra porta avanti costantemente attraverso l’attività delle sezioni territoriali – Palermo, Lentini, Castelfidardo (Marche), Arcipelago Toscano, Firenze, Castiglione della Pescaia, Milano, Lomellina, Bergamo, per citarne solo alcune – e che hanno portato al restauro di palazzi, cappelle, affreschi, tele, altari, marmi, archivi, etc. in un rapporto virtuoso tra volontariato e territorio.

Il tema della qualità nel nostro campo è fondamentale. Sia gli interventi da sostenere, che il personale coinvolto devono garantire un alto livello culturale e scientifico. Crediamo sia arrivato il momento di dire basta alla combinazione volontario = operatore culturale tout court. Chi opera professionalmente nell’ambito dei beni culturali deve essere garante di qualità dei contenuti, ancor più quando opera professionalmente per il Terzo Settore.

Indicativo in tal senso è il tema della qualità culturale delle attività e servizi collegato ai flussi turistici. Un Paese ricco di emergenze culturali come l’Italia, rischia ogni giorno di più di assecondare i principi imposti dalla globalizzazione: valorizzare a basso standard culturale il patrimonio più conosciuto per turisti “mordi e fuggi”, dimenticando quello considerato “minore”. Un’associazione come Italia Nostra lavora con i suoi soci e simpatizzanti alla scoperta, o riscoperta, di percorsi culturali lontani dal turismo di massa, costruendo itinerari culturali che valorizzano centri storici minori, tragitti sostenibili su vecchi tracciati ferroviari, ciclovie, o cammini, individuando tematiche originali come quelle degli ipogei che uniscono tante piccole e grandi città (la scoperta delle città sotterranee), o l’Italia dei castelli o delle ville settecentesche, in sintesi tanti percorsi che uniscono il Paese dal nord al sud, su contenuti culturali che arricchiscono i nostri cittadini.

ITALIA NOSTRA

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I temi affrontati sono stati ripresi nell’intervento di Francesco Verducci all’Audizione programmatica del Ministro Franceschini – https://www.youtube.com/watch?v=mV0LFRleaO0

 

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