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01-08-2016

Italia Nostra Sicilia: “Inammissibile sanatoria edilizia”

«L’emendamento sulla cosiddetta sanatoria delle costruzioni realizzate nella fascia costiera dei 150 metri dalla riva contiene evidenti profili di incostituzionalità, pertanto è inammissibile e quindi domani non verrà discusso in aula». Lo annuncia il presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Giovanni Ardizzone. «Gli uffici dell’Ars – continua – avevano già evidenziato tali anomalie durante l’esame in commissione Ambiente, ma l’emendamento è stato inopinatamente messo ai voti».

Che dire? Si chiude una pagina penosa di politica regionale, tra evidenti ambiguità e contraddizioni.

Preso atto di questa decisione del presidente dell’Ars Ardizzone, il previsto sit-in davanti a Palazzo dei Normanni viene annullato.

Leandro Janni – Presidente regionale di Italia Nostra Sicilia

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Italia Nostra afferma ancora una volta il proprio NO a qualunque proposta di sanatoria edilizia e annuncia un sit-in davanti a Palazzo dei Normanni a partire dalle ore 16 di martedì 2 agosto 2016.

Lo scorso 12 luglio 2016, a Palazzo dei Normanni, a Palermo, nell’ambito dell’iter di approvazione del Testo unico nazionale sull’edilizia, l’emendamento salva-abusivi presentato dal deputato del gruppo misto Girolamo Fazio è stato respinto. La proposta, che puntava a concedere la sanatoria alle abitazioni realizzate entro 150 metri dalla battigia e, in alternativa, prevedeva l’assegnazione delle costruzioni abusive a chi attualmente le abita, è stata respinta in commissione Ambiente e Territorio, dopo una lunga discussione e apre polemiche. Adesso la discussione si è spostata all’Ars, dove il testo di legge dovrà ricevere l’approvazione definitiva.

La Sicilia già nel 1976, con l’art. 15 della legge n. 78, stabilì il vincolo di inedificabilità assoluta entro i 150 metri dalla battigia. Da allora, tutto ciò che veniva edificato in quella fascia di rispetto non poteva essere sanato. Anni dopo l’Isola si mobilitò comunque per allargare le maglie della sanatoria nazionale dell’85, senza però riuscire a intaccare quel vincolo che – sulla carta – ha sempre resistito. Un sindaco del Ragusano, Paolo Monello, coniò la definizione di “abusivi per necessità”. Difficile comunque giustificare, in base al principio di “necessità”, le ville al mare, il cemento nelle aree archeologiche, gli orrendi e scriteriati condomini sulla costa. Da allora ci hanno provato in molti a cassarlo, quel vincolo. Ad ogni legislatura. Questa volta, però, è scattato l’allarme, perché dopo decenni di immobilismo, alcune procure e alcuni sindaci, tra cui il sindaco di Licata Angelo Cambiano (lo scorso maggio ha avuto bruciata la casa ed è sotto scorta), hanno messo in moto la macchina delle demolizioni. Poca cosa, ovviamente, (dal 2009 al 2016 sono 22.100 gli abusi accertati e 23 le costruzioni abbattute), ma che segna un significativo cambio di direzione. Dunque, l’emendamento Fazio, bocciato in commissione Ambiente e Territorio, sarà ripresentato in Aula martedì 2 agosto 2016 e discusso. Indubbiamente le pressioni per far passare l’emendamento sono forti. Nessuno sa con esattezza quanti siano i potenziali beneficiari della norma: le domande di sanatoria giacenti nei Comuni dell’Isola sono 700 mila, ma qui la fattispecie è limitata alle case in riva al mare e a quelle costruite nei primi dieci anni successivi al vincolo dei 150 metri. È un elettorato che fa gola quello degli abusivi: un “partito” che può contare, in Sicilia, su almeno 22 mila voti.Di certo il cemento e il mattone nell’Isola, dal 1988 a oggi, hanno “mangiato” 65 chilometri di costa.

Molteplici le reazioni, le posizioni contrarie all’emendamento salva-abusivi. La proposta di sanatoria diventa un caso nazionale e interviene  il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti: «Siamo pronti a impugnare dinanzi alla Corte Costituzionale ogni legge che permetta condoni edilizi. Questo vale in tutt’Italia e dunque anche per la Sicilia. Nelle more di un pronunciamento dei giudici costituzionali, sarà messo in atto ogni strumento per evitare che si verifichino scorribande indiscriminate. Non possiamo lasciare soli i magistrati e i sindaci». Il ministro, inoltre, invita i sindaci a dar fondo ai 10 milioni di euro stanziati dal governo nazionale per l’abbattimento degli edifici abusivi in zone a rischio.

Nonostante le “avvertenze” del ministro dell’Ambiente, se il presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana Giovanni Ardizzone, dichiarasse comunque ammissibile l’emendamento e questo venisse approvato anche con voto segreto, qualsiasi impugnativa dovrebbe comunque poi essere vagliata dalla Consulta. E in quel lasso di tempo, che può essere lungo anche un anno, la sanatoria entrerebbe in vigore in Sicilia, con «l’effetto del caos», come ha affermato il procuratore aggiunto di Agrigento Ignazio Fonzo. Il deputato Fazio, comunque, tira dritto: «La logica della mia proposta – spiega – è mettere fine a un’ingiustizia dovuta a una errata interpretazione della legge. Ad altri cittadini, nelle stesse condizioni, è stato concesso di potere sanare le proprie abitazioni». La proposta concede 90 giorni ai proprietari delle case entro i 150 metri per presentare una nuova richiesta di sanatoria, sospendendo nel frattempo le demolizioni.

Cos’altro dire? Di certo sarebbe una vergogna inaudita per l’Assemblea Regionale Siciliana approvare questo emendamento di legge. E comunque andranno le cose in Aula, martedì 2 agosto, appare evidente il danno di immagine, il senso di inquietudine e sconcerto che, inevitabilmente, generano proposte come questa. La Sicilia ha bisogno di una visione politica e di una seria e attenta  programmazione-pianificazione. Ha bisogno di una classe politica e di una classe dirigente preparate, coerenti e consapevoli; attente alle istanze migliori dei cittadini. Non alle peggiori. La scandalosa richiesta di sanatoria edilizia proposta all’Ars,oltre ad offendere i siciliani che rispettano la nostra Costituzione e le leggi dello Stato, suona come un oltraggio insopportabile per chi ha investito in bellezza, tutela del paesaggio, cultura, produzioni di qualità, turismo.

Pertanto, Italia Nostra afferma ancora una volta il proprio NO a qualunque proposta di sanatoria edilizia e annuncia un sit-in davanti a Palazzo dei Normanni, a partire dalle ore 16 di martedì 2 agosto 2016.

 

Leandro Janni – Presidente del Consiglio Regionale di Italia Nostra Sicilia

Italia Nostra Onlus