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03-01-2019

Italia Nostra VCO: Stazione storica della dismessa ferrovia in concessione Stresa-Mottarone. Stato di conclamato degrado- Proposta di soluzione.

L’Associazione che rappresento a livello Provinciale ha tra i suoi obiettivi, come noto, quello di salvaguardare i beni che rappresentano memoria storica significativa, anche locale, e che sono in degrado se non in vera e propria rovina. Tra questi, nella cittadina del Lago Maggiore, vi è la vecchia stazione della ferrovia a cremagliera in concessione Stresa/Mottarone, da diversi decenni cessata dall’esercizio e ora simbolo di decadimento e di rovina.

Il degrado avanza incontrastato e uno dei portali di accesso alla località turistica, posto in immediata adiacenza alla stazione di rete ferroviaria italiana, è segnato da questo profondo e sembra irreversibile abbandono. Ricordo che l’approvato Piano Paesaggistico Regionale ha accolto un’osservazione, prodotta da questa Sezione che aveva lo scopo di ottenere prescrizioni atte a garantire la sopravvivenza e la continuità, sul sito della ex stazione, di una destinazione d’uso congrua con la percezione dell’originaria funzione e che tale risultato comporterà per il Comune un obbligo di coerente revisione dello strumento urbanistico rispetto alle attuali previsioni.

In merito alla situazione legale del sito, dobbiamo peraltro osservare che, mentre l’ambito già occupato dalla preesistente e demolita pensilina liberty risulta regolarmente transitato in capo alla proprietà di Società Ferrovie del Mottarone, diversamente qui si argomenta in relazione ai fabbricati, pure liberty, tutt’ora esistenti e a parte della banchina loro adiacente, già parte funzionale della preesistente stazione.

La questione proprietaria ha radici lontane. Nell’anno 1911 tra le allora Ferrovie Stato e le Ferrovie  Mottarone venne sottoscritto un atto di concessione (vedi documento in calce) attraverso il quale Ferrovie del Mottarone avrebbe potuto utilizzare quel sedime per le finalità di costruzione ed esercizio della tratta ferroviaria. Al termine era esplicitamente prevista la restituzione del bene a Ferrovie Stato. Tuttavia, nella seconda metà degli anni 60 del 900, al momento della trasformazione della concessione ferroviaria in concessione funiviaria, era stato convenuto tra Ministero e il soggetto concessionario che i beni costituenti il patrimonio della linea ferroviaria in soppressione non sarebbero transitati allo Stato, come previsto, ma rimasti nella disponibilità di Ferrovie del Mottarone che ne avrebbe pagato un riscatto con il quale cofinanziare la costruzione della funivia.

In tale fase, probabilmente indebitamente, venne inserito e stimato in lire un milione di allora, anche l’ambito in concessione, di mq. 158 appartenente a Ferrovie Stato che avrebbe dovuto invece avere ben altra destinazione. Tale ricostruzione dei fatti è verosimile se nel non lontano 2006, la stessa Rete Ferroviaria, ( vedi 12/10/2006 RFI-DMO-DMMI.TVM.Gec A0011/P/2006/0000080 ) ebbe a lamentare con lettera inviata alla predetta Società e p.c. al Comune di Stresa la mancata intervenuta restituzione di quei beni da parte di Ferrovie del Mottarone. Non si conosce tuttavia il seguito di tale richiesta che, sembra, rimasta senza alcun esito.

Se queste sono le premesse ci consentiamo rivolgere l’attenzione dei soggetti in indirizzo sulla questione del degrado assoluto in cui versano tutti i beni della vecchia stazione. In particolare l’attenzione di Rete Ferroviaria Italia dovrebbe rivolgersi alla soluzione della questione proprietaria, rimpossessandosi dei beni dai quali risulterebbe essere stata, indebitamente, spogliata e che, stante la loro natura giuridica, non dovrebbero subire effetti prescrizionali.

Per altri profili, Fondazione Ferrovie, potrebbe valutare l’interesse, ove la questione proprietaria venisse positivamente risolta, a vedersi attribuire il bene sul quale, in sinergia con il Comune, investire sulla ricostruzione, anche innovando, di un pezzo di storia ferroviaria locale che, se pur non riconducibile alla rete nazionale, tuttavia per contiguità con la Stazione ferroviaria di RFI e per risonanza storico/turistica, costituisce, ancor oggi, un forte richiamo evocativo dell’epoca degli albori del turismo sul lago e, d’altro canto, rivaluterebbe la stessa stazione di RFI, oggi fortemente penalizzata dalla contiguità con lo stato del degrado esistente. Da parte sua, il Comune di Stresa dovrebbe allineare le previsioni di PRGC ai disposti del PPR in vista di un recupero edilizio ed architettonico della vecchia struttura, destinandola, attraverso la destinazione ad uso pubblico, ad un insieme di funzioni coerenti sia alle esigenze attuali che a richiamare la sua ultima destinazione attiva, trasformandola ad esempio: in una stazione di scambio tra la mobilità gomma/ferro, così come facendola sede di servizi di accoglienza turistica, ed ancora a padiglione dove possano trovare esposizione statica alcune macchine, recuperate e restaurate, della soppressa linea ferroviaria; brani della storia turistica di Stresa e del Lago, ridando a quella porzione di città, un’ identità e una dignità oggi perse.

La presente vuole pertanto suscitare l’interesse, che pare sopito, per questa porzione urbana che oggi costituisce un pessimo biglietto da vista sia per la cittadina che per la stessa RFI, mentre con l’attenzione e la volontà congiunta dei soggetti destinatari la presente, potrebbe diventare, per i flussi turistici utenti del servizio ferroviario, ma non solo, un’eccellente porta di accesso alla cittadina.

Il Presidente Italia Nostra Verbano Cusio-Ossola
Piero Vallenzasca

Italia Nostra Onlus